Dopo diversi anni di attività che l’Inghilterra ha tenuto quasi segreta, gli inglesi The Irrepressibles escono allo scoperto e decidono di regalarci il loro disco d’esordio, Mirror Mirror. La loro musica fonde le orchestrazioni della tradizione barocca seicentesca con la pregnanza emozionale delle melodie pop in composizioni incantevoli. Ma la loro è un’arte di cui la musica costituisce soltanto una parte. Una parte di un organismo unitario che splende di vita, che mostra le stravaganze e la profondità dei sentimenti umani.
Fortemente legati al concetto di immagine, hanno realizzato negli anni passati performance particolari, nelle quali tutte le arti divengono parte integrante di un mondo fantastico e visionario. Bellissime le performance al Latitude Festival in cui si sono esibiti al centro di un lago, o al Victoria and Albert Museum in cui hanno ricreato una vera e propria “scatola sonora umana”. L’anno scorso hanno realizzato la colonna sonora di The Forgotten Circus, film incantevole della regista e coreografa Shelley Love, facendoci già innamorare. Il teatro che diventa vita, sentimento, tramite i costumi, le luci, le scenografie, le immagini, la musica. La perfetta realizzazione di quel legame, di quella sinergia tra le arti che LostHighways insegue da sempre. Così, l’uscita di Mirror Mirror diviene occasione per poter approfondire questo incantevole progetto, pochi giorni prima della sua presentazione ufficiale dal vivo alla Queen Elizabeth Hall di Londra. Jamie McDermott, leader carismatico, ideatore delle immagini e compositore delle musiche, prova a farci entrare nel mondo fantastico degli Irrepressibles, nell’attesa che la forza catalizzatrice delle loro esibizioni possa rapire anche l’Italia. (In This Shirt e My Friend Jo sono in streaming autorizzato; si ringraziano Marco Aimo e Cooperative Music)
Lost Roads - (Interviste - Focus - Live report di concerti)
Frammenti di realtà, troppo veri, troppo forti: intervista a Simona Gretchen »
By Emanuele Gessi on Mar 8, 2010 in Editoriali, Interviste | 1 Comment
Sveglia alle 7.00 di un lavorativo martedì mattina. Accendo il computer per controllare la posta e trovo una e-mail inviata alle 4.37. Probabilmente a quell’ora vagavo in sogni che non ricordo. In quel buco nero che mi aveva inghiottito a mezzanotte e stava per risputarmi in pasto ad un nuovo giorno, proprio alle 4.37, l’insonne Simona Darchini aveva appena finito di rispondere alle mie domande via e-mail. La giovane cantautrice romagnola si apre a noi, ci presenta la misteriosa Simona Gretchen e ci parla del suo acclamato disco d’esordio, Gretchen pensa troppo forte. La profondità dei suoi brani è stata capace di conquistare pubblico e critica, e rispondendo a queste domande ci aiuta a conoscere meglio la sua musica. (Cera è in streaming autorizzato)
Simona, il tuo è stato un esordio molto potente. Pochi esordi possono vantare recensioni ed attenzioni su riviste e giornali importanti come è successo. Ti aspettavi tutto questo?
No! Speravo in qualche buon riscontro, certo … ma non mi sarei mai potuta aspettare tutto ciò.
Il paese è reale live and backstage: Afterhours. Un dvd che racconta come “fare qualcosa che serva”. »
By Katia Arduini on Mar 8, 2010 in CrossRoads, DVD, Editoriali | 0 Comments
Portare a galla un tesoro nascosto non è mai facile. Se poi questo tesoro è fatto di note, di band e artisti che suonano pensando più al cuore che al portafoglio la sfida si fa ancora più interessante. Se poi decidi che per farlo devi salire sul palco dell’Ariston e alzare la voce davanti alla platea di quello che dovrebbe essere il festival della musica italiana, ma che ormai è diventato il museo delle banalità, o sei un folle o sei uno che ha la consapevolezza di andare là per spaccare tutto. E su quel palco gli Afterhours ci sono saliti con la loro forza, con la certezza che stavano facendo “qualcosa che serva“. Su quel palco hanno presentato il loro ambizioso progetto: dimostrare che, anche se nessuno vuole vederlo, c’è un mondo sotterraneo che fa Musica, di quella vera, di quella che non ha bisogno dei lustrini e delle paillette, ma che va avanti grazie al sudore e al fiato di chi ci crede veramente e hanno vinto, portandosi a casa il premio della critica (che poi alla fin fine è l’unico che viene assegnato da chi di musica se ne intende veramente).
