Home / Recensioni / Album / Vol.3 Il cammino di Santiago in taxi – Brunori Sas

Vol.3 Il cammino di Santiago in taxi – Brunori Sas

La più famosa Sas della musica italiana è giunta al terzo album (senza considerare la colonna sonora del film E’ nata una star). Quanti (pochi) all’uscita del Vol.1 avrebbero scommesso sul successo di Brunoris Sas? Credo di non usare termini a sproposito perché quando si va in radio, in tv e su Gioia, sì, si può parlare indubbiamente di “successo”.
L’appeal nazional-popolare di Brunori si è rivelato fin dal primo disco, diventando vero e proprio manifesto di quel modo di fare musica che mancava nel panorama dei nuovi cantautori. Fino a qualche tempo fa la torta (della proposta cantautorale) era spartita fra artisti indipendenti, imprenditori commerciali e coloro che volevano essere come i secondi continuando ad indossare i vestiti dei primi. Brunori pian piano è riuscito a congiungere queste due realtà, in modo apparentemente casuale ma coerente.
Il
Vol.3 della produzione della Sas vede sempre in primissimo piano la figura di Dario Brunori, volto ed anima del progetto ma, mai come prima, la fedele band spicca con una presenza ben più ricca in quasi tutti i brani. Per questo motivo Il cammino di Santiago in taxi è un disco molto differente dai precedenti, con esiti molto diversi.
La critica in modo unanime pare condividere questa analisi: se con il
Vol.1 Dario Brunori si concentrava sulle memorie del passato (Sulla spiaggia lattine anni ’80 / Quando il mare s’incazza e riporta / Ricordi che avevi / coperto di sabbia) e con il Vol.2 Poveri Cristi lo sguardo si volgeva verso gli altri (Lo sai mi fa tristezza vedere la gente / che sogna di comprare tutto e si accontenta di niente), nel Vol.3 la narrazione si fa più introspettiva. Niente di più falso. Una semplificazione da comunicato stampa che non trovo abbia un vero riscontro nei brani.
Il cammino di Santiago in taxi
parla di tutti, in modo differente. Brunori parla a sé stesso nel soffice brano d’apertura (Arrivederci tristezza), urla euforia i paradossi dell’attuale società in Mambo reazionario. Si rivolge a “lei” nuotando nei ricordi (Maddalena e Madonna), racconta di un amore scanzonato in Pornoromanzo, mentre in La vigilia di Natale svela a tutti le illusorie promesse di riscatto che ci facciamo e mai manteniamo.
La Brunori Sas giunge al terzo album con un insieme di canzoni eterogeneo e libero. Ampio spazio concesso alla musica, maggiore complessità e pienezza nei ritmi e nei suoni. Un passo avanti, o forse di lato. Rispetto ai precedenti album, nei quali pochissimi elementi costruivano immagini – lievi, dolci o divertenti che fossero – di naturale impatto ed empatia, ne
Il cammino di Santiago in taxi si perde efficacia.
Niente più polaroid della spiaggia di Guardia Piemontese, baguette dell’Esselunga, il bar di Berlino del
Vol.1. Lasciamo ai ricordi il tragicomico Mario, il soffitto allagato in “questa casa che piange ancora di te”, a quella sensazione, ”una specie di ottimismo senza una ragione” del Vol.2. Ora del Vol.3 rimangono Kurt Cobain, il pulcino Pio, Che Guevara e Pinochet che ballano sulle basi di Beyoncé, e una moglie che puzza di brodo vegetale.
Non è giusto, perchè ne
Il cammino di Santiago in taxi ci sarebbe molto altro su cui porre attenzione, ma risulta inevitabile, invece, fissarsi lì su quei dettagli che alcuni troveranno geniali e divertentissimi, mentre altri condanneranno come clamorose sciocchezze (basti leggere un po’ di commenti in rete, ad opera dei polemici di professione).
Il
Vol.3 è un buon disco, per certi versi interessantissimo (musicalmente molto più ricco ed accattivante dei precedenti, in parte anche grazie al lavoro di Taketo Gohara), ma probabilmente troppo poco ponderato. Il lato guascone di Brunori, componente splendida ed essenziale dello spettacolo live, prende un po’ il sopravvento, invadendo il campo (il disco), intaccando quegli equilibri che hanno fatto dei precedenti lavori una delle caratteristiche principali.
Brunori Sas è un progetto che continuerà ad avere successo meritatamente, nonostante quest’ultimo disco suoni un po’ come una compilation e meno come un album (così come fortemente ci aveva abituati con i precedenti altri due volumi). Questo, forse, addirittura alimenterà il suo successo allineandolo ad un mercato discografico che vive soprattutto di singoli lanciati alla spicciolata piuttosto che di granitici dischi da gustare tutti d’un fiato. Alcuni fan ci rimarranno malino, questo è certo, ma proprio a loro consiglio di attendere la prova dal vivo: se sono fan sanno bene che proprio sul palco la Sas sfodera gli assi.

Credits

Label: Picicca / Warner Chappell Music Italiana – 2014

Line-up: Dario Brunori – Simona Marrazzo – Mirko Onofrio – Dario Della Rossa – Massimo Palermo; prodotto da Dario Brunori e Taketo Gohara

Tracklist:

  1. Arrivederci tristezza
  2. Mambo reazionario
  3. Kurt Cobain
  4. Le quattro volte
  5. Il Santo Morto
  6. Il manto corto
  7. Maddalena e Madonna
  8. Nessuno
  9. Pornoromanzo
  10. La vigilia di Natale
  11. Sol come sono sol

Link: Sito Ufficiale, Facebook

Kurt Cobain – video

Vol.3 – Il cammino di Santiago in taxi – streaming Spotify

Suggestions

[amazon_enhanced asin=”B00HUGE0L2″ container=”” container_class=”” price=”All” background_color=”FFFFFF” link_color=”000000″ text_color=”0000FF” /]

Ti potrebbe interessare...

IMG_5040

Sprecato – James Jonathan Clancy

La notte dell’anima non ha confini. Il castello del nostro Io più profondo non potrà …

Leave a Reply