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Discontinuo – Aldolà Chivalà

recensione_AldolàChivalà-Discontinuo_IMG_201508Le parole. Il linguaggio. La musica. Suonare le parole. La presentano come poetry slam la costruzione verbale di Aldo Laurenza, titolare assieme a Mauro Romano del duo Aldolà Chivalà, ma ha poco del carattere di competizione improvvisata all’origine del genere. La tessitura del linguaggio, studiata o improvvisata che sia, è un modo di giocare (molto seriamente) con gli idiomi (italiano e napoletano) come un musicista esegue le scale e gli accordi di una performance. Una narrazione fondata sulle note parlate di Laurenza che si dipanano sugli arrangiamenti tinti di funky e minimalismo elettronico eleborati da Romano, fumosamente densi e organici alle atmosfere testuali. Già la title track offre una serie di strofe chiuse dalla ripetizione ritmata del titolo, che diventa il termine di un’imprevedibilità esistenziale, naturale e concreta quanto metaforica, e in definitiva della mutevole personalità dell’autore. Una doppia valenza che ricorre anche nel groove di Distanze, ammorbidito dalle sfumature soul del controcanto, che virano melodicamente verso il reggae in Se mai ti vedrò. L’ironia pungente che lamenta l’insoddisfazione dei ripetitivi gesti quotidiani (“ogni cosa ten’ ‘o stess’ sapore […] ogni pasta c’o dade è stat’ fatt’”) informa di tensioni drammatiche ‘o dade è tratto, variegata nell’orchestrazione di Romano dalle continue incursioni di rapide tastiere jazzate e avvolgenti pad armoniosi, fino al fraseggio distorto doppiato dai cori nel finale. Ma la cifra dell’album è probabilmente data dall’ossessione pulsante di Nun voglio ascì: la chiusura, l’isolamento, il rifiuto irreversibile del mondo, di questo mondo, con le sue relazioni sociali e personali fatte di angoscianti reiterazioni, che spingono a rintanarsi in un piccolo rifugio di autosufficienza tanto indolente e disperata da risultare a tratti esilarante (“ma tu dint’ ‘a vita che vvuò fà? Je dint’ ‘a vita nun voglio ascì”). La dimensione privata della religione (‘a crisi mistica) o della politica (‘o danne) allontana decisamente il duo partenopeo da analoghe esperienze come quella degli Offlaga Disco Pax verso un’analisi filosofica della società, sebbene esplicitata in un lessico tutt’altro che accademico. Una lettura tragica di una crisi che è principalmente del pensiero, schiacciato, offuscato e manovrato dal potere, ma non priva di speranza giacché “sta crisi è risolvibile è comme ‘o café solubile”.

Credits

Label: Roundmidnight edizioni (pubbicato nell’aprile del 2011, viene oggi ristampato da Roundmidnight Edizioni arricchito da un taccuino illustrato con 12 disegni in bianco e nero di Franco Silvestro commentati da altrettanti testi di Aldo Laurenza)

Line-up: Aldo Laurenza (words) – Mauro Romano (music)

Tracklist:

  1. Discontinuo
  2. Distanze
  3. Se mai ti vedrò
  4. ‘o dade è tratte
  5. Nun voglio ascì
  6. ‘a crisi mistica
  7. ‘o danne
  8. ‘o perdono

Link: Facebook

Nun voglio ascì – Youtube

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