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Il Sopravvissuto – Marnero

Terzo disco dei Marnero. Secondo capitolo della “trilogia del fallimento”. Dopo Naufragio Universale arriva Il Sopravvissuto.
Album diviso in quattro parti (quattro quadranti) composte da due brani ognuna. Un concept sul tempo, sul viaggio, sul mare, sul modo di vivere tutto questo. L’avanzare, l’andare avanti, con onde che riportano indietro, onde che cullano, onde che fanno annegare.
L’ho ascoltato non sapendo cosa aspettarmi e allo stesso tempo avendo la certezza che da lì a poco sarei stata invasa dalla forza, dall’irruenza. Non ci si può aspettare che questo da un mix così ben calibrato tra i Laghetto, gli Ed e i Graad.
Come se non ci fosse un domani parte trascinandoti di colpo in un nuovo stato d’animo, in un nuovo modo di percepire il tutto, le sensazioni, i vuoti. Tutto si amplifica. Diventa gigantesco, blu, come il mare della copertina. Tutto si fa tutto, smette di essere frammenti. Le parole dritte nei suoni scomposti. Come coltelli lanciati a distanza, alla cieca. Brani maestosi, ampi, larghi, baratri. Hardcore-punk, non so davvero mai trovare un genere identificativo. Limitante come definire un’etnia e non un uomo. E i Marnero non hanno simili, questo è uno dei punti fermi, certi, indiscutibili.
Un album che sviscera la solitudine, la vita di un superstite, ogni speranza, ogni disillusione. Un album che non si può non sentire. Uno dei migliori, in assoluto, del 2013 da poco passato. Se anche noi ci mettessimo a dare i voti, questo prenderebbe il massimo e la lode e il bacio accademico e l’abbraccio di riconoscenza.
Sette etichette gli hanno dato fiducia. Impossibile non farlo. Impossibile non sostenere un album che a sua volte sostiene chi ha resistito, chi continua a resistere, contro il menefreghismo, contro la cecità e la sordità dei sani.
E quindi tutto bene dai, a parte la vita“.
La vita. Bisogna conoscerla per parlarne. Bisogna ignorarla per vincerla. Bisogna esserne dentro, ficcati dentro, per poterla dire così, come la dicono i
Marnero, e fartela sentire, presente e pulsante, gonfia, come un organo.

Credits

Label: Sangue Dischi, V4V Records, Fallo Dischi, Escape From Today, To Lose La Track, Dischi Bervisti, Mothership- 2013

Line-up: Sopravvissuto I – G.j. Ottone (batteria, wurlitzer, cori con le a) – Sopravvissuto II – Sartana Bidonde Sabata (chitarre, gatti) – Sopravvissuto III – B.Pastina (basso, synth, acustica, cori con le o) – Sopravvissuto IV – John D. Raudo (chitarre, ebow, voci)

Tracklist:

  1. Come Se Non Ci Fosse Un Domani
  2. (Come Infatti Non C’è)
  3. Non Sono Più Il Ghepardo Di Una Volta
  4. (Che Non Sono Mai Stato)
  5. Il Porto Delle Illusioni
  6. Prologologia
  7. Rotta Irreparabile
  8. Zonguldak

Link: Sito Ufficiale, Facebook

Il sopravvissuto

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