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s/t– A dog to a rabbit

adtarSottotitolo: less is more. Il disco omonimo degli A dog to a rabbit si serve di pochi elementi, l’abc minimo del rock. Basso, chitarra e batteria sono quanto basta al trio toscano per dar vita a una tracklist davvero interessante. Un suono maturato evidentemente grazie agli ascolti di tutta una giovane vita, anzi di tre, per cui ci potrete ritrovare un bel numero di influenze, potrete giocare ad individuare un cantato alla Cobain, l’aggressività ritmica dei Queens of the stone age, la maestria melodica con cui Dave Grohl costruisce brani che si insinuano dal primo ascolto.
Questo disco funziona, c’è una bella amalgama di suono, ogni musicista coglie il momento esatto per sopraffare gli altri e prendersi tutta l’attenzione. Non di sole chitarre ruvide si vive, ma anche di una sezione ritmica che si muove precisa e incalzante (provare per credere: Rock Abuse, Bedlam Minds e 4 rules), e in un disco c’è spazio anche per brani meno tirati, come la title-track, per rallentare il ritmo e riprendere fiato prima di ripartire.
Pochi gli ingredienti per un gustoso risultato. Rinunciando a ogni surplus, gli A dog to a rabbit confezionano un album buono per gli integralisti dell’indie rock come anche per l’onnivoro pubblico della tv musicale. Onore al merito per aver trovato una strada propria, riuscendo a seguire un percorso che non sia solo l’inseguimento di qualcuno venuto prima.

Credits

Label: Lady Lovely – 2010

Line-up: Marco Burroni (voce, basso) – Davide Mollo (chitarra, voce) – Donald Renda (batteria).

Tracklist:

  1. Rock Abuse
  2. Flavor
  3. I Can’t Stay Out Of
  4. Liar
  5. Milkshop
  6. Bedlam Minds
  7. 4 Rules
  8. A Dog to a Rabbit
  9. Animal Face
  10. Chemical
  11. Like a Play

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