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I migliori dischi italiani del 2018

10. 3103 – Tommaso Primo

primo_3013Spavaldo e sfrontato ai limiti della ‘guapparia’, attuale e tradizionale, dinamico, romantico e fresco, dotato di una poetica in grado di attingere al quotidiano partenopeo come al mondo dei cartoni animati, il nuovo album di Tommaso Primo si proietta mille anni nel futuro, in un concept fantascientifico che guarda con lucida follia al caos del presente nel prevedere un disperato esodo dell’umanità verso altri pianeti nell’anno 3103. La leggenda del Superman napoletano porta i supereroi nel Golfo con la poesia del quotidiano, l’immagine straordinaria di una vecchia che invoca l’aiuto del supereroe: ‘sta ‘a speranza all’urdeme scaffale ‘e chesta vita / a pigliasse ma è troppo aveto e nun ce arrivo‘. E ancora, la capacità di variare atmosfera ad ogni inizio di strofa, dal malinconico esotismo di un mandolino che si fa ukulele, ai sintetizzatori techno, passando per un sottobosco di effetti snocciolati con cura cambiando continuamente la prospettiva, dalla terra al cielo, dallo spazio al mare di Napoli.

09. Abissi tascabili – Daniele Celona

daniele celona_2018Abissi Tascabili è la sua nuova creatura, un disco-fumetto edito dal Comicon e co-prodotto da The Goodness Factory e da I Celofan, i fan riuniti attorno al nostro ’“uomo col cappello”, il cui grande affetto ha dato vita ad una campagna di crowdfunding che ha registrato in poche ore cifre da record. Gli abissi tascabili sono la superficie dei nostri smartphone: “L’idea dello specchio d’acqua è quella dei nostri touch, di tutto quello che si nasconde dietro i nostri avatar e le nostre perfette foto instagram: in qualche modo è davvero un abisso a portata di mano”. Daniele Celona ha un mondo sconfinato dentro, e il dono di saperlo esprimere come nessun altro. Fantascienza, mitologia, favola caratterizzano le storie narrate, ma sotto le metafore il significato è evidente. Si tratta degli abissi dentro cui l’uomo di oggi annega, la rassegnazione a una società che ci omologa, l’alienazione, la solitudine.

08. Nuova Napoli – Nu Guinea

nuova_napoliBerlino chiama, Napoli risponde. Due napoletani a Berlino che ti crean! Lucio Aquilina insieme a Massimo Di Lena danno vita a questo progetto magico dove, sulla scia della tradizione sonora multicolore e multietnica partenopea, si sviluppano atmosfere funk-jazz-prog di fine anni settanta. Questa Nuova Napoli riesuma e attualizza in un sol colpo il sound dei Napoli Centrale di James Senese e Franco Del Prete, di Tullio De Piscopo Revolt Group e del Toni Esposito da “Rosso napoletano” a “La banda del sole”.

07. Different Times – Giardini di Mirò

giardini-di-miro-hold-on-different-timesResta l’attitudine del Post-rock, quel mood agro-dolce del tempo che scorre, ma alla fine c’è il grande talento di comporre un rock delicato e intenso, dove l’evocazione è il verbo assoluto. I Giardini di Mirò si consacrano come i nostri Mogwai e sanno come sopravvivere al tempo, tradendo l’ortodossia di genere per approdare a nuovi intensi lidi di armonia e melodia. I Giardini di Mirò mirano a riempire con la loro musica le pareti desolate dell’anima dell’ascoltatore. Una delle poche band italiane che continua ad avere classe e stile nel tempo. Immancabili in questa classifica.

06. Cosmotronic – Cosmo

cosmo_2018Dopo il successo dell’esordio L’ultima festa, alla seconda prova Marco Jacopo Bianchi aka Cosmo non sbaglia. Con un doppio CD dimostra di essere da un lato un moderno cantautore ballabile che sa costruire melodie uncinanti con una scrittura riflessiva e ipnotica unica e dall’altro ci ricorda che è anche un grande producer/dj, capace di realizzare pezzi techno-dance su cui ci puoi affondare una notte intera. Padrone della materia pop tra Battiato e gli MGMT.

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