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LUB DUB – …A Toys Orchestra

recensione_atoysorchestra-LUBDUB_IMG_201805LUB DUB, un suono, quello del cuore. Ci accomuna, ci rende uguali, ci parla da dentro. Se potessimo sentire in ogni momento il suono del cuore di chi ci passa a fianco, chissà cosa accadrebbe? Forse diventeremmo pazzi, oppure migliori.
Con l’album LUB DUB la band campana si interroga sulla profondità dell’animo, alla ricerca dell’universalità dell’essere umano. Lo fa con garbo e delicatezza, una buona dose di malinconia, un ispiratissimo mix di rock e pop.
Dal primo album Cuckoo boohoo (2004) fino al precedente Butterfly Effect (2014) gli …A Toys Orchestra hanno sempre mantenuto in equilibro la componente introspettiva (con cupe e ballate) e quella più scanzonata che sente la necessità di alleggerire la tensione (con colori e musica capace di far saltare il pubblico). In questo ultimo album invece non c’è spazio per la spensieratezza: gli undici brani di LUB DUB ambiscono a trovare la libertà altrove.
Il disco si apre con More than I need, un brano splendido, delicato ma capace di graffiare, così come Take it easy ed il suo piacevole incedere folk-rock: entrambi i brani stupiscono nel finale per le evidenti sfumature seventies che non ci si aspettava affatto. Dance lady dance è una lieve ballata caratterizzata dal piano e dallo spirito di David Bowie che per un istante, in piena notte nel segreto di quattro mura, deve aver sussurrato all’orecchio di Enzo Moretto. Colori desaturati e suono pienissimo per Tiger Claw; leggerezza di voci in coro, chitarre acustica, claphands in Like a Matisse. Suoni tipicamente desertici fanno invece di Show me your face uno dei brani più struggenti ed emozionanti di questo album. Sul finale basso, tastiere e batteria accompagnano la bellezza di un banjo, crescendo, crescendo con un fischiettio ed i cori, crescendo insieme al groppo in gola e alla pelle d’oca, crescendo tra Sergio Leone, Nick Cave e gli Arcade Fire. Il mondo onirico prende il sopravvento nel pianoforte e negli incroci di voci di Moretto e Ilaria De Angelis, eccedendo forse nella dose di zuccheri presenti in Candies & Flowers. La lontananza dal climax colorato di Butterfly Effect si fa sentire anche in Believe: canzone equilibrata, con ritornello orecchiabile ma che non concede distrazione. My body is a lie spinge la band (in modo più che convincente) nel territorio soul-blues metropolitano caro alla newyorkese Joan As Police Woman, mentre Someone like you risuona nell’aria come la perfetta canzone piano e voce, da ascoltare sdraiati sul letto, con gli auricolari nelle orecchie a farci scudo dal mondo intero. Sul finale la titletrack Lub Dub a dare ossigeno ad un ascolto magnifico ma che mette alla prova il cuore. Lub Dub è un balsamo per le ferite, una carezza portatrice di speranza, la chiosa di un viaggio che diventa necessario ripetere più e più volte.
C’è tanta bellezza in questo album, c’è tanto cuore.
Lub Dub – Lub Dub – Lub Dub – Lub Dub – Lub Dub – Lub Dub – Lub Dub…

Credits

Label: Alba Bianca / Urtovox – 2018

Line-up: Enzo Moretto (musiche, parole); suonato da Enzo Moretto, Ilaria De Angelis, Raffaele Benevento, Andrea Perillo, Julian Barret; prodotto da Giacomo Fiorenza

Tracklist:

  1. More than I need
  2. Take it easy
  3. Dance lady dance
  4. Tiger claw
  5. Like a Matisse
  6. Show me your face
  7. Candies & Flowers
  8. Believe
  9. My body is a lie
  10. Someone like you
  11. Lub Dub

Link: Sito Ufficiale, Facebook

LUB DUB – streaming

More than I need – video

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