Home / Editoriali / Oggi è Il giorno delle altalene: intervista a SDANG!

Oggi è Il giorno delle altalene: intervista a SDANG!

intervista_SDANG_IMG1_201504SDANG! Suona davvero così. In modo forte, potente. Attenzione però: non è un “TUM!”, ma uno “SDANG!”… più brillante, decisamente! Quel suono è scaturito quando la mente di Alessandro “Petrol” Pedretti si è scontrata con quella di Nicola Panteghini. Vibrazioni e scintille. Entrambi musicisti al fianco dei Giuradei, qui proposti in uno splendido progetto di matrice rock-prog (ma anche molto altro): noi li abbiamo incontrati nelle strade perdute del web, in attesa di poterli vedere live. LostHighways ha il piacere di poter presentare in anteprima streaming l’omonimo disco d’esordio di questo duo, ep in autoproduzione, in uscita il 16 Aprile.

Irruenza compositiva ed espressiva: mi pare che sia questa la base sulla quale si appoggia Il giorno delle altalene. E’ davvero così? 
Alessandro: Hai detto bene, Emanuele! Le altalene di SDANG! si muovono pari pari al nostro ritmo, quello del momento in cui ci mettiamo uno di fronte all’altro e suoniamo, per il piacere di farlo. Per il piacere di sviscerare buone melodie, soluzioni armoniche, ambientazioni, immagini sonore. Il tutto poi viene riascoltato, vagliato, selezionato ed infine, una volta che la forma ci convince, inizia la fase della riproduzione. Rendere omaggio ad una nostra creazione… suonandola!
Nicola: Avevamo voglia di suonare qualcosa che ci rappresentasse al 100%. Sia io che Pedro (Alessandro, ndr) abbiamo suonato tanto per altri artisti e continuiamo a farlo, visto che ci piace ed è una delle nostre occupazioni principali, ma ovviamente essendo calati in dinamiche complesse, giustamente non possiamo prenderci tutte le libertà che vogliamo. Con gli Sdang! invece siamo svincolati visto che è un progetto nostro.

Alessandro, noi ci siamo già incontrati per una chiacchierata riguardo il tuo progetto Endless tapes, ed ovviamente si era parlato anche dei Giuradei. Ora parliamo invece di un tuo nuovo progetto condiviso con Nicola, che anch’egli vive con te l’esperienza con i Giuradei. Vorrà dire qualcosa? La musica, ma a quanto pare anche “le persone” hanno un ruolo fondamentale…
Alessandro: Nicola è una persona che ho sempre stimato molto e da quando è entrato nei Giuradei abbiamo iniziato a conoscerci meglio. Le persone sono fondamentali, prima ancora della musica. Perchè sono loro che fanno la musica, non il contrario. Sta alla volontà di indagare la profondità e la saggezza di una persona che porta poi alla possibilità di creare una musica davvero unica e onesta. E con Nicola è spesso cosi.

Nicola, se i vari progetti dei musicisti sono un po’ come le svariate facce che compongono un’anima, la tua “maschera” che indossi con SDANG! com’è fatta? Prova a descriverla.
Nicola: Per me Sdang! è interessante proprio perchè ci dà l’occasione di mostrarci per quello che siamo senza maschere; a differenza di molte cose fatte con passione come chitarrista per altri artisti, qui tento insieme al Pedro la strada della massima spontaneità sia dal lato della comunicazione che dal lato strettamente legato alla messaggio musicale.

