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Difendi da me – Assenza

difendimi_da_me“L’idea Assenza parte da un concetto divenuto per questa band un dogma: restituire il giusto credito al rock italiano. Si potrebbe definire il loro genere “Italian alternative rock” con un lavoro fortemente indirizzato all’innovazione in senso generale..Si possono infatti accostare sia come sonorità che come atmosfere (nonché melodie) soltanto a gruppi stranieri..Si parte da un’idea pop per poi personalizzarla fino a un risultato certamente non comune in Italia e decisamente mai noioso..L’ Alternative Rock degli Assenza punta a far capire che qualcosa di buono può uscire anche dall’Italia, che qualcuno, senza essere pretenziosi, sta cercando la novità, quella novità che si traduce in arte, radiofonica, orecchiabile, potente, dissacrante, polemica: insomma vera. Le parole comunque restano parole. Ascoltateli, la loro musica sarà più eloquente”.
Non dovrebbe mai farsi, ma ragioniamo per assurdo. Mai si dovrebbe recensire sfruttando pezzi di altre recensioni, ma se invece fossero solo parole di auto-celebrazione alla voce Biography del sito ufficiale della band, allora sarebbe un altro paio di maniche, sarebbe citare un elogio fatto in terza persona a se stessi. Se solo poi il problema non si riproponesse in chiave copia/incolla (a volte solo cambiando l’ordine delle frasi, ma la storiella degli addendi e del totale la sanno tutti) nei vari blog dove le stesse parole ricompaiono a nome: recensione di Difendimi da me. Non c’è niente di male nell’auto-promozione, nel coprirsi d’incenso, a priori, qualcosa sì.
Andiamo per ordine.
Gli Assenza non suonano male e di rock ce n’è.
D’innovativo o, come direbbero loro, di alternative c’è veramente ben poco.
Carta d’identità alla mano, il quintetto arriva da Città di Castello (PG), quindi ad italiani sono italiani.
A conti fatti per quell’Italian alternative rock, due su tre, non è un brutto risultato. E questi sono gli unici punti coerenti con la loro incoronazione letteraria. Perché, a meno che per loro i Subsonica (teste a carico: Incanto, con tanto di distorsore vocale), i Negramaro (Un giorno in mezzo ai secoli) e i Timoria versione Renga (Cammino solo) siano gruppi stranieri, quel soltanto nelle loro estreme somiglianze un po’ riduttivo lo è. Che poi eufemistici accostamenti a band straniere nel disco ci siano è innegabile: Matthew Bellamy sarebbe pronto a giurare di averlo pensato anche lui un intro tipo quello di Difendimi da me, che presta il nome all’album in onore ai Muse, che di intro hanno suggerito anche quello de L’amore muore, che chiude un album dalle buone sonorità, ma già abbondantemente sentite e assolutamente lontane da una novità che si traduce in quella loro pluri-aggettivata arte che sbandierano nel loro non essere pretenziosi.
Sarò nostalgico, ma voglio ancora pensare al musicista alle prese con amplificatori, chitarre e distorsori, e non con tappeti rossi e fogli word. Suonare non è una sfida a chi è più bravo o più bello, per quello ci sono le passerelle e non i palchi. E poi si sa con le mani sporche d’incenso plettri e bacchette scivolano via.
“Le parole comunque restano parole. Ascoltateli, la loro musica sarà più eloquente”.

Credits

Label: Pirames – 2009

Line-up: Cristian Laurenzi (Voce) – Luca Occhini (Chitarre) – Antonio Lusi (Basso) – Andrea Ciotti (Chitarre) – Fabrizio Cattalani (Batteria)

Tracklist:

  1. Incanto
  2. Cammino solo
  3. Il cuore dei dannati
  4. Difendimi da me
  5. Insomnia
  6. Tu che non hai paura
  7. Scusa se non sono come te
  8. Per te
  9. Un giorno in mezzo ai secoli
  10. L’amore muore

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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