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Smith – Winstons

cover_the-winstons_smith_defCanterbury, UK, 1969. Le note riverberate di un organo preparato risuonano con assorti esotismi sotto le volte della grande sala delle riunioni del College, mentre gli altri studenti gridano in cortile, Enro Winston avvolto meditativo nelle lunghe vesti bianche suona Mokumokuren, come guidato da una mistica trance. L’arrivo dei fratelli lo riporta coi piedi per terra, ridestandolo tra un groove dello Spencer Davis Group e una scala discendente beatlesiana, che in Ghost Town imprimono la spinta sull’acceleratore tanto cara a Rob. Scaldati i muscoli Linnon omaggia il suo maestro di canto, tale Robert Wyatt, mostrando in Around The Boat di aver assimilato al meglio la sua versatile capacità di costruire scale vocali, attorcigliandosi su percorsi inusuali, sghembi, disorientanti, quasi scomodi, ma altrettanto ipnotici. Finite le prove i tre escono allo scoperto con Tamarind Smile Apple Pie, con la quale fanno un giro sulle giostre psichedeliche, le Interstellar Overdrive degli amici Pink Floyd, tante volte visti all’UFO Club, prima che Syd andasse fuori di testa, povero Syd. Lì, tra le luci roteanti, ne hanno scolati di strani succhi di mele e di arance, buffi ingredienti di torte allucinogene. Sarà per quello che A Man Happier Than You arriva come un flashback da un futuro distopico, del resto il protagonista di 1984 di George Orwell si chiamava proprio Winston Smith. I fratelli si ritrovano nel locale un decennio più tardi, sul palco desolato c’è un uomo solo, Mick Harvey, che appena illuminato da un occhio di bue soffuso intona un lento col timbro grave di una triste sconfitta. Una voce che vibra nelle assi di legno della scena come il basso profondo di Roger Waters, annegando gradualmente nella notte. La visione scompare soppiantata dall’organo tetro di un horror, Not Dosh For Parking Lot, un B movie in cui le gesta dello sventurato di turno vengono narrate da un coretto dinamico che si perde in un regno di maschere acide sulle tracce di un walkin’ bass lunatico. Memori delle costruzioni ardite del primo album, i Winstons fanno quasi il verso a sé stessi, recuperando in The Blue Traffic Light (titolo che cita The Wind cries Mary di Hendrix) l’attacco di She’s my face, per scioglierne le trame in una continua modulazione lisergica, spronata dai fiati incalzanti di Enro. Il flower power è duro a morire, dunque perchè non celebrarlo con Blind, un inno epico incorniciato da un bozzetto melodico e una coda densa e stridula, degna delle tastiere del Mike Ratledge più cerebrale. Da lì è facile risalire ai bizzarri capovolgimenti di fronte dei primi due volumi dei Soft Machine, alle embrionali ricerche dei Wilde Flowers, autori di Impotence, rivisto con solida consapevolezza, anche grazie alla collaborazione dell’amico Richard Sinclaire dei Caravan. In Soon Everyday un piglio vocale da crooner e la leggerezza della Swingin’ London precipitano in una realtà parallela che trasfigura le architetture del brano svanendo nel vortice di uno specchio. Deve essere lo specchio di Alice, perché in un’assurdo corto circuito geografico-temporale i fratelli Winstons si trasformano nell’alter ego europeo dei nipponici Kikagaku Moyo, calando il ritmato scioglilingua di Sintagma (con lo zampino di Gun Kawamura – autore della copertina quasi munchiana) in una camera di risonanza di esperimenti free form, degni dei viaggi spaziali di Hendrix. E ci sta a questo punto, per spiazzarci fino in fondo, pure la netta escursione nell’hard-rock-blues della british invasion, col contributo graffiante ed energico dell’australiano Nic Cester, che marchia a fuoco la tirata Rocket Belt.
PS per chi ancora non lo sapesse, i Winstons sono Enrico Gabrielli, Roberto Dell’era e Lino Gitto.

Credits

Label: Sony BMG Records / Tarmac – 2019

Line-up: Linnon Winston (drums, keyboards, vocals) – Rob Winston (bass, 12 string and classic guitar, piano, vocals) – Enro Winston (keyboards, woodwind, drums, vocals) – Nic Cester (vocal on “Rocket belt”) – Mick Harvey (vocal on “A man happier than you”) – Richard “Caravan” Sinclair (vocal on “Impotence”) – Rodrigo D’Erasmo (strings on “Around the boat”) – Federico Pierantoni (trombone on “Tamarind Smile/Apple Pie”)

Tracklist:
01. Mokumokuren
02. Ghost Town
03. Around The Boat
04. Tamarind Smile Apple Pie
05. A Man Happier Than You (feat. Mick Harvey)
06. Not Dosh For Parking Lot
07. The Blue Traffic Light
08. Blind
09. Impotence
10. Soon Everyday (feat. Richard “Caravan” Sinclaire)
11. Sintagma
12. Rocket Belt (feat. Nick Cester)


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