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La profondità è una scelta: intervista a Dario Sansone

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Dario Sansone è una delle figure più apprezzate della scena partenopea, sia con gli acclamati Foja sia in veste solista. Il suo tratto distinto è la voce ruvida ed impetuosa in equlibrio tra folk, rock e tradizione napoletana. Vanta un notevole talento anche come regista, autore e disegnatore. Dario ci racconta un po’ della sua poetica così come oggi l’affida a Comme, lo speciale dual single uscito per la sua label Santo Sud. Tra una riflessione e l’altra, spunta l’accenno al 26 dicembre, data in cui al Duel Club di Napoli (prevendita attiva) saranno festeggiati i vent’anni di furore e innovazione dei Foja, la band che, con quattro dischi all’attivo, centinaia di concerti in Italia e all’estero (Europa, Canada e Stati Uniti) e importanti riconoscimenti (candidature ai David di Donatello, ai Nastri d’Argento, alle Targhe Tenco), ha contribuito ad alzare il sipario su una generazione di musicisti capaci di guardare con modernità alle lezioni della canzone classica napoletana.

Raccontami dell’idea di “dual single”. Alla base c’è una complessità concettuale che trova forma concreta in due canzoni ed artwork ad hoc.
Interpreto sempre le canzoni come indizi per indagare il mistero. In questo caso due canzoni composte in tempi diversi hanno cominciato a comunicare tra loro e a spingermi in una direzione nuova e diversa. Mi appassiona trovare cosa si cela dietro all’istinto iniziale della scrittura e questo spesso mi porta alla sperimentazione di forme inedite di espressione per me.

Poni l’accento su un avverbio: comme (come). E diventa una questione etimologica, semantica, emotiva. Schierarsi vuol dire anche dunque scegliere la profondità, non temere di dichiararla. Parlami dell’importanza che dai alla ricerca linguistica e delle dinamiche per cui riesci poi a farne melodie così accattivanti. 
La profondità è un termine inverso alla superfice, e dunque alla superficialità. È un periodo in cui non mi sento di affidare all’intrattenimento le mie energie, preferisco rischiare e tentare delle vie più riflessive, è un’esistenza troppo breve per perdersi nell’effimero di una canzone vuota. La missione è quella di trovare un equilibrio tra riflessioni profonde miscelate alla semplicità di comunicazione della canzone.

Tutto l’immaginario del dual single si condensa nella sintesi: “la memoria è l’acqua”. Una metafora potente. Come mai hai scelto di affidare la prefazione di questo progetto all’attore e drammaturgo Gennaro Scarpato? 
Gennaro è un attore/drammaturgo di cui ho immensa stima, ho un confronto costante con lui, e il suo scritto è venuto fuori di getto dopo aver ascoltato le due canzoni. La sua visione è stata molto utile alla mia “indagine”, ragion per cui ho deciso di usarla come prefazione a questa piccolissima opera.

Ti chiedo di entrare nel dettaglio di questi due brani uniti dalla stessa narrazione. Quali sono gli elementi che li rendono effettivamente un continuum e quali invece li rendono canzoni a sé?
Entrambe le canzoni hanno come fil rouge il tempo. Comme ajere è un brano che parte da considerazioni amare sul nostro tempo di vita, un invito a prendere un respiro più naturale, primitivo, ed è il motivo per cui il brano parte da ritmiche africane, da dove tutto è nato. Comme chiove è legato al tempo atmosferico, emotivo. La composizione iniziale è nata in camerino, sotto una pioggia battente prima di un concerto, è un mantra, un canto di attraversamento del dolore dall’atmosfera rarefatta.

La collaborazione con Seb Martel cosa ha aggiunto al tuo immaginario artistico?
Seb mi ha aiutato a rivoluzionare tante idee sedimentate in me in vent’anni di Foja. La mia esigenza era quella di mettermi in discussione con il mio primo album solista Santo Sud, cercando nuove atmosfere e arrangiamenti per le mie canzoni. È un artista di grande esperienza che ha girato il mondo e assorbito i suoni di tantissime culture. Negli ultimi anni il suo lavoro è andato in una direzione musicalmente radicale e questo aspetto si è contrapposto alla mia scrittura cantautorale “classica”, creando secondo me un lavoro originale, che prescinde da cliché e mode.

L’altro nome legato a questa nuova produzione è quello di Amaury Cambuzat (Ulan Bator). Me ne parli?
Lavorare con Amaury è stato molto naturale, è un artista, oltre che un ingegnere del suono, e quindi la sua sensibilità si è sposata perfettamente alla nostra produzione. Quello che mi piace di più è l’amore e il rispetto che ha per il lavoro, cura le mie canzoni come se fossero le sue.

Dario Sansone ph. credit Mottola (1)

La comunicazione per immagini ti contraddistingue. Dimmi della foto nel mare di Ascea ad opera di Bruno Mottola. Hai dovuto precisare i dettagli di un lavoro “artigianale” e non segnato dall’AI. La gente si sta così disabituando a riconoscere la verità?
Nella fase di pre-uscita dell’album chiunque abbia visto quella foto ha pensato che fosse realizzata con AI, da qui è nata la necessità di raccontarlo, di sottolineare che c’è stato un lavoro, un rischio, del tempo dedicato a quell’opera. Non è una crociata contro l’intelligenza artificiale, su cui non riesco ad avere un’idea chiara in questo momento in campo artistico, ma bensì uno spunto di riflessione per il pubblico.

Invece, l’artwork? I pesci nuotano, poi piovono. Rappresentano quell’idea di narrazione unitaria… sono essi stessi la rappresentazione della metafora: la memoria è l’acqua? 
I pesci per me rappresentano quello che eravamo ieri: le prime forme di vita provengono dagli oceani, era un’immagine che mi piaceva e che mi ha aiutato ad unire le due canzoni. Una pioggia di pesci che ci raccontano come eravamo ieri. Due elementi, i pesci e l’ombrello, per un unico concept.

Hai un bel po’ di concerti all’orizzonte. Come li hai pensati e strutturati?
Saranno concerti intimi, andrò in giro con Pierluigi D’amore al basso e creeremo uno show denso di suoni, attraverso loop organici costruiti e lanciati in tempo reale. Sarà un viaggio sospeso tra presente e passato, dalle canzoni di Santo Sud a quelle dei Foja.

L’immediato futuro cosa prevede? Puoi darmi qualche indizio?!
Oltre ad essere in giro con i miei concerti da solista, sono in tour con Francesco di Bella con il progetto “Canzoni alla mano” e lavoro per l’unica data dei Foja con cui festeggeremo 20 anni al Duel Club di Napoli. Nel frattempo il 2027 si appresta ad essere ricco di nuove canzoni e progetti.

Foto di Bruno Mottola



Prossimi concerti
10/10 – Napoli – Istituto F. Ozanam – Guest
22/10 – Grosseto – Cena Carbonara – Duo
23/10 – San Gimignano (Si) – ‘I Circolo – Duo
24/10 – Milano – Germi – Duo
28/10 – Modica (Rg) – Hemingway – Solo
29/10 – Calabernardo Noto (Sr) – Ricovero – Solo
30/10 – Rosolini (Sr) – Segreto – Solo
31/10 – Catania – Boozer – Solo

**26/12 – Napoli – Duel Club // Ventennale dei Foja

Official web & social
https://www.facebook.com/dariosansoneofficial
https://www.instagram.com/dario_sansone_

foja locandina

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