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Chronicles – Mokadelic

chronicles_mDare suono a degli stati d’animo determinati da flussi di immagini, paesaggi e scenari urbani è qualcosa da pochi. Devi avere la capacità di disegnare con il suono l’anima che c’è dietro le cose. Questa band romana ha questa dote. L’ha già dimostrato nella colonna sonora della serie Gomorra, riuscendo a descrivere sonicamente il senso di ineluttabilità e oppressione del cielo di Scampia, del degrado mentale della periferia partenopea. Dopo tante colonne sonore per film, esce questo primo disco che potrebbe essere visto proprio come una colonna sonora di un film immaginario. Un film da due tempi. Il primo tempo d’ispirazione post-rock ed il secondo d’ispirazione prettamente elettronica. Il primo tempo dove lo spleen, la nostalgia, la memoria, la sospensione atemporale, l’incedere dei tumulti dell’Es si susseguono tra intuizioni che potrebbero aver avuto i Mogwai, gli Explosions in the Sky o i nostrani Giardini di Mirò. Tutto questo si può percepire attraverso l’ascolto della sequenza Sleep One Eyed fino a Stepchild. Mentre in Dust devil e Demon Citzen si manifesta lo spunto originale dei Mokadelic, quella capacità di dare emozioni alle cose, di creare climax ascendenti di suono emozionale che è difficile anche ritrovare nei capisaldi del genere. Questo gli riesce perchè il loro cielo è grigio non di temporale come quello dei Mogwai o Sigur Ros ma di polveri del male, di demoni urbani che salgono dalla metropoli (Roma) in cui loro vivono. Nel secondo tempo l’aria si sporca di silicio. Le atmosfere si proiettano in un possibile futuro alla Blade Runner, dove Vangelis si incrocia con Jon Hopkins. In Raw Modules’ e Koenji si passa dal raccordo anulare alla nebulosa di Orione. Siamo davanti a lievitazione emozionale.  Chronicles è veramente una cronaca cinematica dell’uomo contemporaneo capace di essere il cervello e la bestia, il cammorrista e l’astronauta che scenderà su Marte, il soldato cecchino di una guerra e lo scienzato che ci salverà da un’epidemia. I Mokadelic catturano l’attimo tra i poli opposti dell’anima dell’uomo contemporaneo e lo trasformano in suono. Grande intenso disco! Per chi ama immersioni emotive senza bombole.

Credits

Label: Goodfellas Records – 2016

Line-up: Alessio Mecozzi (chitarra, synth) – Cristian Marras (basso, synth) – Alberto Broccatelli (batteria) – Maurizio Mazzenga (chitarra) – Luca Novelli (piano, chitarra).

Tracklist:

Vol. 1:

Sleep One Eyed
Engel
Nest Memories
Funerary Flute
Stepchild
Dust Devil
Demos Cityzen
Star Creatures

Vol. 2:

Human Circuit
Raw Modules’
Koenji
Plastic Child
Jelly Beans
Sonder
Food Computers
Waste
Links:Sito Ufficiale, Facebook

Album – streaming

Koenji – Video

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