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Un giorno color arancio: Il favoloso mondo di Amélie (colonna sonora) – Yann Tiersen

Montmartre, agosto 1997. Protagonista di questo C’era una volta è Amélie Poulain (interpretata da Audrey Tautou). Non una biancaneve invidiata dalla matrigna per la sua bellezza e coinquilina di sette buffissimi nani, neanche una cenerentola vittima delle angherie delle due sorellastre cattive, ma una cameriera del bar-ristorante “Les Deux Moulins”. Amélie ha 23 anni, una pelle di porcellana, occhi grandi e sinceri. Il ritrovamento di uno scrigno dei giochi e ricordi d’infanzia, nascosto una quarantina di anni fa da un bambino che abitava nello stesso appartamento in cui oggi vive Amélie, darà a quest’ultima l’input per aiutare chi le sta intorno. Perchè molto spesso è più semplice ed appagante dedicarsi agli altri piuttosto che a se stessi, soprattutto quando si vuole sfuggire ai propri problemi! Ha così inizio una di quelle fiabe moderne da raccontare ai propri figli, ma anche da auto-raccontarsi per addolcire questa amara realtà. Una fiaba che continua tutt’oggi a ricevere consensi, nonostante siano trascorsi circa dieci anni dalla distribuzione nelle sale francesi, a prova del fatto che ancora in tanti decidono di appellarsi al sogno per una gioia che dura (Max Gazzè). I fattori di successo di questa pellicola sono molteplici, a cominciare dai colori caldi con cui viene presentato l’accogliente paesino francese che fa da sfondo alle diverse vicende, sino ad arrivare all’eccentricità dei suoi abitanti e soprattutto al candore e all’arguzia dell’interprete femminile. Ed ancora, la suspense che ruota attorno alla storia d’amore tra Nino (Mathieu Kassovitz) ed Amélie e l’ironia con cui vengono trattate tematiche quotidiane quali la solitudine, le paure, la gelosia e le diversità, senza sminuirne l’importanza. A legare insieme tutti questi tasselli è l’importante contributo dato dal compositore e polistrumentista minimalista francese Yann Tiersen, al quale il regista Jeunet decide di affidare l’intera colonna sonora del film. La maestria del primo e l’estro creativo del secondo rappresentano il connubio perfetto per delineare i tratti caratteriali dei personaggi, descritti attraverso fobie e desideri, strane manie, virtù e difetti. Le venti tracce che compongono l’album, vincitore del disco di platino nel 2005 in Canada, attingono sia dal vecchio repertorio del musicista che da nuove idee sviluppate appositamente per l’opera cinematografica. Solo due di esse non rientrano tra le produzioni di Tiersen e sembrano spuntar fuori da un vecchio grammofono, ovvero Guilty di Russ Columbo e Si Tu N’ètais Pas Là di Frèhel, che suggella il primo ed insolito incontro tra la romantica Amélie e il timido Nino. La quotidianità di questa “paladina degli emarginati” è come un giro di valzer, talvolta entusiasta e frenetico come ne La Valse D’Amélie, L’Autre Valse D’Amélie e La Valse Des Monstres, talvolta triste e commovente come nella versione solo piano de La Valse D’Amélie. Nei primi tre brani appena citati, le fanciullesche note del toy piano e del vibrafono, l’eleganza del violino e la naturalezza del banjo, assieme alla sobria onnipresenza (ora lenta ora più ritmata) della fisarmonica, rievocano l’astuzia e la sensibilità con cui Amélie risolve i pasticci altrui. Nell’ultimo, invece, le dita di Yann tra il bianco e il nero del pianoforte raccontano con delicatezza il dolore della ragazza nel credere che il suo uomo si sia invaghito di un’altra. E’ il piano a prenderci ancora per mano nella malinconica Comptine D’ Un Autre E’tè: L’Après-Midi, evocando immagini della solitaria infanzia di Amélie, come il suo sguardo infelice quando la madre getta nel fiume il suo unico amico reale: il pesciolino Capodoglio. Contrariamente a quanto indicato dal titolo, Les Jours Tristes è un trionfo di sonorità briose e leggere, una festa a cui sembrano partecipare tutti gli strumenti di un’orchestra. Il pezzo è un risveglio per tutti e cinque i sensi, poiché suggerisce di guardare al mondo con la fantasia del fanciullo che è in ognuno di noi. Invita a viaggiare con la mente lungo le rive della Senna ed ascoltare il rumore delle onde, mentre da lontano giunge il fragrante profumo di baguette, così come ricorda di gustare ogni attimo di questa esistenza, anche se molto spesso non è come noi la vorremmo. Infine, per alleviare la tristezza di talune giornate, è importante toccare con mano anche i dettagli più insignificanti (come tuffare la mano in un sacco di legumi), per assaporare la libertà e riscoprire i piccoli piaceri della vita. Struggenti ed inesorabili sono i lenti passi mossi da melodica e fisarmonica ne La Dispute, le quali ammutoliscono poco prima di giungere a metà del brano per lasciare spazio al raffinato suono del piano. In chiusura dello stesso, a sorpresa, la ruota di una bici che gira. Atmosfere armoniose e caramellose si assaporano in Soir De Fête, grazie al clapping e ad un cinguettio che fanno da sottofondo a fisarmonica e mandolino, prima di lasciarsi cullare dal dolce carillon nella parte finale della track.
Un giorno color arancio in cui ognuno stringe tra le mani ciò che desidera. Il volto del proprio partner appisolato sul petto, la libertà, la figlia appena ritrovata dopo anni di silenzio, la forza per superare le proprie paure come fa l’uomo di vetro che ritrova nuovamente un contatto con l’esterno. Dedico questo lieto fine, poco frequente nella realtà, a chi sa che Amélie è un personaggio surreale ma in lei si riconosce sotto diversi aspetti, a chi ancora arrossisce di fronte alla purezza dell’amore, a chi preferisce scorgere da lontano la felicità del proprio compagno/a davanti alla realizzazione di un desiderio, a cui si è contribuito tacitamente. A chi non riesce ad innamorarsi perchè non incontra la persona giusta o ha paura a lasciarsi andare, perchè stanco di continue delusioni. A tutti voi buon ascolto, buona visione e tante emozioni!

Credits

Label: Virgin Records – 2001

Line-up: Yann Tiersen

Tracklist:

  1. J’Y Suis Jamais Allè
  2. Les Jours Tristes
  3. La Valse D’Amélie
  4. Comptine D’Un Autre E’tè: L’Après Midi
  5. La Noyée
  6. L’Autre Valse D’Amélie
  7. Guilty
  8. A’ Quai
  9. Le Moulin
  10. Pas Si Simple
  11. La Valse D’Amélie (versione orchestrale)
  12. La Valse Des Vieux os
  13. La Dispute
  14. Si Tu N’E’tais Pas Là
  15. Soir De Fête
  16. La Redècouverte
  17. Sur Le Fil
  18. Le Banquet
  19. La Valse D’Amélie (versione piano)
  20. La Valse Des Monstres

Credits

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