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Trascendere dai meccanismi che ci inchiodano a terra per migliorarci come esseri umani: intervista a Davide Tomat.

Davide Tomat è conosciuto come leader dei N.A.M.B. e dei Niagara. Il 5 marzo 2012 è uscito 01-06 June, il suo album solista. Un album che si stacca totalmente dal rock elettronico dei N.A.M.B. per tuffarsi in atmosfere ambient con brani dilatati in cui sono i suoni sintetici e digitali a farla da padrone. Un album che ci ha incuriositi molto perciò abbiamo colto l’occasione per farcelo raccontare dall’artista torinese.

Ti conosciamo come leader dei N.A.M.B. e dei Niagara e adesso arriva questo progetto solista. Da dove è nata l’esigenza di fare tutto in proprio?
L’esigenza c’è sempre stata. Già nel ‘97 avevo composto un po’ di brani con solo l’utilizzo della mia voce, ma poi avevo lasciato perdere il progetto perché preso da mille altri e forse perché non troppo sicuro della proposta musicale, forse troppo azzardata. Credo sia cambiata la consapevolezza in me stesso che mi ha indotto a pubblicare i miei esperimenti sonori solitari. Durante il periodo in cui suonavo live con i N.A.M.B. spesso mi ritrovavo ad improvvisare da solo con il set up che usavo con loro dal vivo per ore e ore e trovavo interessante quello che usciva. Così, appena il mio studio è stato libero per una settimana, per l’esattezza dal 1 al 6 giugno 2010, ho deciso di improvvisare tutti i giorni da solo registrando tutto il materiale sonoro che producevo su multi traccia per poter ascoltare ed eventualmente editare quello che è uscito spontaneamente. Il risultato è 01-06JUNE.

01-06 June è nato in sei giorni, appunto. Parlacene nel dettaglio…
Come ti dicevo, ho sfruttato una settimana di totale esilio dal mondo esterno. Sono rimasto chiuso in studio da solo, non è passato nessuno a trovarmi, ne sono mai uscito e così ho avuto modo di perdermi totalmente in quello che stavo facendo. Ho improvvisato per sei giorni di fila con la mia voce filtrata attraverso loopers, kaoss pads, laptop, delay e in più la mia chitarra e il mio moog, sincronizzando tutti i vari loopers in modo che tutto il materiale sonoro da me prodotto fosse sempre a sincro. Dopo aver registrato tutto su tracce separate ho iniziato ad ascoltare il materiale ed ho individuato 36 tracce. Lo stato poco cosciente in cui mi sono trovato in quei sei giorni mi ha portato a pensare che forse qualche eco energetico di eventi accaduti nel passato o che qualche congiunzione astrale riproposta in qualche modo mi avesse influenzato in quel viaggio sonoro e così ho fatto un po’ di ricerche su wikipedia e ho scoperto moltissime cose avvenute in quei sei giorni. Ho cercato gli eventi che si abbinavano al mood dei pezzi che avevo realizzato e poi una volta deciso il senso emotivo storico di ogni pezzo ho lavorato in quella direzione in editing.

I titoli di 01-06 June sono per lo più d’ispirazione spaziale. Che cos’ha lo spazio e tutto quello che ci gira intorno di così ipnotico da poter arrivare dentro un album?
Tutto. Come diceva Spinoza, “la finitudine dell’uomo si fonda sull’infinito“. Io credo che osservare lo spazio sia come osservare dentro noi stessi e viceversa. Accrescere e acquisire la conoscenza, nel senso di creazione intellettiva ed emotiva, nel senso di consapevolezza, ci permette di avvicinarci all’infinito. Staccarsi dalla dimensione corrente in cui viviamo per cercare di entrare in contatto con altre dimensioni è necessario per sviluppare una maggiore consapevolezza in noi stessi e del tutto. Solo se riusciamo a trascendere dai meccanismi che ci inchiodano a terra, a questa società a queste assurde regole che noi uomini abbiamo deciso per noi stessi, a questi assurdi limiti che ci siamo imposti forse possiamo migliorarci come esseri umani ed essere degni di portare questo nome. Guardare e cercare dentro noi stessi equivale per me a guardare e cercare fuori di noi, ma non nel mondo che conosciamo, non nella società, ma nella natura, nell’universo, nell’ armonia che regola l’universo che noi ignoriamo, nelle cose che non conosciamo ma che sentiamo pur senza vedere perché sono già parte di noi. Solo così possiamo avere una visione lucida e globale di quello che siamo e possiamo capire realmente come rispettarci, come rispettare l’universo che siamo, come rispettare il pianeta su cui viviamo e le persone che ci circondano, solo rendendoci conto che siamo parte del tutto, che il tutto è dentro di noi, che il tutto di cui facciamo parte è un essere vivente come lo siamo noi. Solo imparando a conoscere realmente noi stessi possiamo imparare a conoscere ciò che ci circonda e viceversa. E poi l’universo è armonico e bellissimo!

E’ uscito un video per il brano 1984, ce ne vuoi parlare?
Sono molto soddisfatto del video 1984. Oltretutto è il primo video ufficiale che realizzo con il mio socio di studio e di band, Gabriele Ottino. Abbiamo ragionato tanto sul video cercando di rimanere nel concept dell’intero disco. Trasportati dal titolo del brano, deciso perché il libro di Orwell è stato pubblicato il 6 giugno 1948, abbiamo deciso di raccogliere informazioni riguardanti gli eventi accaduti nel 1984 e abbiamo collezionato materiale grafico. Cercando di non essere troppo didascalici, abbiamo elaborato quel materiale trasformandolo in qualcos’altro e il risultato è interessante. A breve Gabriele realizzerà anche la versione “director’s cut” senza le mie parti, esclusivamente psichedelica, ma per l’uscita ufficiale abbiamo deciso di introdurre spezzoni di realtà che mi raffigurassero nell’osservare gli eventi del 1984 al punto di essere anche io trascinato all’interno di quella che è la totale digitalizzazione virtuale che stiamo vivendo. Alla fine del video anche io sono archiviato e pixelato!

Dobbiamo vedere 01-06 June come un esperimento, una sorta di parentesi tra i tuoi progetti, o pensi avrà un seguito?
Sicuramente è un esperimento che non si fermerà qui, gli esperimenti non si fermano mai. Verso l’estate o verso ottobre pubblicherò gli outakes di 01-06 June, che sono circa una decina, credo sotto il nome OUTOMAT, e poi mi farò venire altre idee per il prossimo disco. Le idee a dire il vero ci sono già e sono tante, devo solo capire quali di queste mettere in pratica.

E’ previsto un tour per far conoscere il tuo album in giro per l’Italia?
Sì, sto cercando di organizzare un tour nelle gallerie d’arte ma anche in locali. Al momento mi sto dando da fare in questa direzione per cercare di portare il disco in giro il più possibile.

Un Ep appena pubblicato con i Niagara, un album solista e con i NAMB? Ci sono novità all’orizzonte?
Proprio in questi giorni sto chiudendo il nuovo disco dei Niagara che dovrebbe uscire ad ottobre sempre con Monotreme Records. Riguardo ai N.A.M.B. l’idea per il nuovo disco è già nella mia testa, il problema è trovare il tempo e la concentrazione giusta per realizzarlo. Ma prima o poi il terzo capitolo della saga N.A.M.B. uscirà e sarà una bomba! Non posso mancare anche perché altrimenti Silvio mi uccide.

Lovely Place – Preview

1984 – Video

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