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	<title>Lost Highways</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>Il cerchio della creatività: intervista a Tommaso Cerasuolo (Perturbazione)</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 16:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amalia Dell'Osso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52916" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Perturbazione_ph.-Luigi-De-Palma-5_b.jpg" alt="Perturbazione_(ph. Luigi De Palma) (5)_b" width="1000" height="667" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono dischi come pagine di una storia. Una ad una sono preziosi racconti sul tempo che passa, sulla nostalgia, sull’assenza, sul cambiamento e sul gioco di prospettive per imparare a starci dentro. Dentro il tempo, ricordando nel modo più bello, che poi è riuscire a farlo rifiorire, <em>risuonare</em>. E poi andare avanti. Dunque, un modo per fare i conti con il vuoto che lascia e che si può imparare a leggere come parte di tutto il suo scorrere. I Perturbazione hanno sempre scritto pagine meravigliose nel tempo, trattenendone ogni volta il suono così come la loro storia ne liberava e ne inventava. Pagine dove note e parole sono sempre state una specie di magia. Questa volta hanno scelto di <em>risuonare</em> canzoni del mondo anglosassone, facendo delle traduzioni un gioco sottile in cui si specchia tutta la loro poetica. Sottraendo la paternità originaria di queste canzoni e lasciandosi andare all’ascolto, si ha la convinzione di trovarsi dentro un nuovo delicatissimo disco di inediti della band di Rivoli. <strong><em><a href="https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona">Risuona</a></em></strong> è <a href="https://orcd.co/perturbazione_risuona">disponibile</a> in fisico e in digitale dal 9 Ottobre. Ne ho parlato con Tommaso, voce storica dei Perturbazione. Fermarsi, raccontare, ascoltare… è il miglior modo per riempirlo di senso, il tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Risuona</em></strong><strong> è un titolo estremamente evocativo, e non soltanto indicativo. Quindi cover e molto altro che si è svelato a voi stessi durante il processo di traduzione. Parlate di intimità e trovo sia centrale perché i brani scelti vengono restituiti con tutto il sapore tipico della poetica dei Perturbazione, senza snaturali. Parlami di quest’intimità…</strong><br />
Sono state queste canzoni a scegliere noi, non il contrario. Perché me le sono cantate nella lingua originale, l’inglese, per molti anni prima di scoprire questo istinto giocoso, sperimentale, di provare a tradurre e scoprire una nuova musicalità e questo meccanismo creativo, fatto di fragili equilibri sintattici. Insomma le conoscevo molto bene, e la linea melodica e la metrica mi erano molto chiare. Così ho cominciato questo gioco di provare a stare nella scia narrativa, potremmo dire nella poetica del testo originale, imparando a staccarmi quando necessario, e con l’italiano è necessario molte volte, per compiere una piccola ellissi e poi ritornare a incrociare nuovamente quella scia, allineandomi nuovamente un attimo, per un vocabolo importante, un gancio potremmo dire, così da cucire una specie di serpentina attorno alla retta originale, come un serpente che si arrotola a un ramo. E ci ho preso gusto. E ho capito allora che quelle canzoni mi avevano scelto perché nella loro poetica, nei temi, nelle atmosfere richiamavano molti di quelli dei Perturbazione, ma in effetti eravamo poi noi ad aver sviluppato la nostra sensibilità partendo da quei modelli. Una cosa tipo cerchio della creatività, che rotola rotola rotola…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli anni ‘60 le versioni in italiano di successi stranieri imperversavano. Da dove arriva questa vostra idea di un disco di cover così ricercate?</strong><br />
In realtà la buona parte di quei successi degli anni ’60 erano successi all’estero, in America o nel Regno Unito. L’idea di tradurle fu un escamotage per provare a far funzionare qui in Italia canzoni che avevano grandi potenzialità melodiche e compositive, ma magari appartenevano a un determinato genere musicale legato alla cultura anglosassone e, nella visione dei discografici di quegli anni, difficile da importare in Italia. Così nacque questa moda, o sarebbe meglio dire modalità. Con risultati disparati: a volte le traduzioni hanno superato l’originale, a volte lo hanno svilito. Su tutte, per citare l’esempio di un tentativo compiuto dall’autore originale stesso del brano tradotto che finì rovinosamente, soprattutto col senno di poi, viene in mente ovviamente <strong><em>Ragazzo solo, ragazza sola</em></strong>, che David Bowie cantò nella traduzione di Mogol di <strong><em>Space Oddity</em></strong>. Sulla carta, un goal a porta vuota; nella pratica, un naufragio. Poi, invece, ci sono state anche canzoni che sono rimaste molto più degli originali. Però, in generale, c’erano parolieri di diversa caratura, ma l’attitudine non prevedeva affatto di dover in qualche modo rispettare il brano originale, che tanto non era mai stato già fatto circolare, nella gran parte dei casi, qui da noi. Il testo originale poteva fornire qualche idea da cui partire, ma si poteva benissimo partire per la tangente, come fece Mogol, senza porsi un problema ‘autoriale’. Credo che sia poi De André ad alzare l’asticella, con Dylan, Cohen, Brassens. Ma c’erano anche molti altri, Herbert Pagani, Jannacci, Lauzi, e molti altri cantautori. E comunque De André, rispetto al tema delle traduzioni, viene sempre citato per la sua frase: <em>“Ci sono quelle brutte e fedeli, e quelle belle e infedeli”</em>. Ovvero: anche cercando di rispettare l’originale, senza una forma di tradimento non può esserci traduzione che tenga, nelle canzoni. Noi comunque arriviamo 50 anni dopo. E nel frattempo, chi ha lavorato con la traduzione in Italia (sono molti, ma citiamo Ron, Vasco, Venditti, Battiato, Bersani, ecc) si è dovuto confrontare con il limite maggiore che ha questa operazione: più la canzone originale è famosa, e con famosa intendo iconica, più la traduzione diventa impervia. Non riesce a <em>risuonare </em>nella nuova forma. Dunque, per risponderti: sono state queste canzoni a scegliere noi, non il contrario. Proprio perché sotterranee, o al limite, nel caso di <strong><em>Only You</em></strong> degli Yazoo, l’unico brano in scaletta che goda di ampia popolarità, popolari ma sottopelle, un po’ coperte dalla polvere del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i brani che, in fase di traduzione, sono diventati particolarmente autonomi rispetto all’originale? Parlo di un’autonomia che non significa distanza, ne faccio una questione di stile e scrittura che non tradisce.</strong><br />
Mi viene da risponderti: un po’ tutti. Tradurre canzoni è come giocare con i lego. Hai una costruzione che ti affascina e non hai il libretto delle istruzioni. Per un motivo misterioso, vuoi smontarla, come fanno i bambini, e poi provare a ricostruirla. Ma non hai foto, hai solo la memoria di quella costruzione. Così prendi tutti quei pezzi e ti metti a ricostruire, e alla fine avrai la tua astronave, o il tuo palazzo, o la tua macchinina, che ricorderà quella originale, ma non sarà mai come quella. Sarà la tua versione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più di tutti, Interpol, Nada Surf e Notwist sono i momenti più meravigliosamente stranianti. Dimmi com’è stato entrare nei loro mondi e portarne via gli ingredienti giusti da miscelare nel vostro…</strong><br />
Stai menzionando tre brani che in effetti lasciano più spazio interpretativo. In <strong><em>Killian’s Red</em></strong> l’inizio è narrativo: c’è un pub, il protagonista sta aspettando qualcuno, che però non verrà, è il momento di pagare e andarsene, rinunciare all’attesa. Ma dopo il brano si apre e si entra in un flusso di coscienza. Stessa cosa per gli Interpol. I due protagonisti sono insieme in una stanza, ma c’è anche una terza presenza impalpabile. Un amante, oppure il dubbio su un futuro insieme. Da lì in avanti, di nuovo flusso di coscienza… In questi testi c’era maggior margine interpretativo, perché sono proprio i testi originali ad essere più criptici, tant’è che mentre traducevo sono spesso andato a curiosare nelle chat delle comunità che dibattono sul significato dei testi delle canzoni, tipo songmeaning punto eccetera, e per alcuni versi ci sono decine o centinaia di interpretazioni. Il che dimostra proprio il fatto che gli autori originali sono stati più oscuri, più enigmatici, più eterei. Quindi c’era ampio spazio per essere noi stessi, nella traduzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52829" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Perturbazione_ph.-Luigi-De-Palma-2_b.jpg" alt="Perturbazione_(ph. Luigi De Palma) (2)_b" width="1000" height="667" /><strong>Sottraendo la paternità delle canzoni e focalizzando l’ascolto soltanto sull’esperienza del momento, sembra di essere in un nuovo disco tutto dei Perturbazione. C’è stato un momento preciso in cui hai realizzato che questa rilettura stava andando in una direzione molto speciale?</strong><br />
Circa due anni fa. Dal 2019 al 2021 ci eravamo inventati un piccolo format, per divertirci, solo su YouTube, è ancora lì sul nostro canale, lo chiamammo <em>Songbook</em>. L’idea era: giochiamo con gli anniversari di band e artisti che amiamo e con cui siamo cresciuti e facciamo le cover più disparate, per restituire lo spirito di una band qualunque in sala prove. Camera fissa, rec tutta in presa diretta di noi che <em>ri-suonavamo</em> quei brani. Ecco, in quel piccolo format finirono anche un paio delle diverse traduzioni che avevo accumulato negli anni. A un certo punto ci domandammo se pubblicare quel materiale, così, grezzo com’era stato registrato, senza produzione, in forma discografica. Fu allora che elaborai il pensiero: di quelle cover alcune hanno più carattere personale, altre sono un gioco, un tributo, nulla di più. E tra quelle più personali, quelle tradotte brillavano di luce propria, avevano un carattere estremamente personale. Insomma, sembravano canzoni nostre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>“Ci sono canzoni che partono da un’immagine. Le parole vengono dopo”.</em></strong><strong> Così hai introdotto la metafora della finestra come limite per l’intesa tra due persone in Q<em>uel che non ho più (Only you)</em>. Quali altre immagini di questo disco puoi raccontarmi?</strong><br />
