“C’è un luogo dove tutto ricomincia, dove il corpo si scioglie e la mente smette di fare resistenza.” La fonte è questo luogo. È il nuovo rito di Cosmo, il suo modo di tornare a chiamarci — non più dalle “voci” che ci assediavano in L’ultima festa, ma da un punto ancora più profondo, quasi pre-linguistico, dove il suono diventa carne, sudore, trance, liberazione. Cosmo aka Marco Jacopo Bianchi continua a leggere lo spleen delle generazioni nate negli Ottanta, ma qui lo fa con una maturità diversa: non più il disorientamento di chi cerca una notte infinita, bensì la consapevolezza di chi ha attraversato il caos e ora vuole trasformarlo in energia, in comunità, in respiro condiviso. La sua scrittura resta diretta, viscerale, ma si apre a una dimensione quasi rituale, come se Battisti e Battiato si fossero dati appuntamento in un club alle quattro del mattino, mentre Nicolas Jaar e The Field manipolano il tempo dietro la consolle. Dal punto di vista sonoro, La fonte è un laboratorio febbrile. Cosmo piega i synth, li plasma, li fa vibrare come membrane vive. Le sue atmosfere dancefloor non sono mai caciarone: sono ipnotiche, melodiche, profondamente fisiche, capaci di evocare tanto la malinconia dei Perturbazione quanto la sensualità rarefatta di certi progetti internazionali — dai primi Daft Punk alla spiritualità elettronica di Senni, passando per un’eco lontana di MGMT e Sohn. Ma, come sempre, il punto è che Cosmo somiglia solo a se stesso. Il disco è un flusso continuo: non cerca il tormentone, non strizza l’occhio alle classifiche, non vuole piacere. Vuole aprire. Vuole che chi ascolta si lasci attraversare. Ogni traccia è un piccolo rito: c’è la danza che guarisce, la voce che diventa mantra, il beat che pulsa come un cuore collettivo. È musica che non intrattiene: trasforma. Se L’ultima festa era la fotografia di una generazione sospesa, La fonte è il suo tentativo di rinascita. Una rinascita sudata, imperfetta, ma necessaria. Un disco che non si limita a interpretare l’umore del presente: lo scava, lo smonta, lo rimette in circolo. Cosmo firma così uno dei lavori più liberi e radicali del cantautorato elettronico italiano. Un invito a tornare dove tutto nasce. A bere. A lasciarsi andare.
Credits
Label: Sony Music – 2026
Line-up: Cosmo (Marco Jacopo Bianchi) – scrittura, voce, produzione, synth, programmazioni
Tracklist:
1. Tornare alla fonte
2. Ciao
3. Totem e tabù
4. Ogni giorno / ogni notte
5. La fine
6. Parlare con te
7. Per un’amica
8. Per mio fratello
9. Incanto
10. Venite a vedere
11. Sboccia il fiore
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