Beaucoup Fish – Distratto: Videoclip, regia di Lorenzo Vignolo »
By Amalia Dell'Osso on Mar 3, 2010 in CrossRoads, Editoriali, Videoclip | 0 Comments
Simboli. Nemmeno troppo complicati. Infilati lievemente come una mossa non decisiva nel gioco. Apparentemente non decisiva. Così, lungo lo scorrere delle immagini di un video appare un foglio con un numero. 100. Tanti sono i videoclip di Lorenzo Vignolo, regista e mago del montaggio (per questo ruolo scherza col suo nome e diventa Larry Wine). Distratto è la sua centesima opera, perfetta resa del singolo che i Beaucoup Fish hanno estratto dall’album Lascio Tutto (Melunera/Venus - 2009). Già in precedenza per la band di Cremona aveva realizzato un videoclip spendido per La plage du Nord.
La radicalità del quotidiano: intervista ai BON.NOT »
By Emanuele Gessi on Mar 2, 2010 in Editoriali, Interviste | 0 Comments
In quel di Roma vive ed opera un collettivo nato dall’esperienza musicale aperto a tutte le arti, specialmente teatro e video-art. Il collettivo AKR ruota intorno al progetto musicale dei BON.NOT, un duo elettro-acustico che ha alle spalle due ep, ultimo di questi E intanto fuori piove, dove è possibile ritrovare un clima intimo ed anomalo per la musica italiana. L’accostamento dell’algido suono elettronico al calore degli strumenti acustici riesce a scavare nella poesia celata in ogni animo umano, e per conoscere meglio il progetto poniamo qualche domanda direttamente a loro. Riccardo Cocozza e Domenico Catano ci parlano della nascita dei BON.NOT, della loro direzione, e del carburante nobile che li spinge avanti. (Le migliori intenzioni è in streaming autorizzato).
Mouths - Compilation »
By Vladimiro Vacca on Feb 23, 2010 in Compilations, Editoriali, Focus | 1 Comment
Bocche assetate. Bocche affamate. Bocche umide. Bocche asciutte. Bocche di vulcano. Bocche di mare.. Bocche di volontà.
Queste sono le bocche sotterranee della Campania che annaspa e che crede ancora nell’arte, nella Musica, nell’importanza di ubriacarsi di fermento.
Dopo la quadrilogia di compilation basate sui mood delle stagioni, LostHighways ritorna a regalare in free download un nuovo ardito progetto, la compilation dedicata alle realtà musicali campane: Mouths.
LostHighways vuole alzare la coperta dell’indifferenza artistico-sociale che popola questa falcidiata regione e far emergere una faccia, un’altra bocca, tante bocche. Quelle di tanti giovani artisti che nel corso degli ultimi cinque anni stanno rappresentando la speranza del cambiamento sociale.
Noi crediamo possibile che una margherita possa nascere e crescere ai margini di una strada d’asfalto.
Riaffiora: il nuovo video in anteprima esclusiva »
By Vladimiro Vacca on Feb 22, 2010 in CrossRoads, Editoriali, Videoclip | 0 Comments
“Una stanza errante che vola al di sopra di una città silenziosa, lontana e inosservata. Al suo interno vi è racchiuso Antonio P, prigioniero delle pareti, prigioniero di se stesso, che esplora questo spazio metafisico e si chiede se ciò che la stanza contiene lo rappresenti in qualche modo. Il suo contatto con la realtà sembra irraggiungibile e forse l’unica via di fuga resta concedersi alla sua follia, abbandonando ciò che lo lega al passato e svanendo come un ricordo di qualcun altro, nel silenzio.”
In collaborazione con Libellula Music, a partire da lunedì 22 febbraio in anteprima esclusiva su LostHighways il videoclip di Antonio P dei padovani Riaffiora, realizzato da Cristian Guerreschi (già al lavoro per Il Teatro degli Orrori e Mr.Bizzarro & The Highway Experience)