Ce ne sono tantissime… Beh, per esempio, in<em> <strong>Il tuo ex</strong></em>, ovvero <strong><em>Your Ex Lover Is Dead</em></strong> degli Stars, il taxi è fondamentale nella storia: per qualche motivo i due ex, che si ritrovano casualmente attraverso una conoscenza comune, sono costretti per un viaggio in taxi insieme, fuori piove e nessuno dei due ha una via di fuga per il tempo della corsa. Come un ascensore. Tutto questo, nonostante i giochi con la sintassi, doveva essere restituito e mantenuto, e nonostante in inglese questa serie di istantanee sia più semplice da rendere, per via dell’essenzialità della lingua, così ritmica e sintetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conoscendo i Perturbazione, la componente nostalgica, per una fase della vita o della musica, ha avuto un peso notevole nella scelta delle canzoni. I ricordi più particolari a cui sono associate? </strong><br />
Ricordo benissimo quando Rossano ci mostrò per la prima volta il videoclip di <strong><em>Your Ex Lover Is Dead</em></strong>, in sala prove, e rimanemmo folgorati, ancora nella formazione in sei, per me fu amore a prima vista e a primo ascolto con gli Stars, in particolare con quella canzone e con la citazione nel video di <strong>Se mi lasci ti cancello</strong>, ovvero <strong>Eternai Sunshine of The Spotless Mind</strong> (anche qui, una storia di traduzione, in questo caso davvero orribile, di un titolo), che poi è proprio un film sulla nostalgia e sulle sue trappole.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La selezione delle canzoni racconta gli ascolti di ognuno di voi. Quali vi accomunano e quali invece sono state nuova linfa da condividere? Insomma, chi ha scelto cosa?!</strong><br />
La maggior parte delle canzoni in realtà le ho proposte io, perché fanno parte del mio ‘bagaglio interiore’, sono il mio <em>singbook</em>, quel quadernone in cui tengo tutte le canzoni che mi hanno colpito e ho cominciato a mandare a memoria, come una specie di rosario. Le cantavo già in inglese a me stesso… Ma quando abbiamo formalizzato fra noi l’idea di realizzare un album solo di traduzioni, allora si è instaurato un dibattito interessante, un sacco di suggerimenti, per esempio <em>Conseguenza (Consequence) </em>dei Notwist l’ha suggerita Cris, e all’inizio non riuscivo a venire a capo del ritornello, ma poi ci sono riuscito ed è stato un regalo. Però per ciascuna di queste dieci canzoni ci sono decine di tentativi falliti, perché tradurre è un’arte di equilibrio, e non sempre è possibile arrivare a un risultato finale, per molte ragioni diverse. Alla fine la traduzione deve <em>risuonare</em> di suo, altrimenti è meglio rinunciare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raccontami il filo rosso tra i brani e la sequenza in tracklist, se c’è.</strong><br />
Il filo rosso l’ho capito alla fine. È il tema dell’assenza, già così presente in <strong><em>(dis)amore</em></strong>. Ovvero di cosa ce ne facciamo del buco che ci portiamo dentro dopo un’assenza. Per un po’ di tempo, ci sentiamo derubati. Ma con un po’ di fede e fortuna, potremmo essere noi stessi la tessera capace di colmare quel vuoto. Non parlo solo di relazioni sentimentali, intendo gli affetti in generale, i genitori che sono venuti a mancare, amici scomparsi, e anche proprio quel vuoto che respiriamo intorno, socialmente, ogni giorno in cui ci viene ripetuto che l’unica cosa di cui dovremmo fidarci è la paura. Le canzoni di <strong><em>Risuona</em></strong> sono tutte canzoni di personaggi che stanno affrontando un’assenza, e spero ci possano aiutare, fornire in qualche modo delle chiavi, ciascuna diversa dall’altra, per sbloccare il meccanismo che ci porta a capire che l’assenza non è un vuoto, ma piuttosto il vuoto che in una scultura aiuta a definire i pieni, le masse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono stati i brani più insidiosi da ri-suonare?</strong><br />
<strong><em>Vieni qua</em></strong>, ovvero <strong><em>C’mere</em></strong> degli Interpol. Non rendeva cercando di assecondare l’arrangiamento graffiante dell’originale. Dopo un po’ che eravamo lì a tentare di capire come affrontarla, ci siamo detti: perché non proviamo a darle un sapore proprio come se la stessimo risuonando negli anni ’60? Facciamo finta di essere al Piper… L’abbiamo spinta in quella direzione e infine abbiamo trovato un equilibrio. <strong><em>Killian’s Red</em></strong> dei Nada Surf anche, perché abbiamo capito che rallentandola leggermente e aprendo molto riverberi e delay della chitarra acquisiva un retrogusto che ricordava <strong><em>Disintegration</em></strong> dei Cure, un disco con cui siamo proprio cresciuti…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo disco pone nuovamente i Perturbazione a confronto con il tempo attraversato<em>, </em>ma con una consapevolezza diversa. Mi parli del <em>“suono di questo tempo”</em> che oggi vi identifica?</strong><br />
Più scarno, più essenziale. Anche il tempo da dedicare a noi stessi come gruppo, inseguiti dai lavori di ciascuno, le famiglie, gli affanni, si è fatto più sottile, come ghiaccio che si scioglie, inevitabilmente. Perciò cerchiamo di fare una cosa per volta, farla al meglio e se possibile godercela senza dover inseguire sempre nuovi fantasmi. Il mondo e i nostri giorni sembrano perdersi nella frammentazione. Dunque ritrovare un suono essenziale credo rispecchi il bisogno inconscio di essenzialità del tempo contemporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>ph Luigi De Palma</em></p>
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		<title>Flame Folclòre &#8211; Cocanha</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Cuccaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Cocanha sono Caroline Dufau e Lila Fraysse, voci in polifonia che cantano in lingua occitana, due ragazze agguerrite per le quali la tradizione è solo un pretesto per stabilire un legame con la terra e talune tematiche, ma l&#8217;uso di uno strumento antico quale il chicoten (noto anche come ttun-ttun o salterio a percussione, in &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Cocanha.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-52972" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Cocanha-200x200.jpg" alt="Cocanha" width="200" height="200" /></a>Le Cocanha sono Caroline Dufau e Lila Fraysse, voci in polifonia che cantano in lingua occitana, due ragazze agguerrite per le quali la tradizione è solo un pretesto per stabilire un legame con la terra e talune tematiche, ma l&#8217;uso di uno strumento antico quale il chicoten (noto anche come ttun-ttun o salterio a percussione, in uso dal medioevo sui due versanti dei Pirenei), suonato con virtuosa versatilità da entrambe le musiciste, è funzionale al racconto di un presente di forza incontenibile e passione ardente, che abolisce il tradizionale flauto che divagava sui bordoni retti dai bastoncini in favore di un tratteggio melodico tutto vocale. <strong><em>Remenanuèch</em></strong>, agita la notte, in groppa a un bianco destriero, il cui dorso si allunga fino ad accogliere quattro cavalieri in fila nel video surreale e allucinato che accompagna il secondo singolo estratto dell&#8217;album, in cui la tradizione viene strapazzata come in una scorribanda notturna, passando dai bordoni e i fraseggi popolari a contrappunti di vocalità astratte e urla incontrollate di rabbiosa protesta. Il contrabbasso tagliente e fluido di <strong><em>Fòrabanda</em></strong> tende il dialogo a due voci divergenti che si inerpicano con scioltezza sulla più tortuosa delle salite di roccia nuda, accettando la sfida della lotta: &#8220;<em>Tots a París nos sèm trachats / De nòstra paura condicion</em>&#8220;. La cantilena ancestrale di <strong><em>Adissiatz Palhassonaira</em></strong> si dipana tra schiocchi delle dita, tastiere eteree e percussioni esplosive che la trasfigurano in scioglilingua di oscuri incantesimi, con le voci che corrono su due binari diversi a differente velocità, sostando a differenti stazioni, in una girandola spiazzante che ricorda le incursioni tribali di Mariam the Believer col duo Wildbirds &amp; Peacedrums. <strong><em>Clam</em></strong> s&#8217;impenna come conciso hard rock sul tempo martellante, deformando il sound degli strumenti acustici per lanciare le urla punk e liberatorie del duo, che si rincorrono in verticale dai silenziosi sussurri alle vette di acuti primordiali. <strong><em>La Majorana</em></strong> sviluppa un pattern ritmico tribale a rinnovare una danza medievale a due voci inscenando la frenesia di un rito collettivo. <strong><em>Au nòst&#8217; casalòt</em></strong> inizia come un&#8217;allegra filastrocca a due voci ma guadagna con l&#8217;ingresso delle corde appena distorte dei chicoten un aura quasi shoegaze, che incanta con la sua struttura circolare e ipnotica. <strong><em>Diuré tremblar</em></strong> arriva da lontano come una vecchia registrazione antropologica di Alan Lomax per piombare urlando nei violenti slogan vocali di <strong><em>Diuré samsir</em></strong>, da lanciare alla testa di un corteo partecipato e guidare la piazza alla rivolta. <strong><em>A l&#8217;amistat</em></strong> come una partitura perduta tratta da polverosi archivi riprende