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Murder most foul

Dylan

Un viaggio nelle sue canzoni significa non riposare mai. Si compie, tuttavia, con la calma necessaria, quella di chi non ha una meta e neppure una provenienza. Dovremmo essere così, senza radici, ma capaci di radicarci, già scomparsi eppure ancora lì e altrove. Da questa nuova canzone di Dylan, uscita a otto anni di distanza dall’ultimo inedito, mi aspettavo altri chilometri, immagini e parole spostate dal vento, leggerezza. Eccomi qui ad ascoltare l’aedo mentre racconta un passato che conosco già, ma il suo canto è ispirato, quindi ha un messaggio per me. Lo accompagna un continuum sonoro: gli accordi interi, spezzati o arpeggiati di un pianoforte che suona libero, le percussioni sussurrate di un piatto e i frammenti di un violino che chiameremo, per l’occasione, del ricordo. 22 novembre 1963. Era “un giorno buio a Dallas…una buona giornata per vivere e una buona giornata per morire”, come per tutti, ma lui, Kennedy “Sapete chi sono?”. “Certo che lo sappiamo”. Il resto è storia nota. Colpi d’arma da fuoco uccisero una figura controversa, il presidente che si dedicò alla lotta per i diritti civili dei neri, quello di cui sembra parlare Dylan, ma anche quello della guerra in Vietnam, qualunque sia stata la sua idea iniziale. “Migliaia di persone stavano guardando, nessuno vide nulla…il più grande trucco magico di sempre sotto il sole”. Qui respiro, in quelle espressioni in cui vedo tutto: i miei piccoli trucchi magici, i maestri di magia, i grandi personaggi che hanno cambiato la storia. Dylan rievoca poi il periodo che seguì alla morte di Kennedy: ci sono i Beatles associati all’immagine di una bambina che scorre la ringhiera, gioca allo stesso modo, scivola via e si fa ricordare; poi il tempo scorre a Woodstock a cui Dylan non partecipò e ad Altamont, qualche mese dopo. “Metti fuori la testa dalla finestra, lascia che i tempi passino”: vivi tutto quel che puoi, la gioia e il dolore, vedrai il tempo passare, ma rimani sempre lì a respirare. Sono tanti, inoltre, i personaggi della storia americana citati nella canzone, alcuni di diritto, come Marilyn, altri noti come Johnson ed infine tante comparse, nomi che non ricollego a nulla, ma che vorrei conoscere. “Negli ultimi anni lo hanno cercato” torna a dire Dylan di Kennedy”; “Solo i morti sono vivi…l’anima di una nazione è stata strappata via e sta iniziando a decadere lentamente”. “Suona…gioca…suona..gioca” esorta l’aedo per i momenti peggiori e lui lo fa citando canzoni. Si rivolge ad un Presidente, forse è già oggi, e dice “Non si preoccupi Mr President, l’aiuto sta arrivando, i tuoi fratelli stanno arrivando, ci sarà un inferno da affrontare”. La canzone è stata pubblicata il 27 marzo quando in America il peggio doveva ancora arrivare.

Link : http://www.bobdylan.com/

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