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One for all all for one – Mquestionmark

mquestionmarkGli Mquestionmark esistono oramai da diversi anni, e precisamente da quando nel 2005 Luca Verzelloni, Simone Rocchelli e Laura Sghedoni abbandonano i rispettivi progetti, Joe Leaman, Julie’s Haircut e Il Giorno Del Pou, per formare una nuova band all’insegna del rock e del punk. Un percorso durato quattro ep ed un album, Absolutely Pizza del 2007, prima di giungere a questo nuovo lavoro, One for all all for one. Una cosa è chiara sin da subito: i brani devono forti tributi a quell’estetica di concepimento un po’ punk del DIY. Poca roba, strutture semplici, atmosfere un po’ di strada e che suoni tutto fottutamente potente e rumoroso. Se questa filosofia resta comunque fondante ogni brano, gli emiliani mostrano anche un’ottima apertura verso la melodia, i cambi armonici. Un sound garage, deciso e diretto, senza troppi fronzoli, che sa strizzare l’occhio tanto al post-punk e alla new wave fino all’hardcore dei Fugazi, tanto all’indie rock dei Pinback. Così se i due bassi, caratteristica tipica del loro sound di sempre, pulsano a più non posso ora puliti e profondi, ora distorti e sferraglianti, a questo giro si aggiunge anche la chitarra di tanto in tanto a dilatare il tutto, a rendere le atmosfere più noise, più sporche, a sorreggere le due solide voci, maschile e femminile, che si alternano con vigore. I Hate My Work e Demolition Dailyplanner sono cazzotti nello stomaco, riff compatti e pomposi che colpiscono così forte che nemmeno hai il tempo di sentire il dolore. Stupefacenti invece Banana Bee ed Exhausted che mostrano, nella loro brevissima durata, un misto perfetto tra la solita attitudine rock dai groove spasmodici e le trovate armonicche degne del grande pop d’oltremanica, soprattutto nelle melodie vocali col basso che si fa conduttore di armonie. Melodicità britannica che si mostra tutta su Horse Anthem, mentre Dream of Carrott danza su riff di basso che tradiscono un istinto ballerino, ammiccando a certe ritmiche da dancefloor. Un calo forse si manifesta nella seconda parte del lavoro, Bomb in a Hand di certo non entusiasma più di tanto. E se Swot Ridicolous Joey stenta ad uscire dalla ripetitività ossessiva di un basso che gira sempre su se stesso, Hoarse for Tuna è la perfetta dimostrazione dell’influenza del sound degli americani Pinback, pur se non espresso alla perfezine. Qualche raggio di luce più luminoso spunta dalle due voci su My Friend e sulla conclusiva e ottima Through the Billboard, che invece si destreggia molto bene tra batteria minimale, bassi sovraincisi e intrecciati alla chitarra elettrica pulita, parti vocali curate, intrecci e cori distribuiti con perizia, rhodes che rende il tutto più melodioso e squisitamente pop. Complice l’ottima produzione di Andrea Sologni (già fonico di Giardini di Mirò), One For All All For One è un disco positivo nel complesso, che mostra tanti spunti interessanti e piacevoli da ascoltare, che sa alternare momenti davvero molto positivi ad altri un po’ meno convincenti, che sa fare dell’immediatezza e della semplicità di strutture il proprio punto di forza, complice anche la scelta fondamentale della breve durata dei brani e quella complessiva del disco (di poco supera i 30 minuti). Una forza che si manifesta tutta puntando sull’impatto del sound ma senza dimenticare la perizia compositiva, ammiccando in più occasioni a quella melodia che ti fa sembrare tutto più bello.  Di certo non si parlerà di capolavoro ma comunque si aprono ottimi spiragli per una scena italiana esportabile.

Credits

Label: Bad Trip Records/Unhip Records – 2009

Line-up: Simone Rocchelli (Bass) – Laura Sghedoni (Bass, vocals) – Luca Verzelloni (Drums, vocals) – Filippo Rosi (Synth, guitar). Fundamental ingredient is the cooperation with Andrea Sologni (Gazebo Penguins, My Awesome Mixtapes, Irma Vep and sound engineer for Giardini di Mirò) which played among different tracks on the album using a korg MS10, a Fender Rhodes, a vibraphone and banjo guitar. Together with the band, Andrea has mixed the album in January 2009 at Il Borgo Studio in Tuscany. Alessandro Zanotti (Death of Anna Karina) is another key figures in the sound of the record, playing electric guitars on Banana Bee and Horse Anthem. Last but not least Filippo Rosi, recorded electrig guitars on the opening track of the record: I Hate My Work

Tracklist:

  1. I Hate My Work
  2. Demolition Dailyplanner
  3. Banana Bee
  4. Horse Anthem
  5. Exhausted
  6. Dream Of Carrot
  7. Swot Ridicuolus Joey
  8. Bomb In A Hand
  9. Hoarse Big Tuna
  10. My Friend
  11. Through the Billboard

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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