Nel comunicato di presentazione leggo di una citazione degli Smashing Pumpkins nell’ultimo brano, Il ponte del diavolo. In sincerità, non sono riuscito a cogliere se si tratti di un passaggio preciso o della ricerca di un’atmosfera generale; trovo che tutto il disco sia in qualche modo figlio di quel periodo: i ’90 dell’evoluzione grunge, del progressive che si sposa al metal ed il metal che amoreggia con il post-rock. Lo scenario è questo?
intervista_SDANG_IMG2_201504Alessandro: Involontariamente, sì. Anche perchè, dopo varie sperimentazioni, ,abbiamo deciso di tornare alle nostre radici, almeno sul livello della strumentazione. Solo chitarra e batteria. STOP! Attraverso questi due strumenti ci sentiamo cosi bene che possono uscire solo idee buone, senza inventare chissà cosa! Non abbiamo mai deciso come deve suonare un pezzo. La nostra crescita musicale, anche se abbiamo 5 anni di differenza, è accomunata da molti ascolti che facevamo da adolescenti timidi e con gli occhi carichi di nostalgia… chi meglio della musica anni ’90 portava quelle agrodolci sensazioni? Poi c’è tanto altro, indubbiamente, ma forse le influenze maggiori vengono proprio da quel periodo storico. Gli Smashing Pumpkins sono uno dei nostri gruppi preferiti e la parte psichedelica all’interno del Ponte del Diavolo è un chiaro riferimento ai nostri eroi del periodo Gish / Siamese Dream.
Nicola: Rischiamo di essere un po’ nostalgici, ma i riferimenti sono quelli. Potrei dire che il nostro tentativo è proprio quello di fondere il più possibile tanta musica diversa che amiamo allo stesso modo, senza però risultare imbarazzanti (almeno spero!). Ed è sempre imbarazzante dover scegliere una etichetta per la propria musica.

La cosa che rende ogni brano particolarmente avvolgente è la capacità (rara) di alternare in modo così fluido momenti furiosi ad altri estremamente morbidi, languidi dove la chitarra di Nicola viene accarezzata su un tappeto ritmico sempre vario. Come è nata questa alchimia? Da immagini? Sentimenti? Discussioni? Dal caso?
Alessandro: Dal metterci in gioco senza la paura di essere giudicati e di voler fare bella, bellissima musica. Un concetto talmente semplice!
Nicola: Abbiamo suonato tanto assieme e questo per noi è stato e rimane fondamentale, niente di musicale è stato deciso a tavolino. Personalmente penso che la nostra musica sia il riflesso di un periodo vissuto con Pedro (e con Giuradei) in giro per l’Italia, ad oggi circa tre anni di concerti, discussioni, immagini reali e molte emozioni condivise. Ho riflettuto e discusso con Pedro (che è anche chitarrista e tastierista) più che altro sull’aspetto tecnico, cioè sul tentativo di far suonare la mia chitarra contemporaneamente anche come un basso e come un pad di tastiere in modo da riempire il più possibile lo spettro sonoro. Il risultato ci soddisfa ed influenza la composizione di tutti i pezzi… avere un bel suono, o meglio un suono efficace, è molto stimolante.

Tutto ciò che si può ascoltare ne Il giorno delle altalene è stato registrato in presa diretta, quindi risulta molto simile a quanto sarà ascoltabile dal vivo, vero? Quando potremo ascoltarvi live?
Alessandro: E’ proprio cosi… dal vivo sarà molto simile. Ovviamente ora siamo anche più sicuri su certe parti perchè sono passati alcuni mesi dalla registrazione e abbiamo ulteriormente familiarizzato con alcuni passaggi che sono molto ostici. Abbiamo una decina di concerti, soprattutto nel Nord Italia. Il primo concerto sarà Giovedì 16 Aprile al Carmen Town di Brescia. Giochiamo in casa! Sulla nostra pagina FB trovate il resto dei concerti.
Nicola: Probabilmente dal vivo potrebbe essere anche meglio, anche perchè suoniamo meglio di quando abbiamo registrato. E’ un progetto fatto per suonare in giro, il live non è una aggiunta al progetto, il progetto è il live. Penso che se ci saranno le condizioni ottimali, se mai faremo un prossimo disco/registrazione, potrebbe essere proprio direttamente dal vivo.

