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Poema 15 – Daniele Sepe

Poema 15 foto copertinaMe gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.
(da Poema 15, Pablo Neruda)

Mezzo secolo dopo il sanguinoso golpe supportato dalla CIA che portò al potere il generale Augusto Pinochet, il funesto 11 settembre del 1973, bombardando il palazzo presidenziale dov’era barricato eroicamente il socialista Salvador Allende, eletto democraticamente dai cileni, Daniele Sepe torna a raccontare la musica popolare, di resistenza politica e umana del Sud America. Già nel 2000 il polistrumentista partenopeo con l’album Conosci Victor Jara? aveva ripercorso le vicende del cantautore Jara, tra i padri del movimento Nueva Canción Chilena assieme a Violeta Parra e Inti Illimani, la sua militanza nel sogno rivoluzionario di Salvador Allende, la loro terrificante sconfitta e morte: prima d’esser crivellato di colpi d’arma da fuoco, Victor venne torturato dai ceffi di Pinochet che gli fracassarono le mani chiedendogli di provare a suonare le sue canzoni, messe al bando dal regime. Lo stesso Pablo Neruda, col quale Jara aveva avuto modo di collaborare in vari progetti, morì pochi giorni dopo il golpe, forse addirittura ucciso in ospedale da sicari dei nuovi padroni del Paese. Il tema principale dell’album arriva subito con la calorosa introduzione alla chitarra classica di Roman Gomez, che ricama con accorata partecipazione intorno alle note della canzone di Victor Jara, disegnando lo scenario vitale di un paesaggio andino solcato da furori, combattimenti e sconfitte devastanti, che comunque non spegne la sua fiaccola ardente, il suo anelito di vita e speranza. El Aparecido di Jara, ripulita dalla polvere antica di un western anni ’60 da cui emergeva la sua voce vibrata e tonante, diventa nella versione di Sepe  un duello di tensione con le corde distorte di Franco Giacoia e il canto dinamico di Emilia Zamuner, e di brio frenetico nel dialogo tra flauto saettante e organo alcolico e sghembo. Nella seguente Sueño con serpientes del cubano Silvio Rodriguez (1975), Sepe taglia i versi della poesia di Bertolt Brecht, In morte di Lenin, declamati nell’originale introduzione dell’autore cubano (Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili), forse per concentrarsi sulla simbologia precolombiana che vede un mitico e mostruoso rettile incarnare la voracità del potere, contro cui si volge quest’anomala canzone di lotta: “ammazzeremo il serpente cantandogli una verità con un verso“. L’arrangiamento passa attraverso l’interpretazione data nel 1980 da Mercedes Sosa e Milton Nascimiento, eliminando l’eccesso di corde riverberate che anziché ricreare la ricercata atmosfera psichedelica finivano con l’appiattire la versione di Rodriguez, e si apre in corale melodia di luce mediterranea, anche con passaggi armonici che ricordano Quanno chiove di Pino Daniele, segno che Napoli ha sempre guardato con sentimento e trasporto all’America Latina. Dalle escursioni etniche dei Weather Report, favorite dalle origini antillane del polistrumentista Mino Cinélu che cantò con loro, arriva il tradizionale Confians che si dichiara subito, come la canzone precedente, per il suono pieno che predilige la partecipazione di ogni elemento dell’ampio ensemble riunito da Sepe, qui rimpolpato pure dall’estro di Sandro Yoyeux, senza perdersi in baroccherie e ridondanze stucchevoli, muovendosi a passi sicuri su un sentiero inerpicato ma leggero, che promette panorami ad ogni passo portato avanti. La dolorosa canzone d’amore Piedra y Camino di Atahualpa Yupanqui risveglia in Daniele il ricordo mai sopito del suo amato Gato Barbieri, e allora inizia a soffiare l’anima nel sax, incita il gruppo gridando “secunda” come Gato nel fiume tropicale di Latino America, lanciandosi poi in un canto lacrimoso con la sua voce sgraziata, ebbra della mestizia che assale talvolta chi affronta una lotta impari, con in bocca già il sapore della sconfitta, ma non rinuncia alla lotta.
Con la title-track Poema 15, ardente poesia d’amore di Pablo Neruda messa in musica, solo voce e chitarra, da Victor Jara, conducendo la lenta cadenza melodica con intimi sussurri e slanci tenorili, Sepe ritrova il lirismo sofferto di Te recuerdo Amanda, grazie all’intesa armonica, sospinta da un contrabasso di lucida eleganza, tra il gemito del piano minimale di Piero De Asmundis e il canto denso di Emilia Zamuner, carico di storie non dette, dolori sepolti nel petto, inattaccabile volontà. È ancora il piano che informa la danza caraibica Lamento Borincano, tratta dal ruvido originale di Rafael Hernández Marín, che traccia sui tasti bianchi e neri percorsi oscuri che affogano nell’afoso mal di Cuba che avvinghiava Hemingway, mentre Emilia Zamuner trasforma il fraseggio baritonale del portoricano aria spumeggiante come nelle esibizioni luccicanti e spavalde di Elis Regina.
Canzone per Jara è l’unico inedito dell’album, firmato da Paolo “Shaone” Romano e Daniele Sepe, che portano un collettivo antagonista sui sentieri delle Ande per il gemellaggio rappato con l’Unidad Popular cui viene data in dono, come sacro suggello d’antica amicizia, la voce di lava abrasiva di Enzo Gragnaniello. E dopo la festa in quota, si scende verso la Pampa argentina per la solitaria e malinconica Alfonsina y el mar, una zampa, ballo tradizionale, del pianista Ariel Ramírez e del paroliere Félix Luna, i cui versi diventano lacrime brucianti tra le labbra di Zamuner, tra i sibili affilati del bandoneon di Daniele Di Bonaventura e il sax di carne tremula suonato da Sepe. E il maestro di certo non poteva chiudere l’album così, ecco allora che si riaprono i festeggiamenti di un popolo di sfruttati che non ci sta a subire sempre, anche quando costretto a emigrare per cercare lavoro. Italia bella mostrati gentile è un tradizionale toscano, riarrangiato per la voce divertita di Ginevra Di Marco, col quale Daniele chiude il cerchio del rapporto politico tra il “Belpaese” e il Sud del mondo, sferzando con la consueta ironia, sulle note di una tastiera prog forsennata, chi si accontenta di questo benessere addomesticato: “L’operaio ha fatto la rivoluzione? No! Il bracciante ha fatto la rivoluzione? No! L’insegnante ha fatto la rivoluzione? No! Il padrone fa il suo mestiere … o ce lo mangiamo noi o ci mangia lui!
Da pochi giorni è morto Kissinger, oscuro manovratore del golpe di Pinochet, ma non è morta quella visione del mondo basata su sfruttamento e prepotenza, sembra anzi più salda che mai, per questo un disco del genere è oggi più che necessario, perché come ricorda lo stesso Sepe “il potere spende e spande per diffondere la menzogna, la sua servile versione dei fatti e della storia“, allora la musica e l’arte, parafrasando Rodriguez, devono piantare “nel suo voracissimo stomaco un verso e una verità“.

