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Oltre che musicisti siamo ascoltatori: intervista agli Yuppie Flu

Si conclude con la band indie di Ancona, Yuppie Flu, la serie di interviste realizzate nel corso dell’Atellana Festival 2008. Un gruppo che da oltre dieci anni si può considerare un esponente di spicco del panorama indie italiano. Nati come coronamento di un’amicizia.
Francescopaolo Chielli racconta a Losthighways la nascita di Fragile Forest (un album dalle atmosfere ovattate eintrise di malinconia) e la decisione di distribuire il disco in formato mp3 in free download.
Quattro chiacchiere con un musicista che prima di tutto è un ascoltatore di musica. (Foto by Candido Romano)

Fragile Forest è il vostro ultimo lavoro. Ci racconti come e quando è nato?
L’album è uscito ad aprile 2008 e ci abbiamo lavorato tutto l’anno precedente. Semplicemente, come in passato, io e Matteo ci siamo messi in una stanzina piccolina e abbiamo tirato giù tutte le canzoni che  pian piano sono diventate più grandi. C’è una genesi abbastanza naturale: prima è un seme piccolo poi cresce.  Viene tutto dall’esperienza che un musicista ha accumulato negli anni perchè andando in giro gli vengono delle idee, vede delle cose, incontra della gente e quando è ora di metterle giù c’è del materiale.

Per la distribuzione di Fragile Forest avete optato per due versioni diverse disponibili sul vostro sito: il download in formato mp3 con il prezzo stabilito dal pubblico oppure il download in formato mp3 con il cd in edizione speciale limitata. Cosa vi ha portato a questa scelta?
Già quando abbiamo fatto il disco precedente, Toast Masters, nel 2005 avevamo pensato di fare una cosa offerta in free download però i tempi probabilmente ancora non erano maturi. Già allora avevamo in mente  che per l’album successivo avremmo fatto  qualcosa del genere perché non è che noi viviamo nel passato, sappiamo benissimo la musica dove va e per certi versi ce la mandiamo anche noi in quel senso. Oltre che musicisti siamo chiaramente ascoltatori e ci comportiamo come tutti gli altri nel senso che se mi piace un disco prima me lo scarico e poi, se proprio voglio, esco e lo compro o lo compro via internet. Quindi secondo me, visto che il mercato va in quel senso e anche la fruizione della musica, non c’è altra via. Riguardo le due possibilità… semplicemente più possibilità si danno all’acquirente, a chi è interessato, più  il cliente potrebbe rimanere soddisfatto trovando quello che cerca.

A proposito di musica in rete, cosa pensi del Creative Commons, MySpace?
Il materiale alla fine è tantissimo. Manca il tempo e anche magari la voglia di sentirlo tutto, quindi forse adesso c’è anche un po’ di sovraccarico. Però sicuramente abbiamo a disposizione tanta musica, di tutti i tipi e da ogni parte del mondo e questa non può che essere una cosa positiva.

Pensavo alla vostra esibizione di poco fa. Avete chiuso l’Atellana Festival ad un’ora sicuramente non accessibile a tutti visto che domani è lunedì. Però ho notato che il pubblico presente era molto partecipe…
Noi amiamo il nostro pubblico. Lo prenderei tutto e me lo porterei a casa!

Quanto conta per voi il live?
Il live è l’aspetto più bello del fare il musicista perché implica il riscontro immediato.  Ti accorgi subito se non piaci e altrettanto subito vedi che ci sono persone che ti seguono.

C’è un’immagine del vostro tour alla quale sei più legato?
Questa è una domanda interessante, però avresti dovuto farmela a mezzogiorno cosi adesso avevo la risposta. Mi ricordo di una persona che parlava al contrario. Comunque andando in giro se ne vedono veramente troppe. Infatti dopo un po’ bisogna che fermarsi un attimo, prendere una pausa e poi ripartire. Comunque in giro ti imbatti in immagini incredibili. Adesso magari pensandoci capirò qual’è, però adesso non ti saprei dire una precisa che rappresenta tutto.

Grazie
Grazie a te.

Blue Plot – Preview

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