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Earthbeat – Be Forest

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Quello dei Be Forest è un mondo effettato, tra passato e futuro, tra essenza ed orpello. Un’esistenza che vive nel mezzo del sempre più duro scontro tra profondità personale ed identità collettiva. Sai che novità? E invece sì, perchè i Be Forest sono una delle più belle espressioni di questa scena che non appartiene a nulla se non al mondo di oggi, frammentato ma sempre più pastoso e denso.
Come nell’attualissimo “pianeta di Instagram”. Inizialmente una persona pensa che si tratti di un artificio per offrire un po” di fascino vintage a quei poveri giovani che vivono di byte, poi pian piano si rende conto che quei filtri sono custodi dei colori del ricordo, del sogno che ti sforzi di rivivere appena sveglio. Così fanno lo stesso i Be Forest con le loro musiche: effetti, atmosfere, colori ed ombre usate per amplificare il concetto del vissuto.
E in quel vissuto, perennemente fuori fuoco, sfocato dal movimento ondivago dei suoni, alterato dalla malìa del canto di sirene, tanti giovani d’oggi si ritrovano. Spersi (e complici) della velocità, il moto lento e fluido dei Be Forest è la quiete interiore che si va cercando. E sempre più nel profondo, attraverso questa pace a chilometri di profondità sotto la burrasca, i Be Forest cercano con forza il vero battito della terra, speranzosi di trovar risposte, forse.
La sessione ritmica (basso e batteria) è nella mani di due giovani donne, amplificando e caricando di forza la sensualità di questo battito. Le note di chitarra e le atmosfere elettroniche sono in mano a due giovani uomini, sempre sul punto di alzarsi in volo ma rimanendo sempre ancorati al suolo.
Brani strumentali dal vago retrogusto orientale, voci melliflue, memorie di New York e mari del Nord, fotografie glamour, Blonde Red Head ed XX, dark e new wave, derive di shoegaze, di tutto e di più in un calderone definito e sincero.
Earthbeat è un disco fantastico, che non vuole ammiccare all’ascoltatore ma tende ad avvolgerlo. Dopo il precedente Cold, i Be Forest mostrano che sono cresciuti, e vogliono continuare a farlo, uscendo dal provincialismo italiano che ci distrugge ma che spesso è miccia delle più belle ascese.

Credits

Label: We Were Never Being boring – 2014

Line-up: Costanza delle Rose (bass and vocals) – Erica Terenzi (drum and vocals) – Nicola Lampredi (guitar) – Lorenzo Badioli (synth/atmosphere)

Tracklist:

  1. Totem
  2. Captured heart
  3. Lost boy
  4. Ghost dance
  5. Airwaves
  6. Totem II
  7. Colours
  8. Sparkle
  9. Hideway

Link: Tumblr Ufficiale, Facebook

Captured Heart – video

Earthbeat – streaming

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