Credits

Label: Encore Music – 2023

Line-up: Emilia Zamuner (vox) – Ginevra Di Marco (vox) – Sandro Yoyeux (vox, chitarra acustica) – Paolo Romano “Shaone” (vox) – Enzo Gragnaniello (vox) – Rubina Della Pietra (vox) – Cristian Vollaro (vox) –  Antonio Valentino (vox) – Marcello Squillante (cori) – Antonello Iannotta (cori, bombo, percussioni) – Facundo Quënse (quena) – Daniele Di Bonaventura (bandoneon) – Vincenzo Racioffi (charango, cuatro, mandolino) – Francesco Scelzo (chitarra classica) – Roman Gomez (chitarra classica) – Franco Giacoia (chitarra elettrica) – Alessandro Morlando (chitarra elettrica) – Peppe Cozzolino (Hammond) – Peter De Girolamo (sinth, Rhodes) – Piero De Asmundis (pianoforte, Rhodes) – Massimo Moriconi (basso fretless) – Massimo Cecchetti (basso elettrico) – Aldo Vigorito (contrabbasso) – Massimo Moriconi (contrabbasso) – Robertinho Bastos (congas, percussioni) – Massimo Del Pezzo (batteria) – Daniele Chiantese (batteria) – Daniele Sepe (sax soprano, sax alto, sax tenore, flauto, flauto basso, quena, flauto dolce)

Tracklist:

    1. El Aparecido
    2. Sueño con serpientes
    3. Confians
    4. Piedra y Camino
    5. Poema 15
    6. Lamento Borincano
    7. Canzone per Jara
    8. Alfonsina y el mar
    9. Italia bella mostrati gentile

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