Le Cocanha sono Caroline Dufau e Lila Fraysse, voci in polifonia che cantano in lingua occitana, due ragazze agguerrite per le quali la tradizione è solo un pretesto per stabilire un legame con la terra e talune tematiche, ma l’uso di uno strumento antico quale il chicoten (noto anche come ttun-ttun o salterio a percussione, in uso dal medioevo sui due versanti dei Pirenei), suonato con virtuosa versatilità da entrambe le musiciste, è funzionale al racconto di un presente di forza incontenibile e passione ardente, che abolisce il tradizionale flauto che divagava sui bordoni retti dai bastoncini in favore di un tratteggio melodico tutto vocale. Remenanuèch, agita la notte, in groppa a un bianco destriero, il cui dorso si allunga fino ad accogliere quattro cavalieri in fila nel video surreale e allucinato che accompagna il secondo singolo estratto dell’album, in cui la tradizione viene strapazzata come in una scorribanda notturna, passando dai bordoni e i fraseggi popolari a contrappunti di vocalità astratte e urla incontrollate di rabbiosa protesta. Il contrabbasso tagliente e fluido di Fòrabanda tende il dialogo a due voci divergenti che si inerpicano con scioltezza sulla più tortuosa delle salite di roccia nuda, accettando la sfida della lotta: “Tots a París nos sèm trachats / De nòstra paura condicion“. La cantilena ancestrale di Adissiatz Palhassonaira si dipana tra schiocchi delle dita, tastiere eteree e percussioni esplosive che la trasfigurano in scioglilingua di oscuri incantesimi, con le voci che corrono su due binari diversi a differente velocità, sostando a differenti stazioni, in una girandola spiazzante che ricorda le incursioni tribali di Mariam the Believer col duo Wildbirds & Peacedrums. Clam s’impenna come conciso hard rock sul tempo martellante, deformando il sound degli strumenti acustici per lanciare le urla punk e liberatorie del duo, che si rincorrono in verticale dai silenziosi sussurri alle vette di acuti primordiali. La Majorana sviluppa un pattern ritmico tribale a rinnovare una danza medievale a due voci inscenando la frenesia di un rito collettivo. Au nòst’ casalòt inizia come un’allegra filastrocca a due voci ma guadagna con l’ingresso delle corde appena distorte dei chicoten un aura quasi shoegaze, che incanta con la sua struttura circolare e ipnotica. Diuré tremblar arriva da lontano come una vecchia registrazione antropologica di Alan Lomax per piombare urlando nei violenti slogan vocali di Diuré samsir, da lanciare alla testa di un corteo partecipato e guidare la piazza alla rivolta. A l’amistat come una partitura perduta tratta da polverosi archivi riprende vita in un canto dapprima sussurrato di chi legge per la prima volta un testo ma se ne impossessa subito portandolo alla luce nella sua pienezza di melodia e struttura armonica. La title track Flame Folclòre ha un frizzante somiglianza che le nostrane villanelle, tradendo la sua origine popolare tradizionale e allo stesso tempo manifestando una presa molto forte sul presente di un ritmo incalzante e proclami politici da lanciare con forza ancora maggiore. Lo mes de mai ha il sapore dei campi coltivati da generazioni di contadini dalla schiena ricurva di fatica, le mani solcate da ruvidi calli, pronti a scrollarsi di dosso dolore e fatica al ritmo di una delicata danza da condurre in piazza tutti insieme col fresco della sera. Jana d’Aimet scaglia le sue grida infervorate al cielo, tramutandosi nel coro di schiere angeliche, congiunzione mistica con una Natura benigna, con in mente l’idillio del tema di Mission di Morricone, per un’umanità che non è più disposta ad accettare con rassegnazione gli eventi e tende le corde di archi pronti a colpire con frecce mortali. Le Cocahna impartiscono la grande lezione che la conoscenza del passato è la miglior guida per affrontare il presente con energica consapevolezza, con una potente musica suonata che non potrà essere spazzata via da nessuna innovazione elettronica né tantomeno dall’intelligenza artificiale, che intelligenza non è.
Credits
Label:
Line-up: Caroline Dufau (voce, chicoten) – Lila Fraysse (voce, chicoten)
Tracklist:
- Remenanuèch
- Fòrabanda
- Adissiatz Palhassonaira
- Clam
- La Majorana
- Au nòst’ casalòt
- Diuré tremblar
- Diuré samsir
- A l’amistat
- Flame Folclòre
- Lo mes de mai
- Jana d’Aimet
Link: Sito Ufficiale
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