vita in un canto dapprima sussurrato di chi legge per la prima volta un testo ma se ne impossessa subito portandolo alla luce nella sua pienezza di melodia e struttura armonica. La title track <strong><em>Flame Folclòre</em></strong> ha un frizzante somiglianza che le nostrane villanelle, tradendo la sua origine popolare tradizionale e allo stesso tempo manifestando una presa molto forte sul presente di un ritmo incalzante e proclami politici da lanciare con forza ancora maggiore. <strong><em>Lo mes de mai</em></strong> ha il sapore dei campi coltivati da generazioni di contadini dalla schiena ricurva di fatica, le mani solcate da ruvidi calli, pronti a scrollarsi di dosso dolore e fatica al ritmo di una delicata danza da condurre in piazza tutti insieme col fresco della sera. <strong><em>Jana d&#8217;Aimet</em></strong> scaglia le sue grida infervorate al cielo, tramutandosi nel coro di schiere angeliche, congiunzione mistica con una Natura benigna, con in mente l&#8217;idillio del tema di <em>Mission</em> di Morricone, per un&#8217;umanità che non è più disposta ad accettare con rassegnazione gli eventi e tende le corde di archi pronti a colpire con frecce mortali. Le Cocahna impartiscono la grande lezione che la conoscenza del passato è la miglior guida per affrontare il presente con energica consapevolezza, con una potente musica suonata che non potrà essere spazzata via da nessuna innovazione elettronica né tantomeno dall&#8217;intelligenza artificiale, che intelligenza non è.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Caroline Dufau (voce, chicoten) &#8211; Lila Fraysse (voce, chicoten)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Remenanuèch</li>
<li>Fòrabanda</li>
<li>Adissiatz Palhassonaira</li>
<li>Clam</li>
<li>La Majorana</li>
<li>Au nòst&#8217; casalòt</li>
<li>Diuré tremblar</li>
<li>Diuré samsir</li>
<li>A l&#8217;amistat</li>
<li>Flame Folclòre</li>
<li>Lo mes de mai</li>
<li>Jana d&#8217;Aimet</li>
</ol>
<p>Link: <a href="https://cocanha.net/">Sito Ufficiale</a><br />
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<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/4ZjLWkvQJ6U?si=RPPnNLHqxCSmZjWm" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<iframe style="border: 0; width: 350px; height: 470px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=3271830832/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/transparent=true/" width="300" height="150" seamless=""><a href="https://cocanha.bandcamp.com/album/flame-folcl-re">Flame Folclòre by Cocanha</a></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>All Clouds Bring Not Rain &#8211; MEMORIALS</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/12/all-clouds-bring-not-rain-memorials/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Cuccaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutte le nuvole portano pioggia e la vita stessa può essere una nuvola: titolo di album e prima canzone a comporre una filosofia di vita che il duo dei Memorials declina in un album che allarga l&#8217;orizzonte dell&#8217;esordio senza stravolgere la formula neo-vintage basata sul canto austero e ieratico e gli organi psichedelici di &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Memorials1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-52121" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Memorials1-200x200.jpg" alt="Memorials" width="200" height="200" /></a>Non tutte le nuvole portano pioggia e la vita stessa può essere una nuvola: titolo di album e prima canzone a comporre una filosofia di vita che il duo dei Memorials declina in un album che allarga l&#8217;orizzonte dell&#8217;esordio senza stravolgere la formula neo-vintage basata sul canto austero e ieratico e gli organi psichedelici di Verity Susman, assieme al drumming sostenuto e il ritmo travolgente di Matthew Simms, conditi da imprevedibile quanto stuzzicante bizzarria. Così <strong><em>Life Could Be a Cloud</em></strong> si dipana tra evocativi cori ecclesiastici e impennate lisergiche incalzanti e allucinate. Lisergiche come il riff claustrofobico che accompagna le voci eteree di <strong><em>Cut Glass Hammer</em></strong> in cerca di un inno per freaks e apolidi da consumare ai margini più nascosti di un reale abbrutito che ha perso ogni contatto con la magia arcana. <strong><em>I Can&#8217;t See A Rainbow</em></strong> è una sognante ballata, versione sixties e malinconica di <strong><em>Over the rainbow</em></strong>, dall&#8217;incedere cantilenante che si dissolve nella coda danzante che proietta movenze antiche sulle volte di un salone lussuoso e decadente. Le fiamme dell&#8217;inferno risuonano nei tasti d&#8217;organo di <strong><em>Dropped Down The Well</em></strong> con batteria detonante e pulsazioni di basso al limite dell&#8217;arresto cardiaco, sventato solo dal raddoppio salvifico delle voci, per poi perdersi in divagazioni di acida concretezza. Il ritmo eighties di <strong><em>In The Weeds</em></strong> scompagina le carte in tavola con quel basso sintetico e le percussioni robotiche, un ritmo rotto dalla trama sanguinolenta dell&#8217;organo, frutto di una lama assassina che penetra le carni in ascolto, conducendo la musica in luoghi di sinistre e oscure incognite. Ma c&#8217;è anche spazio per una delicata ballata al piano, <strong><em>Reimagined River</em></strong>, che si allaga di gocce d&#8217;organo e luci catartiche. Ci pensa poi il drumming pestato di Simms a gettare le basi di un nuovo groove che mischia jazz, psichedelia e mistero in <strong><em>Mediocre Demon</em></strong> che si inoltra nei fumi variopinti di tastiere rotonde mentre Verity celebra il suo rituale magico come un&#8217;antica fattucchiera che piombi all&#8217;improvviso in una jam dei Greatful dead in acido. Ancora un pattern ritmico di Simms fa da trampolino per l&#8217;acre trama gotica di <strong><em>Bell Miner</em></strong> che pare emergere dalla celluloide di qualche vecchio film horror di Mario Bava e non dispiacerebbe ai romani Neoprimitivi. La tetra e al contempo sognante voce di Nico s&#8217;impossessa della trama dolente di <em><strong>Lemon Trees</strong></em>, che culla e acquieta con appagante dondolio minimalista per poi aprirsi con dolci sferzate e fiati ronzanti in epico ma misurato crescendo che s&#8217;invola nelle sconosciute frequenze del cosmo. Ma si torna sulla Terra per un giro spensierato sulle giostre di <strong><em>Watching The Moon</em></strong>, che omaggia l&#8217;energica cadenza degli Stereolab e raccoglie per strada una filastrocca da cortile da cui balza un assolo di vischiosi raggi laser. E i Velvet Underground &amp; Nico ritornano nella melodia di <strong><em>Wildly Remote</em></strong>, il suo arpeggio circolare e soffuso e la voce dolcissima, scossi dallo strano monologo di un extraterrestre, che conduce il duo nello stiloso club retrò di <strong><em>Holy Invisible</em></strong> con le sue luci guizzanti, i coretti funky, il basso blacxploitation, le chitarre grattuggiate, i riverberi stranianti, gli affondi diabolici della Scuola di Canterbury. Graditissima conferma di un duo talentuoso.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Fire Records &#8211; 2026</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Matthew Simms (Vocals, Electric Guitar, Acoustic Guitar, Bass, Drums, Percussion, Vibraphone, Autoharp, Trumpet, Piano, Synth) &#8211; Verity Susman (Vocals, Piano, Harpsichord, Tenor Saxophone, Soprano Saxophone, Bass Clarinet, Recorder, Synth)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Life Could Be a Cloud</li>
<li>Cut Glass Hammer</li>
<li>I Can&#8217;t See A Rainbow</li>
<li>Dropped Down The Well</li>
<li>In The Weeds</li>
<li>Reimagined River</li>
<li>Mediocre Demon</li>
<li>Bell Miner</li>
<li>Lemon Trees</li>
<li>Watching The Moon</li>
<li>Wildly Remote</li>
</ol>
<p>Holy Invisible 04:34Link: <a href="https://memorialsmusic.com/">Sito Ufficiale</a><br />
<a href="https://www.facebook.com/memorialsmusic">Facebook</a><iframe style="border: 0; width: 350px; height: 470px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=759653037/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/transparent=true/" width="300" height="150" seamless=""><a href="https://memorialsmusic.bandcamp.com/album/all-clouds-bring-not-rain">All Clouds Bring Not Rain by MEMORIALS</a></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un filo d’erba nel muro: il nuovo album di Cristiano Godano</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/08/un-filo-derba-nel-muro-il-nuovo-album-di-cristiano-godano/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[CRISTIANO GODANO IL 13 NOVEMBRE ESCE IL NUOVO ALBUM DI INEDITI “UN FILO D’ERBA NEL MURO” Alla produzione Rob Ellis che ritrova Godano vent’anni dopo “Senza peso” dei Marlene Kuntz Foto di Antonia Di Bella Il 13 novembre esce “Un filo d’erba nel muro” (Ala Bianca Group / Warner Music), il nuovo album di inediti &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>CRISTIANO GODANO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL 13 NOVEMBRE ESCE IL NUOVO ALBUM DI INEDITI</strong><br />
<strong> “UN FILO D’ERBA NEL MURO”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alla produzione Rob Ellis</strong><br />
