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Gli Elbow suonano da casa e ci incantano

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In questo drammatico momento storico sprazzi di luce a cui appigliarci arrivano dai nostri artisti.
C’è chi sceglie la riflessione, chi ci lascia scritti significativi auspicando in un futuro in cui saremo persone migliori verso gli altri e verso il mondo che abitiamo, chi ci tiene compagnia con dirette in streaming fatte di musica, consigli su dischi da ascoltare o libri da leggere, condividendo pensieri, parole e playlist. E ancora concerti e brani inediti da ogni parte del mondo accompagnati da messaggi di solidarietà.
Tutto questo per un po’ ci aiuta a sentirci meno soli e parte di una comunità dove l’amore per il prossimo, che è la chiave di tutto, vince.
Fa uno strano effetto ritrovare i nostri artisti del cuore fra le mura delle loro case, è così intimo, ce li fa sentire ancora più vicini, umani, amici.

Tra di loro, meravigliosi sono un paio di episodi degli Elbow, gruppo tanto amato quanto sottovalutato. Sul loro account YouTube hanno creato uno spazio detto #elbowrooms, dove il frontman Guy Garvey e soci reinterpretano brani della band, ognuno da una stanza della propria casa.
Il primo brano è Weighteless dal loro ultimo album Giants of All Sizes del 2019, con un Guy Garvey che canta in vestaglia, a ribadire il concetto dell’ “io resto a casa”.
Alla fine del video la scritta “Any requests?”. Tanto il calore dei fan e tante le richieste.
Così il secondo brano è Great Expectations dall’album Leaders of the Free World del 2005, dove alla fine scorrono tutti i nomi delle persone che lo hanno voluto.
Il pezzo comincia con Garvey che porge un bicchiere di vino bianco al suo tastierista, che lo afferra dall’altra parte dello schermo, sulle prime note della canzone. Un semplice gesto, ma adesso così simbolico, bello e commovente.
E voi, quale brano vorreste ascoltare? Fate le vostre richieste.

 

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