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Canzoni sull’alternativa – Edoardo Chiesa

canzonisullalternativaForte di un eccellente curriculum studiorum che vanta seminari e masterclass con musicisti del calibro di Robben Ford ed Enrico Rava, il ligure Edoardo Chiesa non si presenta come guitar hero, sceglie invece di indossare una veste cantautoriale nel suo breve album d’esordio: otto brani cantabili di immediata semplicità, in cui la parte dominante è rivestita proprio dalla voce e dai testi, perché, afferma, “La musica non conta se non ha niente da dire / che siano note o siano parole”. In questo tessuto musicalmente spensierato e diretto, registrato nella propria abitazione con un multitraccia Tascam, Edoardo mostra una cura precisa per gli arrangiamenti con brevi incursioni soliste, sia elettriche che acustiche, in un variegato campionario di stili e influenze. Si passa dunque da L’alternativa, serena presentazione dell’album sul tema della scelta (“se non sai accordare uno strumento a orecchio / forse è meglio che non canti”), al ritornello saltellante di Se non fossi già stato qui, il cui fraseggio elettrico accelera i semplici accordi dell’acustica e l’ironia del testo (“avresti bisogno di comprare un cane”), ai rimandi a De Gregori in Ti rispondo, tanto nel timbro vocale che nella precisa pronuncia, con accenti elettrici che riverberano su decisi disegni dei tom (“gioco a biglie coi giganti”). Mia paura è un blues pulito come forse il blues non dovrebbe essere, ma si segnala per gli interventi solisti di Marco Cravero alla chitarra che nella parte centrale e nel finale rivelano l’influenza tagliente di Robben Ford e Buddy Guy. Un organo acre introduce il rock’n’roll dinamico di Pioveva, giunto direttamente dagli anni ’60 per narrare di un amore sommerso dalla pioggia battente che lenta ma inesorabile colma la casa dei due amanti e per contrasto testuale cita nel finale Norvegian wood (lì la casa finiva in fiamme). La bella progressione calante del ritornello di Noi trova ancora accenti blues nell’assolo, così come l’arpeggio introduttivo di Queste quattro sfere sporche, che si sviluppa in un reggae-rock leggero con allegri e incalzanti cambi di tempo, conducendo al rapido rock’n’roll di Nati vecchi che chiude l’album tra dinamici riff in note legate e accordi puliti che sembrano rallentare rispetto al ritmo del ritornello come in certi brani dei primi Beatles.

Credits

Label:
L’Alienogatto / Dreamingorilla Records, 2015

Line-up:
Edoardo Chiesa (voci, chitarre, programmazioni) – Damianio Ferrando (basso, iPad) – Corrado Bertonazzi (batterie e percussioni) – Marco Cravero (chitarra solista in “Mia paura”)

Tracklist:

  1. L’alternativa
  2. Se non fossi già stato qui
  3. Ti rispondo
  4. Mia paura
  5. Pioveva
  6. Noi
  7. Queste quattro sfere sporche
  8. Nati vecchi

Link: Sito Ufficiale, Facebook

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