<strong> che ritrova Godano vent’anni dopo “Senza peso” dei Marlene Kuntz</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52952" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/godano_1026.jpg" alt="godano_1026" width="640" height="427" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Foto di Antonia Di Bella</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 13 novembre esce <em>“Un filo d’erba nel muro”</em></strong> (Ala Bianca Group / Warner Music), <strong>il nuovo album di inediti di CRISTIANO GODANO, una delle penne più colte e viscerali del panorama alternativo italiano. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ad accompagnare Cristiano Godano in questo nuovo lavoro c&#8217;è <strong>Rob Ellis</strong>, polistrumentista e storico produttore britannico (già al fianco di PJ Harvey e Marianne Faithfull). Il sodalizio tra i due si rinnova a più di vent&#8217;anni da <em>“Senza peso”</em> (2003), pietra miliare nella discografia dei Marlene Kuntz.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scelta di affidarsi alla produzione di Ellis promette di proiettare l&#8217;album verso una dimensione sonora di respiro internazionale</strong>, affrancandosi dalle sfumature folk del passato per esplorare nuove stratificazioni produttive.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disco sarà disponibile in pre-order dal 20 ottobre.<br />
Uscirà in CD con packaging speciale formato 45 giri e in digitale.</p>
<p><img class=" size-large wp-image-52953 aligncenter" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Cover-Un-filo-derba-nel-muro-1024x1024.jpg" alt="Cover Un filo d'erba nel muro" width="618" height="618" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristiano Godano</strong>, artista poliedrico, è cantante, chitarrista, autore, attore e scrittore. La sua scrittura, da sempre caratterizzata da una <strong>precisione chirurgica e da una rara densità lirica</strong>, rifiuta da sempre la banalità e la scorciatoia formale.<br />
È il frontman dei <strong>Marlene Kuntz</strong>, band che ha segnato la storia della musica italiana in 30 anni di carriera, e l’autore di tutti i testi (oltre 130) della band.<br />
Nel 2008 ha esordito come <strong>scrittore</strong>, con i sei racconti de “I vivi” (Rizzoli), nel 2019 ha pubblicato il racconto biografico in prima persona “Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz” (La Nave di Teseo), seguito da “Il suono della rabbia. Pensieri sulla musica e il mondo” (Il Saggiatore). Attualmente cura una rubrica di attualità su Rolling Stone Italia.<br />
Da sempre sensibile verso le tematiche attuali, Cristiano Godano ha integrato l&#8217;impegno socio-ambientale nella sua ricerca artistica. L’attenzione al <strong>cambiamento climatico</strong> è testimoniata recentemente dal progetto “Karma Clima” con i Marlene Kuntz e dal reading/spettacolo “Canto d&#8217;acqua” in coppia con Telmo Pievani (filosofo della biologia, evoluzionista).<br />
<strong>Il suo primo album solista <em>“Mi ero perso il cuore”</em></strong> è uscito nel 2020, seguito da <strong>“<em>Stammi accanto”</em></strong> (2025), due capitoli intimi e d&#8217;autore accolti con plauso, che hanno confermato la sua sensibilità artistica anche al di fuori dei Marlene Kuntz.</p>
<p><a href="http://www.instagram.com/cristianogodano/">www.instagram.com/<wbr />cristianogodano/ </a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/cristianogodanoofficial/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.facebook.com/cristianogodanoofficial/&amp;source=gmail&amp;ust=1791542079159000&amp;usg=AOvVaw2Ww3BN9xsvFYDnqlksuNAO">www.facebook.com/<wbr />cristianogodanoofficial/</a></p>
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		<title>La profondità è una scelta: intervista a Dario Sansone</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/07/la-profondita-e-una-scelta-intervista-a-dario-sansone/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 16:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amalia Dell'Osso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Dario Sansone è una delle figure più apprezzate della scena partenopea, sia con gli acclamati Foja sia in veste solista. Il suo tratto distinto è la voce ruvida ed impetuosa in equlibrio tra folk, rock e tradizione napoletana. Vanta un notevole talento anche come regista, autore e disegnatore. Dario ci racconta un po&#8217; della sua &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-52814" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Mottola04-1024x684.jpg" alt="Mottola04" width="618" height="413" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dario Sansone è una delle figure più apprezzate della scena partenopea, sia con gli acclamati Foja sia in veste solista. Il suo tratto distinto è la voce ruvida ed impetuosa in equlibrio tra folk, rock e tradizione napoletana. Vanta un notevole talento anche come regista, autore e disegnatore. Dario ci racconta un po&#8217; della sua poetica così come oggi l&#8217;affida a <strong><em>Comme</em></strong>, lo speciale dual single uscito per la sua label Santo Sud. Tra una riflessione e l&#8217;altra, spunta l&#8217;accenno al 26 dicembre, data in cui al Duel Club di Napoli (<a href="https://dice.fm/partner/tickets/event/xegdw3-foja-xx-unica-data-26th-dec-duel-club-pozzuoli-tickets?dice_id=10500067&amp;dice_channel=web&amp;dice_tags=organic&amp;dice_campaign=DICE&amp;dice_feature=mio_marketing&amp;_branch_match_id=1636403226294930881&amp;utm_source=web&amp;utm_campaign=DICE&amp;utm_medium=mio_marketing&amp;_branch_referrer=H4sIAAAAAAAAA8soKSkottLXz8nMy9ZLyUxO1UvL1Y8yMjE2tjRPNkpOsrSvK0pNSy0qysxLj08qyi8vTi2ydcssSk3LrwAA8TKDxzwAAAA%253D">prevendita attiva</a>) saranno festeggiati i vent&#8217;anni di furore e innovazione dei Foja, la band che, con quattro dischi all&#8217;attivo, centinaia di concerti in Italia e all&#8217;estero (Europa, Canada e Stati Uniti) e <span id="m_-7832483046986140728docs-internal-guid-cef36c7d-7fff-6245-2bc5-965d34049ab1">importanti riconoscimenti (candidature ai David di Donatello, ai Nastri d&#8217;Argento, alle Targhe Tenco), </span>ha contribuito ad alzare il sipario su una generazione di musicisti capaci di guardare con modernità alle lezioni della canzone classica napoletana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raccontami dell’idea di “dual single”. Alla base c’è una complessità concettuale che trova forma concreta in due canzoni ed artwork ad hoc.</strong><br />
Interpreto sempre le canzoni come indizi per indagare il mistero. In questo caso due canzoni composte in tempi diversi hanno cominciato a comunicare tra loro e a spingermi in una direzione nuova e diversa. Mi appassiona trovare cosa si cela dietro all’istinto iniziale della scrittura e questo spesso mi porta alla sperimentazione di forme inedite di espressione per me.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poni l’accento su un avverbio: <em>comme </em>(come). E diventa una questione etimologica, semantica, emotiva. Schierarsi vuol dire anche dunque scegliere la profondità, non temere di dichiararla. Parlami dell’importanza che dai alla ricerca linguistica e delle dinamiche per cui riesci poi a farne melodie così accattivanti. </strong><br />
La profondità è un termine inverso alla superfice, e dunque alla superficialità. È un periodo in cui non mi sento di affidare all’intrattenimento le mie energie, preferisco rischiare e tentare delle vie più riflessive, è un’esistenza troppo breve per perdersi nell’effimero di una canzone vuota. La missione è quella di trovare un equilibrio tra riflessioni profonde miscelate alla semplicità di comunicazione della canzone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto l’immaginario del dual single si condensa nella sintesi: <em>“la memoria è l’acqua”</em>. Una metafora potente. Come mai hai scelto di affidare la prefazione di questo progetto all’attore e drammaturgo Gennaro Scarpato? </strong><br />
Gennaro è un attore/drammaturgo di cui ho immensa stima, ho un confronto costante con lui, e il suo scritto è venuto fuori di getto dopo aver ascoltato le due canzoni. La sua visione è stata molto utile alla mia “indagine”, ragion per cui ho deciso di usarla come prefazione a questa piccolissima opera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti chiedo di entrare nel dettaglio di questi due brani uniti dalla stessa narrazione. Quali sono gli elementi che li rendono effettivamente un continuum e quali invece li rendono canzoni a sé?</strong><br />
Entrambe le canzoni hanno come fil rouge il tempo. <strong><em>Comme ajere</em></strong> è un brano che parte da considerazioni amare sul nostro tempo di vita, un invito a prendere un respiro più naturale, primitivo, ed è il motivo per cui il brano parte da ritmiche africane, da dove tutto è nato. <strong><em>Comme chiove</em></strong> è legato al tempo atmosferico, emotivo. La composizione iniziale è nata in camerino, sotto una pioggia battente prima di un concerto, è un mantra, un canto di attraversamento del dolore dall’atmosfera rarefatta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La collaborazione con Seb Martel cosa ha aggiunto al tuo immaginario artistico?</strong><br />
Seb mi ha aiutato a rivoluzionare tante idee sedimentate in me in vent’anni di Foja. La mia esigenza era quella di mettermi in discussione con il mio primo album solista <strong><em>Santo Sud</em></strong>, cercando nuove atmosfere e arrangiamenti per le mie canzoni. È un artista di grande esperienza che ha girato il mondo e assorbito i suoni di tantissime culture. Negli ultimi anni il suo lavoro è andato in una direzione musicalmente radicale e questo aspetto si è contrapposto alla mia scrittura cantautorale “classica”, creando secondo me un lavoro originale, che prescinde da cliché e mode.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro nome legato a questa nuova produzione è quello di Amaury Cambuzat (Ulan Bator). Me ne parli?</strong><br />
Lavorare con Amaury è stato molto naturale, è un artista, oltre che un ingegnere del suono, e quindi la sua sensibilità si è sposata perfettamente alla nostra produzione. Quello che mi piace di più è l’amore e il rispetto che ha per il lavoro, cura le mie canzoni come se fossero le sue.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52808" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Dario-Sansone-ph.-credit-Mottola-1.jpeg" alt="Dario Sansone ph. credit Mottola (1)" width="427" height="640" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunicazione per immagini ti contraddistingue. Dimmi della foto nel mare di Ascea ad opera di Bruno Mottola. Hai dovuto precisare i dettagli di un lavoro “artigianale” e non segnato dall’AI. La gente si sta così disabituando a riconoscere la verità?</strong><br />
