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Gudiya – June and the Well

recensione_juneandthewell-Gudiya_IMG_201512Partire dalle coste adriatiche per pubblicare presso un’etichetta giapponese, la Waterslide Records, un mini album di sei canzoni pop-rock esplicitamente ispirate alla scena emo della West Coast anni ’90 e dedicate ad una bambina di Nuova Dehli (Gudiya) vittima di violenze sessuali. Questa la sintesi della seconda prova del gruppo, che abbandona le acustiche dell’esordio, in favore di un suono più compatto ma lieve che consente di affrontare tematiche anche dolorose con disinvolta leggerezza, smussando le asprezze o confinandole in alcune intro come in Francis, che all’attacco potrebbe ricordare anche i Trail of dead, o nel feedback di Fountains. La partecipazione vocale della più versatile Matilde Davoli, col suo timbro denso e sensuale, da maggiore corpo all’armonia di S-low e un’incisività che forse avrebbe giovato in altri episodi dell’album. Il canto, infatti, si orienta qui verso linee talora troppo trasognate e sottili, specie quando ritmo e chitarre si fanno più energiche, ma forse è proprio in questo morbido e orecchiabile contrasto che si condensa la cifra stilistica dei June and the Well.

Credits

Label: Waterslide Records (Japan – 2015)

Line-up: Luigi Selleri (voce/chitarra) – Stefano Tombari (chitarra/voce) – Thomas Koppen (basso) – Luca Bartolucci (batteria) – Matilde Davoli (voce)

Tracklist:

  1. Francis
  2. Gudiya
  3. From the ashes of your heart
  4. S-low
  5. Fountains
  6. The bend

Link: Sito Ufficiale, Facebook

Gudiya – streaming

 

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