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Aphantasia – Noveller

NovellerNon è facile muoversi in certi territori senza incappare nella riproposizione, anche involontaria, dei soundscapes di Fripp e dell’ambient di Brian Eno, trappola che la californiana Sarah Lipstate, alias Noveller, evita attraverso un’approfondita ricerca sui suoni stratificati generati prevalentemente manipolando gli input minimalisti delle sue chitarre. Lontana dall’epica avvolgente e inquietante del precedente Arrow (2020), che nelle parole di Iggy Pop, col quale Sarah ha collaborato nell’album Free e nel tour seguente, era composto da “sinfonie per persone con le ore contate”, Aphantasia è un mosaico di frammenti scomposti e incompiuti, come schegge di vetro in frantumi che restituiscono solo fugaci suggestioni di un manufatto ormai smarrito irrimediabilmente. Ed è per questo che affascinano e incantano tanto le trame sognanti come To love /dream you, Vanishing (che anticipa la recente cover del tema di Twin Peaks) e Pitching Clouds, visione d’ingranaggi fantastici, quanto le spiazzanti angosce di Never to run, Anelemma, Black ash o Rune (for Silent Guitar), con le sue cadenze marziali, i tonfi distanti, le anime sibilanti i maestosi crescendo. Le profondità di paesaggi aliene sono scandagliate con terrore in A Valley of Snakes o In Tandem, così come i riverberi di The Haunted Man ascendono verso le volte di una cattedrale teatro di una caccia mortale che versa sangue sulle esplorazioni glaciali dei Pink Floyd di Wish you were here. E ancora a un duello western conduce l’arpeggio di Ghostline, ma proprio quando sembra di poter ricomporre un quadro d’insieme ecco che le sperimentazioni new wave di Early Dawn e ancor più di 33 rimescolano le carte, riportando quella piacevole sensazione di vuoto mistico che accompagna l’ascoltatore in un viaggio interiore, sospinto dalle visionarie armonie di Doppelgänger The Gatherer. Fraseggi di canzoni destrutturate lambiscono le rive di Infinite Isles scontrandosi con gli echi di conchiglie metalliche che allineate in Meridian annunciano l’inaspettato ritmo di Generation Loss. Addirittura la più bizzarra delle tarantelle fa capolino nell’oscurità di Tunnelblind, dalla quale esce un’angoscia degna della trilogia berlinese di Bowie che gela le note di Night / Heist e sfocia nelle cupe distorsioni della conclusiva Summer Is Heavy. C’è dunque un intero universo di sonorità emotive in Aphantasia, esattamente l’opposto dell’assenza di fantasia evocata o forse proprio respinta dal titolo di quest’album che rivela dunque il versante più misterioso e complesso di un’artista da tenere d’occhio.

Credits

Label: No label

Line-up: Sarah Lipstate (guitar, soundscapes, electronics)

Tracklist:

  1. Bion Bygone
  2. to love / dream you
  3. Never To Return
  4. Rune (for Silent Guitar)
  5. A Valley of Snakes
  6. The Haunted Man
  7. Analemma
  8. Pitching Clouds
  9. Vanishing
  10. Black Ash
  11. Ghostline
  12. Early Dawn
  13. 33
  14. Doppelgänger
  15. The Gatherer
  16. In Tandem
  17. Infinite Isles
  18. Meridian
  19. Generation Loss
  20. Tunnelblind
  21. Night / Heist
  22. Summer Is Heavy


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