Nella fase di pre-uscita dell’album chiunque abbia visto quella foto ha pensato che fosse realizzata con AI, da qui è nata la necessità di raccontarlo, di sottolineare che c’è stato un lavoro, un rischio, del tempo dedicato a quell’opera. Non è una crociata contro l’intelligenza artificiale, su cui non riesco ad avere un’idea chiara in questo momento in campo artistico, ma bensì uno spunto di riflessione per il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Invece, l’artwork? I pesci nuotano, poi piovono. Rappresentano quell’idea di narrazione unitaria… sono essi stessi la rappresentazione della metafora: la memoria è l’acqua? </strong><br />
I pesci per me rappresentano quello che eravamo ieri: le prime forme di vita provengono dagli oceani, era un’immagine che mi piaceva e che mi ha aiutato ad unire le due canzoni. Una pioggia di pesci che ci raccontano come eravamo ieri. Due elementi, i pesci e l’ombrello, per un unico concept.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai un bel po’ di concerti all’orizzonte. Come li hai pensati e strutturati?</strong><br />
Saranno concerti intimi, andrò in giro con Pierluigi D’amore al basso e creeremo uno show denso di suoni, attraverso loop organici costruiti e lanciati in tempo reale. Sarà un viaggio sospeso tra presente e passato, dalle canzoni di <strong><em>Santo Sud</em></strong> a quelle dei Foja.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’immediato futuro cosa prevede? Puoi darmi qualche indizio?!</strong><br />
Oltre ad essere in giro con i miei concerti da solista, sono in tour con Francesco di Bella con il progetto “Canzoni alla mano” e lavoro per l’unica data dei Foja con cui festeggeremo 20 anni al Duel Club di Napoli. Nel frattempo il 2027 si appresta ad essere ricco di nuove canzoni e progetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto di Bruno Mottola</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/7PLZOcGK_kQ?si=WM9jnSfs1z6MjIrP" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/HqaeD7QDllI?si=u1TIVjpEG1kfMpeu" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Prossimi concerti</strong><br />
10/10 &#8211; Napoli &#8211; Istituto F. Ozanam &#8211; Guest<br />
22/10 &#8211; Grosseto &#8211; Cena Carbonara &#8211; Duo<br />
23/10 &#8211; San Gimignano (Si) &#8211; ‘I Circolo &#8211; Duo<br />
24/10 &#8211; Milano &#8211; Germi &#8211; Duo<br />
28/10 &#8211; Modica (Rg) &#8211; Hemingway &#8211; Solo<br />
29/10 &#8211; Calabernardo Noto (Sr) &#8211; Ricovero &#8211; Solo<br />
30/10 &#8211; Rosolini (Sr) &#8211; Segreto &#8211; Solo<br />
31/10 &#8211; Catania &#8211; Boozer &#8211; Solo</p>
<p>**26/12 &#8211; Napoli &#8211; Duel Club // Ventennale dei Foja</p>
<p>Official web &amp; social<br />
<a href="https://www.facebook.com/dariosansoneofficial">https://www.facebook.com/dariosansoneofficial</a><br />
<a href="https://www.instagram.com/dario_sansone_">https://www.instagram.com/dario_sansone_</a></p>
<p><img class=" size-full wp-image-52945 aligncenter" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/foja-locandina.jpeg" alt="foja locandina" width="422" height="640" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dopamine Chamber: il nuovo album dei Fontaines D.C.</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/06/tongue-il-nuovo-singolo-dei-fontaines-d-c/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 22:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[FONTAINES D.C.  DISPONIBILE ORA IL NUOVO SINGOLO TONGUE  DOPAMINE CHAMBER ESCE IL 16 OTTOBRE VIA XL RECORDINGS GIOVEDI 8 OTTOBRE SI TERRANNO LISTENING PARTY NEI NEGOZI DI DISCHI DI TUTTO IL MONDO. TROVI LA LISTA DEI NEGOZI COINVOLTI QUI 3 DATE IN ITALIA 26 OTTOBRE &#8211; UNIPOL ARENA, BOLOGNA (SOLD-OUT) 18 GIUGNO &#8211; ROCK IN &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>FONTAINES D.C. </strong><br />
<strong>DISPONIBILE ORA IL NUOVO SINGOLO</strong><br />
<a href="https://us.list-manage.com/GMc7ht4kVR7?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/GMc7ht4kVR7?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378524000&amp;usg=AOvVaw2ij91fzLhrhs1TrNMDMTq9"><strong>TONGUE </strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://us.list-manage.com/MB7K8UrV8qI?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/MB7K8UrV8qI?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378524000&amp;usg=AOvVaw282jUW2neYMfmcL6-kOHjD"><em>DOPAMINE CHAMBER</em></a><br />
ESCE IL 16 OTTOBRE VIA XL RECORDINGS</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>GIOVEDI 8 OTTOBRE SI TERRANNO LISTENING PARTY NEI NEGOZI DI DISCHI DI TUTTO IL MONDO.<br />
TROVI LA LISTA DEI NEGOZI COINVOLTI <a href="https://us.list-manage.com/1346MEc1CTV?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/1346MEc1CTV?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378524000&amp;usg=AOvVaw2Zdg2t5qJhtc0N2NM56Gu-">QUI</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>3 DATE IN ITALIA<br />
26 OTTOBRE &#8211; UNIPOL ARENA, BOLOGNA (SOLD-OUT)<br />
18 GIUGNO &#8211; ROCK IN ROMA, ROMA<br />
19 GIUGNO &#8211; I-DAYS FESTIVAL, MILANO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-52933" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/fontaine_dc-1024x829.jpg" alt="fontaine_dc" width="618" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>ph Ewen Spencer</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fontaines D.C.</strong> – <strong>Grian Chatten, Carlos O’Connell, Conor Curley, Conor Deegan</strong> e <strong>Tom Coll</strong> – pubblicano oggi il nuovo singolo “<strong>Tongue</strong>”, secondo brano estratto dal loro quinto album in studio, <strong><em>Dopamine Chamber</em></strong>, in uscita il <strong>16 ottobre per XL Recordings</strong>. Il singolo è accompagnato da un video diretto da <strong>John Angus Stewart </strong>e girato a New York.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo del primo singolo “<a href="https://us.list-manage.com/qvSBO9PLa7N?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/qvSBO9PLa7N?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw0haBNkT9P15TX30BMe13n4">Marianne</a>”, “<a href="https://us.list-manage.com/19Umks4u5h0?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/19Umks4u5h0?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw2bsv1v-04QwRUZYPnoms43"><strong>Tongue</strong></a>” esplora nuove sfumature del sound di <em>Dopamine Chamber</em>. «<em>Abbiamo ripreso da dove ci eravamo fermati con Romance, </em>i<em>ntroducendo gli elementi suonati dal vivo solo quando si sono rivelati davvero necessari</em>», racconta Conor Curley a proposito della registrazione del brano. Conor Deegan ha creato il basso dall’andamento rilassato manipolando la velocità del nastro, una tecnica spesso utilizzata da Prince, evocando il carattere libero e le variazioni d’intonazione dei bassi campionati nell’hip-hop. Carlos O’Connell ha fatto passare la voce di Chatten attraverso un campionatore, alterandone l’intonazione fino a farla somigliare a quella di un minaccioso extraterrestre. Le chitarre stridono, il pianoforte ruggisce e gli archi e gli arrangiamenti orchestrali sgretolano progressivamente la facciata impassibile del brano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è una delle canzoni più viscerali di <em>Dopamine Chamber</em>: fisica, distorta e viva, anche mentre le sue componenti umane vengono elaborate e trasformate in forme irriconoscibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopamine Chamber</em> è il seguito di <em><strong>Romance</strong></em>, album del 2024 certificato disco di platino in UK, mostra una band che si allontana decisamente dalle sonorità chitarristiche dei primi dischi, passando a suoni più freddi, strani e sintetici. Anticipato dai singoli “<strong>Marianne</strong>” e “<strong>Tongue</strong>” e impreziosito dalla collaborazione con <strong>ROSALÍA</strong> in “<strong>Where Is Gone?</strong>”, l&#8217;album è come una costellazione dietro una nube di smog: potenti ballate e melodie che brillano nell&#8217;oscurità. In un mondo all&#8217;orlo del collasso, si chiede come il piacere possa trasformarsi davanti al pericolo, e quanto la ricerca di questo piacere possa rivelare su di noi. <em>&#8220;L&#8217;album nella sua essenza rappresenta una stanza della dopamina&#8221;</em>, racconta <strong>Chatten</strong>. <em>&#8220;Ci entri e noi testiamo questi brani che alterano la mente o l’umore&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">I Fontaines D.C. hanno sempre rifiutato di ripetersi: da <strong><em>Dogrel</em></strong> (2019) a <strong><em>A Hero&#8217;s Death</em></strong> (2020), per arrivare a <strong><em>Skinty Fia</em></strong> (2022) e <strong><em>Romance</em></strong> (2024). <em>Dopamine Chamber</em> rappresenta il cambio più radicale fino ad ora. E&#8217; stato realizzato con James Ford tra Londra, l&#8217;entroterra Inglese e Palermo, dove Grian Chatten ha registrato le voci in una cabina improvvisata costruita con materassi e cuscini. <em>“C’è la struggente sensazione di trovarsi sull&#8217;orlo di un&#8217;altra forma di umanità, o di non-umanità”,</em> dice Chatten. Per il loro quinto album, i Fontaines D.C. hanno costruito una &#8220;stanza&#8221;. Quello che accadrà all’ascoltatore al suo interno sarà parte dell&#8217;esperimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class=" size-full wp-image-52934 alignnone" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/dopamine.jpg" alt="dopamine" width="800" height="800" /></p>
<p>Tracklist<br />
1. Six Shot Morning<br />
2. Marianne<br />
