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Il mese del Rosario – Flo

recensione_flo-ilmesedelrosario_IMG_201606È Il mese del Rosario per Flo e “dobbiamo stare attenti” al Vulio, quel desiderio speciale che nasce da una indefinibile assenza, che contagia inesorabile col sensuale coro del ritornello. Un canto che strega e afferra come quello delle sirene, finché è impossibile divincolarsi, ma chi vorrebbe farlo? Posta strategicamente all’inizio dell’album, col suo ticchettio, il pizzicato e gli accordi stoppati di chitarra, Vulio mette subito in chiaro l’affiatamento raggiunto dalla formazione che ha accompagnato stabilmente Flo in due anni di concerti. È ormai da considerarsi un gruppo a tutti gli effetti quello completato da Marco Di Palo al violoncello, Michele Maione alle percussioni e soprattutto Ernesto Nobili, coautore, produttore e chitarrista, che stavolta si cimenta anche all’elettrica, sottolineando l’evoluzione strumentale del quartetto.
Ama raccontare storie, Flo, e “vestire i panni di altri”. Bellissima presenza è il fallimento del merito in una società fondata su conoscenze e raccomandazioni, un racconto quasi parlato che deve qualcosa al De André di Don Raffaè per il tono confidenziale e amaro (“tu che hai le gambe più lunghe non puoi mica ballare / a tempo di grazie le faremo sapere”), che profuma di caldi aromi d’oltralpe, anche grazie al clarinetto di Massimiliano Sacchi, e di crudo sarcasmo (“silicone atomico / che in orbita profuma / per le nostre inviate in diretta dalla luna”). Cambi di timbro e di marcia, grinta, rabbia, urla nel megafono e filastrocche per la storia delle Malemaritate, prostitute che ad effimere salvezze spirituali preferivano orgogliosamente la libertà (“le volontà celesti noi non le capimmo / tenimm sul’o cuorpo e ‘o cuorpo ce vendimmo”). Nel doppio punto di vista di Ad ogni femmina un marito l’amorevole rassegnazione di una madre protettiva (“non perdere tempo con la libertà che a rosa s’ appassisce in fretta”) sfila su un senso di pienezza che rimanda ancora a Faber, quello di Anime Salve.
Al centro dell’album, Freva e criscenza è un misterioso ricordo d’infanzia, la scoperta del magico, il confronto con le paure e l’ignoto. Una cantilena risuona nel buio silenzioso di una stanza turbata da un lume di candela e da un’ombra. L’ombra di qualcuno che rassicura e terrorizza mentre recita le sue formule, alza i suoi scudi verso il male che incombe, nell’inceppato meccanismo di un arpeggio e nei sinistri lamenti di un violoncello. La febbre inspiegabile assale le membra di chi ascolta l’arcaico rituale, curioso e impaurito, nascosto sotto l’inutile e irrinunciabile schermo di un lenzuolo sgualcito, mentre gli acuti del delirio volano altissimi, riempiono la stanza e attraversano i soffitti fino a sparire nella notte.
Ne la Controra arancione il segreto incontro di due amanti si trasforma in un fatto di sangue, sullo sfondo di una piazza assolata e omertosa in un paese qualunque del nostro Meridione. Una provincia che suona orientale ed esotica come certi Led Zeppelin, in cui la drammatica uccisione (The Samo Killer) stordisce come un incursione di beduini, violenta e affilata come il grezzo metallo degli Zu. E il sangue della violenza torna a scorrere in Quale amore riempiendo il solco profondo e stellare tracciato dall’arpa di Vincenzo Zitello, che dà voce cristallina all’anima della protagonista massacrata di botte.
Il mese del Rosario si chiude con l’omaggio doppio a Rosa Balistreri, alla sua voce aspra e antica, impastata con l’arida terra siciliana, vibrante di drammatica tensione. Buttana di to ma rispetto all’ostinato ritmo ossessivo dell’originale si frantuma in mille rivoli di accenti e sfumature imbastiti in presa diretta da Flo e Michele Maione col solo ausilio di un tamburo, alla ricerca di una dimensione primordiale del canto e della musica. La Terra ca nun senti di Balistreri è un fiume di lacrime prosciugato, una distesa desolata che leva al cielo l’ultima sua voce disperata, una voce che tocca qui, con Flo, un vertice di corposo lirismo.

Credits

Label: Agualoca Records – 2016

Line-up: Floriana Cangiano (voce) – Marco Di Palo (violoncello) – Ernesto Nobili (chitarre)

Tracklist:

  1. Vulio
  2. Bellissima presenza
  3. Malemaritate
  4. Ad ogni femmina un marito
  5. Freva e criscenza
  6. Controra arancione (Including the Samo Killer)
  7. Quale amore (Feat. Vincenzo Zitiello)
  8. Buttana di to ma
  9. Terra ca nun senti

Link: Sito UfficialeFacebook

Il mese del Rosario – streaming

Bellissima presenza – video

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