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Indefinibili e unici: TARM @ Estragon (BO), 08/04/2016

tarm@estragon_IMG01_201604Continua la magnifica epopea dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Quanti anni sono passati? Più di venti da quando a Pordenone nacque la band. Più di venti anni a cantare di un mondo di adolescenti, più morti che vivi (ma vivi come pochi), perenni adolescenti, uomini adulti che non smetteranno mai di essere giovani allegri ragazzi morti.
Un po’ punk, un po’ rock’n’roll, un po’ dub, e sono stati perfino un po’ swing, un po’ semplicemente ed unicamente loro, come nessun altro potrebbe essere. Tra tutte le band della musica indipendente della penisola i TARM sono il progetto più caratteristico e particolare che il pubblico italiano abbia potuto apprezzare. La band è stata da sempre legata a doppio filo con il mondo del fumetto grazie all’abilità di Davide Toffolo nello scandagliare l’animo umano e muoversi sempre, per tutti questi anni, in uno fazzoletto piccolissimo ma ricco di dettagli, spunti, storie da narrare.
Per il nuovo album, Inumani, spicca la partecipazione di Lorenzo Jovanotti alla voce in due brani; nell’esibizione dal vivo, invece, l’attenzione spesso cade sul nuovo allegro ragazzo morto Adriano Viterbini.
Il fenomenale chitarrista (cofondatore dei Bud Spencer Blues Explosion, con due album del suo progetto solista all’attivo, ma più volte al fianco anche di diversi musicisti della scena italiana ed internazionale) lascia il segno anche sul palco dei TARM con personalità mai prevaricante e tanta professionalità.
Il concerto inizia con sei brani tratti dall’ultimo disco Inumani: Ad un passo dalla luna, La più forte, Libera, Persi nel telefono, C’era una volta ed era bella, Ruggero. Proprio la melodia delicata ed emozionante di quest’ultima canzone, il canto corale, le vibranti note di chitarra blues che come pennellate di denso colore vanno a impreziosire la disarmante semplicità dei TARM, sono la sintesi di un concerto perfetto, quello tenutosi all’Estragon di Bologna in una data del tour primaverile.
I vecchi brani che tutti i fan conoscono, vere e proprie bandiere della comunità di allegri ragazzi morti, non possono mancare. Quasi adatti, Il principe in bicicletta, Occhi bassi, La poesia e la merce fino alla sempre attuale Ogni adolescenza: tutti questi brani hanno la grandiosità di essere eterni ed indissolubili.

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La voglia di dub e di ritmi in levare viene saziata con le molleggianti Puoi dirlo a tutti, La faccia della luna, E invece niente per poi lasciare spazio alla cumbia di In questa grande città.
Davide Toffolo si dimena, salta e balla coperto dal costume che ormai da tanto tempo caratterizza le sue esibizioni. Un pupazzo senza forma, un po’ uomo peloso e un po’ cencioso girovago senza meta, senza età, indefinibile ed unico al contempo.
L’euforia dei TARM è contagiosa, giocosa, pura gioia che vince su ogni cosa. Il ritmo frizzante de I miei occhi brillano anticipano la potenza ancestrale di Tubi innocenti, il brano di Adriano Viterbini (da Film O Sound) suonato insieme agli Allegri Ragazzi Morti.
Il pubblico è molto e vario: giovanissimi abbracciati che cantano in coro e trentenni che cantano a squarciagola come se non ci fosse un domani all’orizzonte. Tra il pubblico sono tantissimi i volti coperti dalle maschere da allegri ragazzi morti, portate orgogliosamente, talune nuove nuove appena acquistate al banchetto, altre ormai logore da anni di sudore sotto i palchi. Questo concerto dei TARM è un rito sano, liberatorio e propulsivo. Ogni spunto emotivo scaturito dai brani della band, anche se riflessivo o intrinsecamente triste, riesce a piegare gli angoli delle labbra verso l’alto.
Tra chi segue il mondo dei Tre Allegri Ragazzi Morti c’è un vero e proprio sentimento di affiliazione, libera e senza vincoli: un popolo che sotto la maschera da ragazzo morto scopre l’uguaglianza più profonda, che trova il suo compimento anche nel primo scontro generazionale interno-fraterno (forse già accade che un adolescente vada al concerto dei TARM insieme ai genitori, fan della prima ora).

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Non sono solo canzonette: c’è molto di più nei brani portati dal vivo dalla magnifica band composta da Davide Toffolo (chitarra e voce), Luca Masseroni (batteria e cori), Enrico Molteni (basso), Andrea Maglia (chitarre) e Adriano Viterbini (chitarre).
Il canto del pubblico su Il mondo prima va quasi a coprire il suono diffuso dagli amplificatori; Di che cosa parla veramente una canzone è il dubbio che con strepitosa euforia suonano i Tre Allegri Ragazzi Morti prima del saluto finale con La tatuata bella.
Lunga vita agli allegri ragazzi morti, che essi siano sopra o sotto il palco, chiusi nelle loro camerette, studenti, disoccupati o lavoratori: sarà sempre, se vorremo, un’allegria senza fine.

Gallery fotografica di Emanuele Gessi

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