3. Mimesis<br />
4. Happy For You<br />
5. Demolition<br />
6. Tongue<br />
7. One Man<br />
8. Where Is Gone? (with ROSALÍA)<br />
9. You Miss Me<br />
10. Japan<br />
11. Intimate</p>
<p><a href="https://us.list-manage.com/4FqsOFs2gmz?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/4FqsOFs2gmz?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw2FydbnTpddQ9JqvbAJAD9h">Official Website</a> / <a href="https://us.list-manage.com/PY0AFXqQrYz?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/PY0AFXqQrYz?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw1FxPYfvlFBD7cZAsXxPGGk">Instagram</a> / <a href="https://us.list-manage.com/cs2oO9r9wwm?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/cs2oO9r9wwm?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw0PKXAIL9DZCanjQllwz5EP">X</a> / <a href="https://us.list-manage.com/AQh352zyoW6?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/AQh352zyoW6?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw0DDuxtYelwWaRspNbqLycC">TikTok</a> / <a href="https://us.list-manage.com/18O0nG9HjQF?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://us.list-manage.com/18O0nG9HjQF?e%3Deee0de4879%26c2id%3Da0cb7a0f47a469bb78214ad300880938&amp;source=gmail&amp;ust=1791323378525000&amp;usg=AOvVaw1Wo5Z4DHom2ddzhXMxeJKN">Facebook</a><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/lWNxWy012Ro?si=q62-DKgbt55EZDRH" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/5OsIwKHppho?si=t6AawsVAJZu7dKKh" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>De André canta De André</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/05/de-andre-canta-de-andre/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 21:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[CRISTIANO DE ANDRÉ a grande richiesta continua il DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ BEST OF TOUR 2026 L&#8217;unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano racconta il padre attingendo dall&#8217;immenso repertorio di Fabrizio ph Mele Bettoja A grande richiesta continua il “DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ BEST OF TOUR 2026” di CRISTIANO DE ANDRÉ, un omaggio &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>CRISTIANO DE ANDRÉ</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>a grande richiesta continua il</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ BEST OF TOUR 2026</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano racconta il padre </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>attingendo dall&#8217;immenso repertorio di Fabrizio</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-52928" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/CristianoDeAndre_PhMele-Bettoja_ROS3489_b-1024x683.jpg" alt="CristianoDeAndre_PhMele-Bettoja_ROS3489_b" width="618" height="412" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>ph Mele Bettoja</em></p>
<p><strong>A grande richiesta continua il “DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ BEST OF TOUR 2026” di CRISTIANO DE ANDRÉ, un omaggio al padre Fabrizio e alle sue canzoni, impresse nella memoria collettiva e ancora oggi estremamente attuali. </strong>Biglietti disponibili qui: <a href="https://bit.ly/deandrebestoftour2026" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://bit.ly/deandrebestoftour2026&amp;source=gmail&amp;ust=1791320277286000&amp;usg=AOvVaw012bY7U4J2H8f4nSEASAeE">https://bit.ly/deandrebestoftour2026</a></p>
<p>Queste le prime date:</p>
<p><strong>2 dicembre </strong>al<strong> Dis_Play Brixia Forum </strong>di<strong> Brescia</strong></p>
<p><strong>3 dicembre </strong>al<strong> Teatro Odeon </strong>di<strong> Biella</strong></p>
<p><strong>12 dicembre </strong>al<strong> Teatro Scaramuzza</strong> di <strong>Crotone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto “DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ” si arricchisce così di un nuovo tassello dopo i grandi e recenti successi</strong>:  i quattro album “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010), “De André canta De André – Vol. 3” (2017) e “De André canta De André – Storia di un impiegato” (2023),  i  vari tour sold out dedicati ognuno a una parte del repertorio di Fabrizio e il tutto esaurito in ogni tappa del “De André canta De André Best of Tour Teatrale”, del “De André Canta De André Best Of Estate” e del “De André canta De André Best of 2026”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con “DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ BEST OF TOUR 2026” Cristiano De André, unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano, porterà sul palco il meglio del repertorio finora affrontato, </strong>accompagnato dagli insperabili musicisti<strong> Osvaldo di Dio</strong> alle chitarre, <strong>Davide Pezzin</strong> al basso, <strong>Luciano Luisi</strong> alle tastiere (che ha curato gli arrangiamenti dei primi due volumi) e<strong> Ivano Zanotti </strong>alla batteria.</p>
<p style="text-align: justify;">Cristiano stesso, non solo cantautore ma anche abile <strong>polistrumentista</strong>, suonerà la chitarra acustica e classica, il bouzouki, il pianoforte e il violino, accompagnando lo spettatore in un percorso che affronta la grande opera di Fabrizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tour è prodotto e organizzato da <strong>Trident Music</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/CrisDeAndre" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.facebook.com/CrisDeAndre&amp;source=gmail&amp;ust=1791320277286000&amp;usg=AOvVaw25cGSmPmogBnUdV3uWuran">www.facebook.com/CrisDeAndre</a> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.instagram.com/cristianodeandre_official/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.instagram.com/cristianodeandre_official/&amp;source=gmail&amp;ust=1791320277286000&amp;usg=AOvVaw2AcadapWAQcvSGIdOOxssb">www.instagram.com/cristianodeandre_official/</a></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-52929" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Locandina_b-819x1024.jpg" alt="Locandina_b" width="618" height="773" /></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Pe’ nun stà sulo: il nuovo singolo di Flo</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2026/10/05/pe-nun-sta-sulo-il-nuovo-singolo-di-flo/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 21:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Flo torna con il singolo Pe’ nun stà sulo Una storia di solitudini, calessi e amori immaginati In uscita il 2 ottobre, anticipa Corsara, il suo sesto album e il primo interamente in napoletano. In arrivo il 23 ottobre OFFICIAL VISUAL: FLO &#124; Pe&#8217; nun stà sulo Photos by Francesca Errichiello Artwork by Patrizio Squeglia &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Flo torna con il singolo Pe’ nun stà sulo</strong><br />
<strong> Una storia di solitudini, calessi e amori immaginati</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>In uscita il 2 ottobre, anticipa Corsara, il suo sesto album e il primo interamente in napoletano. In arrivo il 23 ottobre</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>OFFICIAL VISUAL: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=PnwHXlYdRHc">FLO | Pe&#8217; nun stà sulo</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class=" size-full wp-image-52923 alignnone" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/flo_1026.png" alt="flo_1026" width="720" height="718" /></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><em><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Photos by Francesca Errichiello</span></em></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><em><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Artwork by Patrizio Squeglia</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Si intitola </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i><b>Pe’ nun stà sulo</b></i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> ed è il nuovo singolo di </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Flo</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, cantautrice e attrice napoletana tra le voci più originali della scena contemporanea, in uscita il 2 ottobre. Il brano anticipa l’album <i><b>Corsara</b></i> (SoundFly), disponibile dal 23 ottobre in formato fisico e digitale, e affronta una paura universale: quella di restare soli, di perdere tempo, di lasciarsi sfuggire le occasioni. Una paura che spesso spinge verso relazioni scapestrate, incontri sbagliati, tentativi di colmare un vuoto.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">È la stessa paura che Massimo Troisi metteva al centro di uno dei suoi film più celebri. Flo ne riprende l’immagine del calesse, trasformandola in una metafora tenera e assurda delle relazioni precipitose in cui ci si infila “pe’ nun stà sulo”.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Questa riflessione apre la strada a</span></span><i><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b> Corsara</b></span></span></i><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>,</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> un album libero, sincero e profondamente umano. Dieci tracce che raccontano una Napoli laterale, inusuale, fatta di figure corsare e di storie che spesso restano ai margini della scena. Ma raccontano anche Flo: un’artista che continua a navigare fuori dalle rotte prestabilite, fedele alla propria natura indipendente e alla capacità di muoversi tra generi diversi senza perdere identità.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Flo (Floriana Cangiano) arriva a Corsara con una scrittura raffinata e una forte attenzione narrativa, attraversa con naturalezza territori musicali differenti</span><i><span style="font-family: Arial, sans-serif;">. </span></i><span style="font-family: Arial, sans-serif;">L’album</span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> nasce proprio da questa libertà: un disco suonato da persone reali, strumenti reali, voci reali, costruito con la cura artigianale di chi pesa le parole una per una e cerca, in ogni brano, un equilibrio tra ironia, vitalità e una malinconia lieve.