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Un’idea che diventa urgenza: intervista @ Enzo Moretto (…A Toys Orchestra)

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Ecco gli …A Toys Orchestra del 2018, con il loro magnifico album Lub Dub, con la magia che li caratterizza sul palco, con la loro simpatia sincera, con la loro qualità musicale indiscutibile.
Con il nuovo album hanno arricchito cuori e menti di chi li attendeva da ben quattro anni, e non hanno deluso le aspettative. La passione della band si può assaporare in ogni brano di questo nuovo album che, insieme ad Enzo Moretto, abbiamo voluto conoscere in modo più approfondito rivolgendogli alcune domande.
Dopo aver letto questa intervista il nostro consiglio è di controllare le date del tour e segnarvi in agenda quella più vicina a voi!

L’ultima esperienza degli …A Toys Orchestra prima di entrare in studio a registrare Lub Dub è stata al fianco di Nada Malanima nel roulo di tour band. Come si è sviluppato il rapporto con Nada e cosa portate con voi da quell’esperienza?
Con Nada è stata una piacevole parentesi della nostra carriera. E’ stata lei a volerci per il suo tour. A noi la proposta piacque fin da subito perché non banale. L’idea di confrontarci con un tale repertorio era cosa a dir poco stimolante a patto che ci venisse concessa la possibilità di poter conferire il nostro tocco. La cosa è piaciuta subito ad entrambi e ne è conseguito un lungo ed emozionante tour.

Perchè proprio “lub dub”? Come è stato concepito questo titolo?
Lub” e “Dub” sono i due suoni che emette il cuore durante il pompaggio del sangue. Sono a tutti gli effetti due parole vere proprie che il cuore umano pronuncia e che accomuna tutta la specie senza distinzione alcuna. E’ un mantra che ci batte nel petto e che è la voce di tutti. All’atto pratico è una fredda scoperta medico-scientifica ma io ci ho visto un gran potenziale onirico, al punto di non aver alcun dubbio nel sceglierlo come titolo. Il disco poi, le sue atmosfere, il suo andamento nonché i suoi testi, si confanno perfettamente a tale suggestione.

Sono nate prima le canzoni spontaneamente o c’è stata preventivamente una precisa volontà, un’idea di disco che ha governato anche l’aspetto creativo?
Esistevano delle bozze molto spartane fatte velocemente, dei promemoria, frammenti di pianoforte e voce o poco altro, alle volte registrate sul cellulare. Ad un certo punto inaspettatamente il disco ha “bussato” alla nostra porta ed è entrato. E’ accaduto tutto molto velocemente. Sarà stato il fatto che erano trascorsi quasi quattro anni dal precedente, oppure che stavo attraversando un periodo non semplice, ma è avvenuto come un parto violento. Quella che era un’idea è diventata un’esigenza, un’urgenza. Neppure un mese di sala prove ed avevamo già una dozzina di canzoni pronte. A quel punto abbiamo preferito non perdere altro tempo, per cui siamo andati in studio e abbiamo terminato il lavoro di arrangiamento direttamente lì, facendolo nascere in tempo reale. In questo modo abbiamo lasciato ampio margine alla spontaneità e abbiamo lasciato che venisse fuori la sua natura senza troppi artifici.

Lub Dub, rispetto ai precedenti dischi, porta in grembo suoni diversi, ma soprattutto atmosfere differenti. In questo album è quasi annullata ogni forma di euforia (la gioia è più composta, forse più adulta), c’è molta malinconia (non solo negativa, ma anche quella carezzevole), i colori sono molto tenui (la copertina in bianco e nero non sarà un caso). Rappresenta in toto l’attuale realtà artistica degli …A Toys Orchestra oppure è solo uno dei volti della band?
Questo disco preserva una natura immacolata, quasi ingenua. I sentimenti in esso contenuti non sono quindi filtrati da alcun espediente. Non è stato il tempo materiale. Volevo venisse fuori in tutta la sua fragilità, senza doverla nascondere, ma addirittura farne un punto di forza. Tutto doveva viaggiare contemporaneamente: suono, testi, immagini. Lub Dub è un disco che ostenta la vulnerabilità senza giocare a fare i depressi, ma anzi utilizzando la fragilità come spinta propulsiva. Il pezzo di benvenuto recita, non a caso, ossessivamente “I need more than I need” – “ho bisogno più di quanto ho bisogno”. A mio modo di vederla non bastarsi è un modo per non accontentarsi, non assopirsi. E’ una forma trasversale di ambizione e lungimiranza. E’ un disco assolutamente positivo, solo in modo differente da come siamo abituati a percepire tale termine.

