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Loro non sono pazzi: Nobraino @ Cinema-Teatro Perla (BO) 29/04/10

nobraino_live10Sono un po’ in ritardo, ma non me ne faccio un cruccio perchè i concerti iniziano sempre (quando va bene) mezz’ora più tardi dell’orario indicato nelle locandine. Quando arrivo molti però sono già qui, nel cortile esterno del Cinema-Teatro Perla di Bologna. Ai più non suonerà all’orecchio come una location famosa e rinomata, ed infatti non lo è: il Cinema-Teatro Perla è situato appena fuori la cerchia dei viali di Bologna e si trova al fianco di una chiesa. Ebbene sì, stiamo parlando del classico cinema parrocchiale, fulcro degli sbiaditi ricordi del passato, dei primi film visti il sabato pomeriggio con i genitori, in queste vecchie ma educate sale per il cinema.

E’ da qualche tempo però che il Cinema-Teatro Perla vive un nuovo corso, frutto di collaborazioni con scene artistiche sempre alla ricerca di nuovi luoghi per esprimere ed aggregare. E così, mentre il Doblò guidato da una giovane suora cerca di entrare nel cortile affollato di giovanissimi, decido varcare l’ingresso.
La sala è davvero grande, e sicuramente lo staff de La Fabbrica non ha considerato l’eventualità di riempirla, ma forse non ha nemmeno immaginato di riuscire a raccogliere tanto pubblico. Anche io sono stupito, perchè i Nobraino non godono di molti passaggi televisivi e radiofonici, ma evidentemente sono stati capaci di raccogliere fedelissimi a manciate in ogni locale in cui hanno suonato.
Si spengono le luci e sotto il grande schermo appaiono i sei membri della band romagnola, con i loro pittoreschi e sgargianti vestiti.
La serata è volta a presentare il nuovo disco dei Nobraino (NO USA! NO UK! NOBRAINO) e proprio da qui si inizia. Tutti i brani del disco vengono suonati e cantati per il folto pubblico bolognese che si fomenta sempre più di canzone in canzone, conoscendo bene quei brani che erano già stati proposti e rodati nel precedente tour. Gli iniziali problemi tecnici per il cantante Kruger vengono risolti in pieno “stile Nobraino”, spostando la “spia” ed il microfono alle spalle della band, su un piano rialzato appena sotto lo schermo. Da quella posizione il cantante afferma di sentire meglio la sua voce e gli strumenti; che sia vero o no, lo spettacolo ci guadagna. Come un vero mattatore, Kruger si muove e dimena di continuo, mollando calci al batterista ai suoi piedi, suonando i piatti ed una campanella della scuola, rompendo una bottiglia, mettendosi in bilico su una sedia ed interagendo con il pubblico. Uno spettacolo completo, che oltre la musica, riesce ad inserire una dinamicità anomala, che pare voler sbeffeggiare e prendersi gioco del pesante circo delle star musicali.
Dopo una breve pausa (utile anche al divertente cambio d’abiti), i Nobraino proseguono il concerto  ripescando canzoni sia dal primo The Best of che da Live al Vidia Club. In questo modo appaiono evidenti (ma non stranianti o fuori luogo) le diversità dei suoni, che nella prima parte del concerto viravano verso il rock, mentre nella restante tornavano scanzonati e fedeli alle vecchie canzoni.
Già da metà concerto buona parte del pubblico non è riuscito a contenersi, e si è alzato a ballare nei corridoi laterali del cinema-teatro, raggiunti da Kruger in un attimo di pogo selvaggio ma amichevole.
C’è un clima davvero insolito, forse una voglia di togliersi di dosso i pensieri, ed essere consapevolmente spensierati. I Nobraino riescono in questo con la loro capacità di stravolgere i clichè della musica italiana, con un piglio personale toccando le corde più tradizionali, portando loro ad eseguire addirittura una coinvolgente reinterpretazione de L’Italiano di Toto Cotugno.
Culmine della serata rimane, come spesso accade nei live della band, l’esibizione circense del funambolico Kruger che si mescola al pubblico per poi salire sulle poltrone durante l’esecuzione de I signori della corte. Questa volta ad accompagnare il cantante c’è una grande lampada alogena usata per illuminare il pubblico ed il suo volto, per farla roteare sopra alla testa, per portare il palco nel mezzo della gente. Lontana più di una decina di metri, la band continua a suonare, a divertirsi, ad essere fondamentale e a non perdere il confronto con un front-man decisamente fuori dal comune. La mutevole chitarra di Nestor Fabbri, il sempre presente basso di Bartok, l’irriverente batteria di Vix e i colori di tromba e trombone di David Jr.Barbatosta ed il Duca d’Abruzzo sono tutti ingranaggi di un meccanismo vitale e con pochi eguali che anche nei propri difetti riesce a risplendere, in quanto naturale ed estremamente vicino ai “comuni mortali”. I Nobraino fanno parte della scena indipendente, ma in qualche modo sono anche l’anello di congiunzione con chi invece, dal lato del pubblico, non ne fa parte. Questa sera non eravamo in un locale dove la proposta di musica alternativa è quotidiana, con quello snobismo in cui talvolta anche questo ambiente riesce a scivolare: al cinema-teatro Perla è venuto esclusivamente chi voleva vedere ed ascoltare i Nobraino, ed è stato bello conquistare questo spazio e portare al suo interno colori, suoni e volti nuovi. (Si ringrazia Giovanni Gigantino de La Fabbrica per la collaborazione; Lost Gallery)

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