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>CHI E’ FLO</b></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Flo, nome d’arte di </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Floriana Cangiano</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, è una cantautrice e attrice napoletana tra le voci più riconoscibili della scena contemporanea. La sua formazione nasce tra il canto lirico e il teatro musicale, ma è nella scrittura che trova la sua identità: una miscela di radici mediterranee, attenzione narrativa e una teatralità che attraversa ogni brano.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il suo debutto discografico arriva nel 2014 e segna l’inizio di un percorso coerente e indipendente, premiato da alcuni dei riconoscimenti più importanti della canzone d’autore italiana, tra cui </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Musicultura</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, il </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Premio Andrea Parodi</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> e il </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Premio Bianca d’Aponte</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> come autrice. Premi che hanno contribuito a definirla come una voce fuori dal coro, capace di unire ricerca, ironia e profondità emotiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Nel corso degli anni Flo ha collaborato con figure di primo piano della musica italiana – </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Stefano Bollani, Peppe Barra, Tosca, Paolo Fresu, Enrico Rava</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> – e ha portato i suoi concerti in </span><b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Europa, Sudamerica, Africa e Canada</span></b><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, costruendo una presenza internazionale rara per un’artista della sua generazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Accanto alla musica, coltiva un’intensa attività teatrale e firma colonne sonore per cinema e televisione, confermando una versatilità che le permette di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere identità. Ogni suo album è un tassello di un percorso artigianale e libero, costruito con la cura di chi pesa le parole una per una e cerca, in ogni storia, un equilibrio tra vitalità, ironia e una malinconia lieve.</span></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/PnwHXlYdRHc?si=RCsyzFDFyjSCtvk7" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Risuona: il nuovo album dei Perturbazione</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[A 2 anni dalla loro ultima pubblicazione discografica PERTURBAZIONE VENERDÌ 9 OTTOBRE ESCE IN FISICO E IN DIGITALE RISUONA IL NUOVO ALBUM DELLA BAND un viaggio attraverso 10 canzoni rilette, tradotte e reinterpretate in italiano È ATTIVO IL PRE-ORDER Grande ritorno per i PERTURBAZIONE dopo 2 anni dalla loro ultima pubblicazione discografica! Venerdì 9 ottobre &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>A 2 anni dalla loro ultima pubblicazione discografica<br />
PERTURBAZIONE<br />
VENERDÌ 9 OTTOBRE ESCE IN FISICO E IN DIGITALE<br />
<em>RISUONA</em><br />
IL NUOVO ALBUM DELLA BAND<br />
un viaggio attraverso 10 canzoni rilette, tradotte e reinterpretate in italiano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52915" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/risuona.jpg" alt="risuona" width="550" height="550" /></p>
<p style="text-align: center;"><b>È ATTIVO IL </b><a href="https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona&amp;source=gmail&amp;ust=1791273689831000&amp;usg=AOvVaw3Rx2serJTJcONoF6dy4-u3"><b>PRE-ORDER</b></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grande ritorno per i PERTURBAZIONE dopo 2 anni dalla loro ultima pubblicazione discografica! Venerdì 9 ottobre esce in fisico e in digitale “<em>RISUONA</em>” </strong>(<a href="https://orcd.co/perturbazione_risuona" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://orcd.co/perturbazione_risuona&amp;source=gmail&amp;ust=1791273689831000&amp;usg=AOvVaw2n5N-joTdlXTGuCyTF95ID">https://orcd.co/perturbazione_risuona</a> / The Saifam Group) il loro nuovo album: <strong>un viaggio attraverso 10 canzoni rilette, tradotte e reinterpretate in italiano dalla band.</strong> È attivo il pre-order: <a href="https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona&amp;source=gmail&amp;ust=1791273689831000&amp;usg=AOvVaw3Rx2serJTJcONoF6dy4-u3">https://saifam.lnk.to/perturbazione_risuona</a></p>
<p style="text-align: justify;">L’album nasce dall’idea racchiusa nel titolo “<em>Risuona”</em>: tradurre una canzone significa inevitabilmente anche trasformarla, perché nel passaggio da una lingua all’altra cambiano parole e significati. È proprio questa trasformazione a dare ai brani una nuova forma e una nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cover fanno parte della storia dei Perturbazione fin dagli esordi e, nel tempo, sono diventate un modo per confrontarsi con la musica amata e, attraverso le canzoni degli altri, far emergere qualcosa di sé.  “<em>Risuona” </em>anticipato dal brano “<em>Quel che non ho più</em>” (versione italiana di “<em>Only You</em>”degli Yazoo / <a href="https://orcd.co/perturbazione_quel-che-non-ho-piu" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://orcd.co/perturbazione_quel-che-non-ho-piu&amp;source=gmail&amp;ust=1791273689831000&amp;usg=AOvVaw3XAYieMMUuXB68kGwA_8CF">https://orcd.co/perturbazione_quel-che-non-ho-piu</a>, The Saifam Group), si inserisce così anche nella lunga storia italiana delle canzoni straniere tradotte, iniziata negli anni ’60 con il beat e proseguita fino a oggi. Brani spesso sconosciuti al pubblico italiano che, una volta tradotti, incisi e diffusi, hanno trovato una nuova vita – e talvolta una prima vera vita – nella nostra lingua.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Quando si inizia a suonare insieme, da ragazzi, si prova a imitare ciò che ci piace – </em>affermano i <strong>Perturbazione</strong> &#8211;<em> Si “fanno” le cover come una palestra, un esercizio per conoscere i propri limiti e, allo stesso tempo, i propri punti di forza. Con il tempo, però, si comprende che le cover più riuscite non sono necessariamente quelle più fedeli all’originale, ma quelle che riescono a svelare qualcosa di nuovo attraverso le note e le parole di qualcun altro. L’album Non l&#8217;abbiamo costruito per fargli fare da tappeto sonoro alle giornate frenetiche o per riempire i silenzi in sala d&#8217;attesa. È un rifugio. Un lavoro intimo, uno dei più esposti della nostra carriera, nato da un&#8217;esigenza profonda e urgente, senza guardare mai l&#8217;orologio o le scadenze del calendario. Ci siamo messi a nudo, cercando un suono e delle parole che fossero uno specchio fedele di ciò che siamo oggi».</em></p>
<p><u>Questa la tracklist:</u><br />
<em>1. Musica in un’altra lingua (Music in a foreign language) feat. Lloyd Cole</em><br />
<em> 2. Quel che non ho più (Only you &#8211; Yazoo)</em><br />
<em> 3. Una prova (Proof &#8211; I am kloot)</em><br />
<em> 4. Il tuo ex (Your ex-lover is dead) feat. Chiara Vidonis</em><br />
<em> 5. Sconosciuta (Stranger &#8211; Noah &amp; The Whale)</em><br />
<em> 6. Vieni qua (C_mere &#8211; Interpol)</em><br />
<em> 7. Resta se vuoi (Why won’t you stay &#8211; American Music Club)</em><br />
<em> 8. Killian’s red (Killian’s red &#8211; Nada Surf)</em><br />
<em> 9. Sedna (Sedna &#8211; Efterklang)</em><br />
<em> 10. Conseguenza (Consequence &#8211; The Notwist)</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-52916" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Perturbazione_ph.-Luigi-De-Palma-5_b.jpg" alt="Perturbazione_(ph. Luigi De Palma) (5)_b" width="1000" height="667" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>ph Luigi De Palma</em></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Perturbazione presenteranno il nuovo album in una serie di incontri aperti al pubblico</strong>, durante i quali condivideranno <strong>storie</strong> e <strong>aneddoti</strong> legati alla realizzazione del nuovo album, eseguiranno alcune canzoni dal vivo, incontreranno i fan e firmeranno le copie del disco.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i primi appuntamenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>8 ottobre ore 19.00</strong><strong>, in dialogo con Nicholas David Altea &#8211; </strong><strong>Germi</strong><strong>, Milano </strong></li>
<li><strong>12 ottobre ore 21.00</strong><strong>, in dialogo con Natalia Ceravolo &#8211; </strong><strong>Circolo dei Lettori</strong><strong>, Torino </strong></li>