Nei credit del disco leggo: “musica e parole di Enzo Moretto”. Si tratta quindi, più di prima, di un disco più personale rispetto ai precedenti?
Musiche e testi li ho sempre scritti io, sin dal primo album. Poi insieme si fanno le scelte e si scrivono gli arrangiamenti, cose non certo meno importanti. Di certo in quest’ultimo disco ci sono alcuni elementi che mi riguardano più strettamente. Ma un disco, a mio avviso, non è mai “personale” al 100%. Lo è forse quando lo si crea, ma una volta pubblicato, ognuno ci sentirà qualcosa di uguale o diverso rispetto a quello che ho pensato io, e avrà ugual valore rispetto all’idea iniziale. E forse è questo il bello della musica. L’alchimia che si genera con chi è dall’altra parte. L’empatia, il conoscersi anche senza conoscersi.

Una cosa che trovo molto bella degli …A Toys Orchestra è lo stile inconfondibile. Seppure Lub Dub sia particolarmente differente dai precedenti album, è riconoscibile la firma della band. Non si notano nemmeno influenza dirette, anche se, però, vorrei citare due personaggi della musica che mi sono apparsi nella mente durante l’ascolto di due brani del disco. Non ti spaventare: David Bowie e Nick Cave. Rientrano nei tuoi ascolti? A quali brani pensi li abbia associati?
Impossibile non spaventarsi! Sono onorato da tale paragone ma la cosa mi fa inevitabilmente arrossire. Sono due dei miei miti in assoluto, forse quelli che amo di più e ho nei loro confronti una riverenza enorme. Di sicuro è questo il motivo per cui riesci a sentirli. Cerco però di trattare le influenze sempre con gran rispetto, di farne tesoro e di “digerirle” per ritrasformarle, senza mai cimentarmi in qualche goffa reinterpretazione. I due brani a cui ti riferisci adesso non saprei identificarli, forse Lub Dub per Nick Cave e Dance Lady Dance per David Bowie.

Qual è il brano di Lub Dub che ti emoziona maggiormente? Quale invece ritieni potrebbe avere il miglior riscontro dal pubblico?
A costo di sembrare banale, non riesco a scegliere un brano che io trovi superiore all’altro. Sarà perché non riesco ad immaginare questo disco se non nel suo insieme, come un unico romanzo e non undici capitoli distinti. La canzone che dà il titolo al disco, quindi Lub Dub, è in questo momento una delle più apprezzate. Anche More Than I Need, Show Me Your Face e Candies & Flowers stanno avendo un riscontro molto soddisfacente sia online che dal vivo.

Il tour è iniziato con il release party di Sabato 28 Aprile al Locomotiv di Bologna ma presto tornerete ad esibirvi in città (15 Giugno inaugurazione BOtanique 2018). Come ci si approccia all’idea di suonare nella città nella quale si vive? Maggiore tensione o ci si sente in un porto sicuro?
E’ sempre bello suonare davanti a un pubblico familiare, ammetto però che la cosa mi emoziona sempre un pochino in più rispetto ad altri luoghi.

Il tour è iniziato da poco, ma avrete sicuramente già vissuto alcune emozioni importanti da inserire nell’album dei ricordi più intimi. Un tuffo al cuore, un imbarazzo, una risata veramente divertita, una delusione, una gioia: hai voglia di condividere con noi un “vostro momento”?
Nonostante i toni scuri propri della nostra musica, noi siamo dei gran caciaroni. Insomma, crediamo comunque che poter andare in tour, girare per le città, avere la fortuna di avere un pubblico che ti sostiene, sia una piccola grande benedizione che va santificata. Sappiamo anche che non durerà in eterno, motivo per cui non ci facciamo mancare mai nulla, dalle grandi mangiate di prodotti del luogo ai fiumi di vino con relativi festeggiamenti. Dopo il concerto di solito affolliamo i camerini di amici e fans e facciamo un gran casino, che spesso si prolunga in qualche locale o finanche nelle camere di hotel. Alla data inaugurale di Bologna alcune ragazze ci hanno portato una torta con la decorazione della copertina, e delle bottiglie di liquore fatto in casa customizzato “…a toys orchestra”. Il mattino (o meglio pomeriggio) seguente, quando mi sono alzato, metà della torta era sui miei vestiti e nel mio letto. Del liquore “Toys” ovviamente non era rimasta neanche una goccia!

Per ultimo ti chiedo un’altra condivisione: cinque brani che vi stanno accompagnato in strada tra un concerto e l’altro, un assaggio di playlist “on the road” degli A Toys Orchestra in tour.
Io personalmente non amo ascoltare musica quando viaggiamo. Preferisco scambiare quattro chiacchiere con i miei sodali in furgone, oppure perdermi a guardare fuori dal finestrino o comunque fare altro, non trovo il furgone un luogo piacevole per l’ascolto, posso però provare a consigliare cinque brani a chi invece piace. Tutti made in Italy: GODBLESSCOMPUTERS – Leap In The Dark; INUDE – Man Down; BIRTHH – Chlorine; DAGGER MOTH – Ovaries; ERIO – We’ve Been Running.

#playlistLH by Enzo Moretto (…A Toys Orchestra)

 

 

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