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500 – Paolo Benvegnù

500Cinquecento istanti. Cinquecento sogni. Cinquecento colori. Cinquecento sfumature. Cinquecento aliti di vento. Cinquecento volte. Cinquecento voli. Cinquecento onde. Cinquecento passi. Cinquecento giorni d’Amore da raccontare e cantare. 500 è il titolo con cui Paolo Benvegnù firma il suo nuovo lavoro. È un traguardo e un’evoluzione in musica e parole. È un movimento assoluto e incondizionato tra la fermezza della terra e l’oscillazione del mare. Una copertina essenziale, bianca e candida, attraversata da un rosso pesce combattente, descritto con precisione all’interno: non casuale la scelta di una specie in cui il maschio si occupa anche con veemenza del nido e delle uova con l’unico scopo di proteggere il loro contenuto prezioso. Questo lo stesso messaggio nascosto dietro l’uomo che ama e travolge. Un uomo concreto con desideri buoni e risoluti. Dall’altra parte una donna lieve e delicata, un personaggio più etereo, avvolto in sogni e attese. L’allegoria è chiara nell’allusivo rimbalzo tra la terra rossa e pazza e il mare instabile, luogo della distanza. 500 è anche il primo brano che dà respiro all’ep. Un uomo disilluso parla per immagini ben definite riportando tutto su un piano molto reale. “Non hai sentito questa notte tuo padre danzarti nelle vene… Non hai sentito questa notte le mani di tuo figlio accarezzare. Non era un sogno. È tutto ciò che devi conquistare.” Come a dire che nulla è scontato, nulla è dono gratuito ma gioia da preservare e costruire con costanza. A seguire, Nel silenzio, già perla di rara bellezza di 14-19, qui rivisitata in un nuovo arrangiamento che la rende ancora più ricca e delicata al tempo stesso. La numerologia si abbraccia sempre strettamente alla poesia della scrittura di Paolo Benvegnù, e in questo lavoro più che mai, come dimostrano i brani 75 giorni e Marzo 13. Il primo è una conta di momenti di purezza vissuta e trattenuta tra la pelle e il cuore. Ancora una volta però si cela tra le righe una sorta di velata diffidenza. “Come puoi amare se non hai mai odiato. Tutto è irraggiungibile nella bellezza”. La speranza non perde mai ragione di essere: “vestiti come una sposa, nell’alba accecante di rose. Tutto è possibile”. Il secondo altro non è che una richiesta di gesti e attenzioni, al di là di quelle parole capaci di perdere il senso e la direzione. “Toccami non c’è più tempo. Guardami con disincanto. Baciami come qualcosa da imparare. Tienimi dentro di te, cancella la velocità. E poi senza un solo movimento scagliami lontano”. Il contatto e la sua ricerca sono mezzi per frantumare la perfezione forzata che la distanza crea. In Superstiti l’armonia cantautorale si fa morbida su un pianoforte isolato e la voce dolce e matura di Benvegnù. Un inno alla fragilità del pensiero e del corpo di fronte ad un destino che sembra non seguire alcuna logica. Un ritornello che si arricchisce della forza di tutti gli strumenti della band e della partecipazione di Filippo Brilli ai sassofoni per donare ancora una frazione di tempo in cui chiudere gli occhi e sentirsi pieni. “Ora è un altro giorno che non ci dividerà. Luce persa che non ti abbandona. Stanotte è il vestito che ci sceglie.” Un ep che non delude le aspettative di chi lo attendeva. L’ennesima conferma di un giusto compromesso tra una scrittura di rara intensità e arrangiamenti sempre all’altezza in un confronto da cui ne esce sempre vincitrice l’Arte. Quella vera. Quella da ascoltare per inebriarsi. Quella che non ingabbia ma libera. Quella di chi la conosce e la ama. Quella che Paolo Benvegnù e compagni sprigionano per i ventidue minuti. Quella che viene proiettata in vortici una volta che ci si allontana dall’ascolto.

Credits

Label: La pioggia dischi/Venus – 2009

Line-up: Andrea Franchi (batteria, chitarre, pianoforte) – Guglielmo Ridolfo Gagliano (violoncello, chitarre, pianoforte) – Luca Baldini (basso, cori) – Igor Cardeti (chitarre) – Michele Pazzaglia (fonico) – Paolo Benvegnù (voce, chitarre) – Filippo Brilli (sassofoni in Superstiti)

Tracklist:

  1. 500
  2. Nel silenzio
  3. 75 giorni
  4. Marzo 13
  5. Superstiti

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500 – Preview

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2 commenti

  1. 500 parole per descrivere il silenzio.
    75 giorni per amare il vuoto e ricostruire.
    13 battiti del cuore.
    Superstiti. Nella mia vita. Oggi.
    Paolo. 15 anni. Nella mia vita. Sempre. Grazie.
    Soprattutto oggi. Da una Superstite.
    Viviana.

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