<li><strong>14 ottobre ore 18.00</strong><strong>, in dialogo con Florinda Fiamma &#8211; </strong><strong>Feltrinelli di Via Appia Nuova</strong><strong>, Roma</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nell’approccio dei Perturbazione c’è un gioco di specchi che, nell’atto stesso del tradurre, si mantiene in equilibrio tra il rispetto della tradizione e il suo opposto: il tradimento. Un gesto implacabile ma necessario, quando ci si appropria delle parole altrui per farle proprie e, attraverso di esse, raccontare se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Perturbazione </strong>sono uno dei più importanti e longevi gruppi indie-rock della musica italiana. Nati sui banchi di un liceo scientifico alle porte di Torino, dopo una lunga gavetta pubblicano nel 2002 l’album della svolta, “<em>In circolo”</em>, votato tra i 100 migliori dischi italiani di sempre da <em>Rolling Stone Italia</em>, e trainato dal singolo “<em>Agosto”</em>. Quella dei Perturbazione è una storia fatta di oltre 800 concerti, sui palchi di tutta Italia e d’Europa, un Festival di Sanremo nel 2014 &#8211; durante il quale il nome della band si afferma presso il grande pubblico grazie alla canzone <em>L&#8217;Unica</em> &#8211; e una decina di dischi, fra cui album di culto come “<em>Canzoni allo specchio”</em> (2005), “<em>Del nostro tempo rubato”</em> (2010), “<em>Musica X”</em> (2013) e “(<em>Dis)amore”</em> (2020). Da sempre la band descrive il proprio suono come “rock anemico”, riferendosi all&#8217;impatto emotivo che nasce dall&#8217;incrocio tra la propria musica e i testi, nella costante ricerca di un elemento mancante. Oltre a pubblicare i propri dischi e all&#8217;attività dal vivo, la band ha creato una serie di progetti a cavallo tra musica, immagini, letteratura e teatro, come nel Concerto per disegnatore e orchestra, la sonorizzazione dei film muti “<em>Maciste”</em> (1915) e “<em>The General”</em> (1926) di Buster Keaton, lo spettacolo <em>Le città viste dal basso</em> e le canzoni scritte per <em>Qualcuno che tace</em>, trilogia dedicata al teatro di Natalia Ginzburg allestita nel 2016 dal Teatro Stabile di Torino, rimessa in scena nell’estate 2020 e “<em>Dracula – Rock Shadow Opera”</em>. Nell’aprile 2021 Bao Publishing pubblica la loro prima graphic novel “<em>Chi conosci davvero”</em>, disegnata da Davide Aurilia. Nel 2024 pubblicano e portano in tour l’album “<em>La Buona Novella (dal vivo con Nada e Alessandro Raina)</em>”.</p>
<p><a href="https://perturbazione.com/">https://perturbazione.com/</a></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/perturbazione/">https://www.instagram.com/perturbazione/</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/perturband/?locale=it_IT">https://www.facebook.com/perturband/?locale=it_IT</a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/channel/UC-XFxJknA_4Xad1Zvlt5HOw">https://www.youtube.com/channel/UC-XFxJknA_4Xad1Zvlt5HOw</a></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/kuFLc4MbTNw?si=y7G-phhy77iBnDSk" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il villaggio nascosto di Steven Wilson prende vita in “On Chapel Slope”</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 19:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[IL NUOVO SINGOLO ON CHAPEL SLOPE GUARDA IL VIDEO IL NUOVO ALBUM REQUIEM FOR A VILLAGE IN USCITA IL 6 NOVEMBRE 2026 VIA FICTION RECORDS / VIRGIN MUSIC GROUP Steven Wilson pubblica oggi On Chapel Slope un nuovo brano tratto dal suo prossimo, nono album, Requiem For A Village, in uscita per Fiction il 6 novembre 2026. Cominciando con il graffio &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://mcusercontent.com/e10cae39c04a55bc64e5807b8/images/43af3c4e-9e02-545e-7273-0e57227edea6.png" alt="" width="300" height="42" data-file-id="5846506" /><br />
<strong>IL NUOVO SINGOLO<br />
<em>ON CHAPEL SLOPE</em><br />
<a href="https://us.list-manage.com/1CLWnfeRAnH?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GUARDA IL VIDEO</a></strong><br />
<img class="aligncenter size-large wp-image-52908" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/SW_2026-1024x768.jpg" alt="SW_2026" width="618" height="464" /><br />
<strong>IL NUOVO ALBUM<br />
<a href="https://us.list-manage.com/oSbYC8ui2tw?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>REQUIEM FOR A VILLAGE</em></a><br />
IN USCITA IL 6 NOVEMBRE 2026 VIA FICTION RECORDS / VIRGIN MUSIC GROUP</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Steven Wilson pubblica oggi <strong><em><a href="https://us.list-manage.com/WTb3ITzmm_3?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" rel="noopener noreferrer">On Chapel Slope</a> </em></strong>un nuovo brano tratto dal suo prossimo, nono album, <a href="https://us.list-manage.com/19iGfHp1kue?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Requiem For A Village</em></a>, in uscita per Fiction il 6 novembre 2026.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Cominciando con il graffio di una sola nota suonata da un violino solitario, <strong><em>On Chapel Slope</em></strong> si insinua lentamente attraverso una linea di chitarra che si scioglie come un invito a una seduta spiritica, una voce che attraversa la vita, la morte e la rinascita, e un canto corale che minaccia di avvolgere ogni cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’ottavo album di Steven Wilson, <strong><em>The Overview</em></strong>, esplorava le profondità, le distanze e le desolazioni dello spazio profondo, <strong><em>Requiem For A Village</em></strong> restringe il campo a un minuscolo angolo sconosciuto, sepolto da qualche parte fuori dalle mappe delle isole britanniche. La storia che si trova al cuore del nono album di Steven si allontana dal mondo moderno e si avventura nell’ignoto, stabilendosi in un villaggio che esiste al di là del tempo e dello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel concepire un luogo completamente separato dalla modernità e nel creare una musica che abbraccia consapevolmente tanto il macabro quanto le possibilità offerte dagli errori in studio, Wilson ha adottato un approccio alla registrazione altrettanto anticonvenzionale. Rinunciando all’AI e alle tecnologie correttive da studio, ha scelto invece strumenti organici, siano essi impeccabili o imperfetti, accogliendo gli errori per scoprire dove avrebbero potuto condurlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Registrato insieme al collaboratore di lunga data e polistrumentista <strong>Randy McStine, al batterista Russell Holzman (nei brani <em>Requiem For A Village</em>, <em>Now Departing</em>, <em>A Basket Of Bees</em> e <em>Wheel</em>) e alla vocalist Katherine Priddy (<em>Murmuration</em>)</strong>, l’album è intimo, ambizioso, ricco di immaginazione e volutamente eccentrico. A impreziosirlo c’è una narrazione estremamente coinvolgente scritta da Andy Partridge (XTC) e affidata alla voce di uno dei più importanti attori britannici, <strong>David Tennant</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ambientato in un paesaggio degno di <strong><em>The Wicker Man</em></strong>, dove i dipinti di Stanley Spencer sono esposti nella galleria d’arte locale, i racconti di <strong>M. R. James e Algernon Blackwood</strong> occupano gli scaffali della biblioteca pubblica e i <em>Children of the Stones</em> giocano nella piazza del mercato, <em>Requiem For A Village</em> è un’istantanea dai toni seppia di una Neverland nascosta e un’opera cinematografica di 54 minuti per le orecchie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Steven Wilson su <em>Requiem For A Village </em>racconta:</strong><br />
<em>“Volevo tornare a un tipo di musica in cui si possano sentire le impronte digitali metaforiche. Insistere sui gesti umani e sulle imperfezioni della musica, su quelle cose che non possono essere create attraverso un software. Per esempio, utilizzare esclusivamente sintetizzatori analogici, con tutta la loro imprevedibilità, oppure non avere strumenti perfettamente accordati. Ma questo mi ha portato anche a prendere in mano il violino, l’oboe, o a provare a suonare la batteria, suonando cose che in realtà non so suonare, ma riuscendo comunque a ricavarne qualcosa che mi ha ispirato in modi che non mi aspettavo. Affrontare la musica con un senso di innocenza e vedere dove mi avrebbe portato. E mi ha portato al villaggio.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la recente pubblicazione di un teaser contenente un estratto della narrazione dell’album, è ora disponibile online il primo brano nella sua versione completa.</p>
<h3 style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-52909" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/SW_2026_cover-1024x1024.jpg" alt="SW_2026_cover" width="618" height="618" /><br />
<em>Artwork</em></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Tracklist di <a href="https://us.list-manage.com/PNXyT7rbbNG?e=eee0de4879&amp;c2id=a0cb7a0f47a469bb78214ad300880938" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Requiem For A Village</em></a></strong></h3>
<div style="text-align: center;"><em>Swirl In A Lark’s Eye</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Requiem For A Village</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>The Same River Twice</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Now Departing</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Hiraeth</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>On Chapel Slope</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Murmuration</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Curcus Fingerprint</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>A Basket Of Bees</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Great Green Map</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>Wheel</em></div>
<div style="text-align: center;"><em>The Old God Is Buried</em></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Requiem For A Village</em> sarà disponibile in CD, Blu-ray, doppio vinile nero 12” da 140 g, doppio vinile indie 12” colorato.</p>
<p>L&#8217;artista terrà inoltre due concerti già sold out alla <strong>Royal Albert Hall</strong>, il <strong>28 e 29 ottobre</strong>, accompagnato dalla sua band, dalla Parallax Orchestra e dal coro Sansara, diretti da Tom Richards.</p>
<p style="text-align: justify;">I concerti presenteranno arrangiamenti orchestrali mai ascoltati prima di <em>The Overview</em> e altro materiale, preparati appositamente per queste due serate.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/kaMG5ef7G4w?si=BImI2d0WKKsbAu4x" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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