Alessandro, raccontaci due pregi e due difetti del tuo compagno d’avventura Nicola.
Pregi: è una persona di grande cultura e mette la sua grande abilità tecnica sulla chitarra al servizio della musica e non alla sboronaggine! Difetti: ha la “erre” moscia e quindi vuole che parli io durante i concerti; è il più bravo chitarrista che c’è in circolazione (almeno, nella nostra zona) e quindi ne mette a disagio tanti altri! Mi spiace un po’ per gli altri, ma ognuno ha un suo speciale perché.

intervista_SDANG_IMG3_201504Nicola, tocca a te…
Il tentativo di suonare un 6/8 interpretato come 5/4 ma con il charleston in sedicesimi. Traducendo: lui è l’elemento che tende a complicare, io tendo a semplificare, ma non funzionerebbe se non fosse così.

Il nome SDANG!, e la grafica che lo accompagna, riporta facilmente al mondo dei fumetti. Siete degli appassionati o semplicemente vi interessava l’onomatopea e l’immediatezza sonora e grafica?
Alessandro: Ci piace l’onomatopea, la semplicità e il colore giallo. E cosi, con lo stile fumettistico del logo (aiutati dal caro amico Andrea Pedrini) abbiamo trovato quello che esprimeva a pieno la nostra idea. Siamo contenti del risultato!
Nicola: La seconda che hai detto. Abbiamo associato le tracce a disegni di Pedro. Uno se vuole interpreta i disegni e si fa il suo film ascoltando la traccia.

Ci saranno dei video ad accompagnare i vostri live: cosa raffigurano e cosa aggiungono all’esibizione?
Alessandro: I video realizzati da Andrea Pettinari sono un bellissimo viaggio nelle relazioni all’interno del microcosmo. Le riprese effettuate con un obiettivo macro indagano variazioni spazio/temporali che avvengono in ogni momento nella vita quotidiana. Per fare questo Andrea e io abbiamo utilizzato elementi come l’acqua, il latte, le bolle di sapone. Il risultato è affascinante e aggiungono alla performance un lato distensivo, “intrippante” e “psichedelico” che può accompagnare e guidare l’ascoltatore verso un nuovo mondo, associato a quello musicale.

Il giorno delle altalene è un disco breve: meno di mezz’ora, solo cinque brani. Come mai questa scelta?
Alessandro: In realtà dobbiamo ancora sbobinare tutte le session di registrazione casalinghe che abbiamo fatto. Ci sono talmente tante idee interessanti che dobbiamo ancora finire di sviluppare. Un mese prima della registrazione, abbiamo deciso di registrare i 5 pezzi che più ci davano piacere e volevamo catturarne l’intensità e l’energia. Abbiamo gia altri pezzi pronti e quindi, a piccole dosi, i nostri fans avranno in pasto nuovo materiale. Già in questi cinque brani ci sono mondi vasti da conoscere e sono i frutti della nostra alchimia. Se avrete pazienza, SDANG! vi darà tantissima buona musica.
Nicola: Forse perchè vista l’importanza che diamo al live, non si deve esaurire tutto nel disco. Il nostro EP lo viviamo un po’ come un assaggio.

Per ultimo, un gioco: ad ognuno dei vostri 5 brani provate ad accostarne un altro che vive di simili atmosfere, suoni o influenze. Ne faremo una playlist che consentirà di conoscere i vostri gusti ed il vostro spazio musicale ancora meglio tramite uno sguardo più ampio.
Cosi, al volo… Fitzpleausure – Alt-j (Il Giorno delle altalene),  The Pot – Tool (La notte di San Lorenzo), Walking on Air – King Crimson (Metafisica), Sanzen – Dredg (Autunno), Thru the eyes of Ruby – Smashing Pumpkins (Il ponte del diavolo).

Il giorno delle altalene – streaming

Ti potrebbe interessare...

Agnelli_0822

Una rincorsa verso la libertà: Manuel Agnelli @ Botanique/Bonsai Garden, Bologna 16/07/2022

Estate di concerti e pandemia, di persone che non riescono più a nascondere il bisogno …

Leave a Reply