Home / Recensioni / Album / s/t – Blindur

s/t – Blindur

COVER_BLINDUR_900pxIl male di questo secolo è la velocità della percezione delle cose. Tutto è visione immediata consumandosi in una manciata di secondi senza stato di memoria, solo byte che non rivedremo mai più. Ecco che sottrarsi a questo flusso può essere un’occasione di libertà e felicità. E’ la possibilità di andare oltre un limite fisico per trascendere la realtà e scoprire la luce che si cela dietro le piccole cose della vita come i sogni, il viaggio, i tempi della scuola, l’amico di sempre che è andato all’estero e ti manca, il lunapark dell’amore. Il progetto Blindur (in islandese significa cieco) riesce a esprimere poeticamente questa sfida di libertà e bellezza nell’inseguimento della luce della vita. Lo stato di non vedente di Massimo De Vita diventa metafora e incentivo a scorgere una strada alternativa al fiume di velocità che ogni giorno ci travolge. Con una scrittura semplice ma ricca di immagini poetiche Massimo De Vita riesce a tradurre il luccichio della nostalgia che si può rintracciare negli angoli quotidiani delle nostre vite. Siamo davanti ad un cantautorato moderno che affonda le radici nella tradizione italiana anni settanta ma attinge anche dalla quella recente, da un lato Rino Gaetano e dall’altro i Pertubazione e i Tre Allegri Ragazzi Morti. Dal punto di vista del suono siamo superiori alla media dei progetti cantautorali emergenti dall’underground italiano (lo dimostrano i sette premi, tra cui il Premio Pierangelo Bertoli 2015, il Premio De André 2015, il Premio Buscaglione 2016 guadaganti nei due anni che hanno preceduto questo album d’esordio). La bellezza e la sperimentazione del suono dei Blindur è nell’attitudine polistrumentale dei due membri Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga che tra chitarra acustica, grancassa, synth, loops, armonica, banjo, chitarra elettrica, rullante, tambourine, piatti, glockenspiel riescono a fondere le atmosfere del post-rock nord-europeo, come quello dei Sigur Rós, con la musica folk di estrazione irlandese come The Chieftains o con quella di matrice UK contemporanea come i Mumford & Sons. Se aggiungete il mixing e il mastering curato da Birgir Jòn Birgisson (Sigur Rós) e da Paolo Alberta (Negrita, Ligabue), comprenderete ancora di più la sfida di fusione sonica intrapresa dai Blindur. Questo disco d’esordio contiene canzoni dall’alto tasso emozionale, tra tutte spiccano Aftershock, Solo andata, Foto di classe, Vanny e Lunapark con la partecipazione di Bruno Bavota. Un disco così prezioso ti regala la forza di andare avanti, di apprezzare la bellezza della vita. Un disco così è destinato a restare.

Credits

Label: La Tempesta Dischi – 2017

Line-up: Massimo De Vita (voce, chitarra acustica, grancassa, synth, loops, armonica, basso, organo farfisa, percussioni addizionali) – Michelangelo “Micki” Bencivenga (cori, banjo, chitarra elettrica, rullante, tambourine, piatti, glockenspiel).
.

Tracklist:

1. Aftershock
2. Canzone per Alex
3. Solo andata
4. Foto di classe
5. XI Agosto
6. Vanny
7. Imprevedibile
8. Contrometafore
9. Lunapark feat. Bruno Bavota
Link: Facebook.

Album – streaming

Foto di classe – video

Ti potrebbe interessare...

FIR.Y81

Con ghiaccio – Giovanni Succi

Debutto solista Con ghiaccio per Giovanni Succi. Presa una pausa dai Bachi da Pietra, il cantautore …

Leave a Reply