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s/t – Acid Brew

recensione_acidbrew_IMG_201608Gli Acid Brew arrivano da Bergamo e sono attivi dal 2014. Hanno da poco pubblicato il loro album d’esordio, un disco omonimo e autoprodotto.
Il primo singolo Hard Times è una denuncia nei confronti dell’epoca in cui viviamo, degli episodi di violenza, dei soprusi ed abusi a cui siamo sottoposti ogni giorno. Il video, girato da Paolo Filippi al Cineateatro di San Giovanni Bianco (Bergamo), si compone di filmati di repertorio catturati dal web alternati a riprese live della band.
La musica degli Acid Brew è ispirata al rock-blues americano degli anni ’90. Un rock melodico e funckeggiante, dove non mancano riferimenti al folk. Tra hammond e riff di chitarre, con il saxofono che fa capolino qua e là, il groove degli Acid Brew risulta accattivante. I testi spaziano tra temi sociali come la guerra e la violenza, la tendenza a giudicare il prossimo con troppa superficialità (Sinful souls), la fede (Bigger than me), ma senza mai risultare pesanti e lasciando spazio anche a tematiche più leggere come l’amore ed il sesso (Will You Marry Me, Sexual Desire).
Gli Acid Brew non hanno inventato niente di nuovo, questo c’è da dirlo, ma va dato loro il merito di aver sfornato un album ricco, divertente e coinvolgente, che non risulta un semplice esercizio di stile. Un ottimo esordio.

Credits

Label: Autoprodotto- 2016

Line-up: Ceco Frenz (voce) – Stefano Carminati (chitarra) – Giacomo Plevani (basso) – Davide Gamba (tastier, cori) – Alessandro Spada (batteria)

Tracklist:

  1. Riff one
  2. Sexual desire
  3. Hard times
  4. Sinful souls
  5. Together
  6. Will you marry me?
  7. Yellow noon
  8. Along the riverside
  9. Bigger than me

Links: Facebook

Acid Brew – streaming

Hard times – video

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