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Siamo persone coerenti: intervista a Davide Tomat (N.A.M.B.)

namb_inter030I N.A.M.B. rappresentano una delle realtà più interessanti del panorama musicale italiano. A quattro anni di distanza dal loro esordio con il disco N.a.m.b., la band torinese torna a stupirci con Bman, un concept album sulle avventure di un robottino che scopre la nostra società a tempo di rock. Ci sono i Faith No More e i Nine Inch Nails, ma questo non ha impedito ai N.a.m.b. di realizzare un album originale che, nonostante i suoi 70 minuti, scorre via senza stancare. I N.a.m.b. sono tornati e l’hanno fatto in grande stile!Ma chi è veramente Bman? Cosa pensa di noi? Lo abbiamo chiesto a Davide Tomat, leader della band. (Running è in streaming autorizzato)

Sono passati quattro anni dal vostro album precedente, N.A.M.B. Che cosa è cambiato nella band in tutto questo tempo?
Quasi tutto direi, anche a livello energetico: solo due componenti della vecchia formazione hanno lavorato a Bman, io e Branco, ma circa una settimana fa lui ha deciso di lasciare la band per motivi personali/musicali, dato il suo sempre più profondo interesse per la musica classica e per il contrabbasso in particolare. Il cambiamento c’è stato anche a livello compositivo, nell’approccio alla scrittura, più istintiva, e anche a livello di contenuti. Infatti con Bman abbiamo deciso di raccontare una lunga e semplice storia.

Bman è un concept-album che narra delle avventure di questo robottino alle prese con la scoperta di quello che resta dell’umanità, sia attraverso i brani che con un booklet di 100 pagine di disegni realizzati da maq4ka. Da dove è nata l’idea?
L’idea è frutto di un susseguirsi di combinazioni che ci hanno portato in quella direzione. Per primo il nome del gruppo, N.A.M.B., che al contrario è diventato BMAN. Da quel momento la creatività e l’istinto di maq4ka, che mi ha inviato dei suoi disegni proprio mentre stavo scrivendo i pezzi, hanno fatto il resto. Il primo disegno che mi ha mandato è diventato la copertina del disco. Da lì la sua idea di fare più disegni per ogni canzone, mentre io avevo pensavo ad un singolo disegno per brano, e, di conseguenza, la necessità di ordinare i primi brani scritti secondo quello che già raccontavano e scoprire che tutti appartenevano inconsapevolmente ad un disegno più grande di cui non ci eravamo resi conto. E poi il semplice fluire delle cose all’interno di quel grande disegno. L’idea del concept ha però origini più lontane: durante il tour N.A.M.B. Branco mi disse “per il prossimo disco potremmo pensare di fare un concept, sarebbe figo!”. Credo che quella frase sia rimasta ben stampata nella parte del cervello che solitamente dedico alle cose che devo assolutamente ricordarmi di fare! Alla fine è tutto merito o colpa di Branco!

Abbiamo conosciuto Bman attraverso il video di Radiorace, dove gliene accadono un po’ di tutti i colori. Da dove è nata l’idea per questo video?
L’idea del video era già all’interno del concept. Il problema era come realizzarla, se in animazione, in stop motion, in computer grafica, ecc… Anche in questo caso una serie di circostanze fortuite è accorsa in nostro aiuto: un amico di Gas, Francesco Boerio, è stato la soluzione a tutto. Il geniaccio maledetto si occupava già da tempo di progettazione e realizzazione di robot e props che animava in stop motion per realizzare cortometraggi. Io e Gas abbiamo buttato giù lo story board, Francesco ha subito sposato il progetto ed ha realizzato un BMAN fantastico. E’ riuscito letteralmente a dargli vita, oltre a realizzare tutti gli altri robot, le scenografie del video e ad animare i props con Fabio Tonetto. Al progetto ha anche aderito il mio amico regista Francesco Calabrese e il video è stato girato ed ultimato al Superbudda Studio.

namb_inter0310Nell’album Bman i testi sono per lo più in inglese, a differenza dall’album precedente dove erano quasi tutti in italiano. Cosa ha determinato questo cambiamento? E’ dovuto semplicemente ad un’esigenza di mercato o avevate in mente altro?
In realtà mi è sempre venuto spontaneo cantare in inglese di conseguenza il cambiamento è stato un semplice assecondare questa mia propensione. A questo si è aggiunta la voglia di cercare di uscire dai confini nazionali ed avere una distribuzione più ad ampio raggio.

Per il secondo album avete deciso di pubblicarlo prima all’estero e poi in Italia. Ci vuoi raccontare i motivi che stanno alla base di questa scelta un po’ inusuale?
In realtà non è andata proprio così! La data ufficiale di uscita è sempre stata il 23 febbraio 2010, data di uscita di BMAN negli States. Con l’etichetta abbiamo però pensato di fare una sorta di “ghost pre release” in Europa il 12 ottobre 2009, in modo da dare un po’ più di respiro al disco e permettere di farlo conoscere poco a poco. Il risultato credo sia stata solo una maggiore confusione! Ma io ho sempre amato la confusione ed il rumore! E poi ci sta: se ci pensi il primo disco ha avuto una sola data di pubblicazione, il secondo due e il terzo ne avrà per forza tre! Noi N.A.M.B. siamo persone coerenti! Tutto ha un senso!

All’estero Bman ha ottenuto grandi consensi, ricevendo critiche più che positive dalle testate specializzate più autorevoli. Trovi che ci sia un modo diverso di approcciarsi alla musica all’estero, sia per quanto riguarda il pubblico che la stampa?
Credo che all’estero ci sia un po’ più di curiosità verso l’espressione individuale. Basti pensare ai Futuristi, che a Milano furono fischiati mentre a Londra ottennero consensi. Temo che in Italia ci sia un po’ troppa presunzione: crediamo di sapere già tutto, forti del nostro grande passato artistico, ma in realtà seguiamo mode e apprezziamo solo ciò che rientra all’interno di filoni più o meno riconosciuti, più o meno “alternativi”, più o meno “main stream” più o meno “fighi” perché difficilmente riusciamo a giudicare con i nostri sensi e con le nostre emozioni ciò che ci piace e ci emoziona realmente, senza condizionamenti, ed abbiamo bisogno di sentirci dire dagli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Io lo trovo triste! Non dico che questa propensione non ci sia anche all’estero, e comunque non ho abbastanza esperienza per poterlo asserire con assoluta certezza, però la sensazione è che fuori dai confini nazionali ci siano più persone che escono dal coro rispetto agli italiani, dove il primo approccio verso qualcosa di diverso o nuovo è per forza la critica!

Bman è un po’ come un bambino che vede il mondo per la prima volta. Scopre la tv (TV invasion), la ripetitività della quotidianità (Serrato) e alla fine si rifugia nel suo mondo fatto di sogni guardando un cielo azzurro (Blue sky). Non credi che a volte un po’ tutti dovremmo decidere di fare come il nostro robottino e tornare a vivere con lo stupore e la voglia di sognare e scoprire dell’infanzia?
Il messaggio implicito di questo disco è esattamente questo: una sorta di monito, rivolto per primo verso noi stessi. L’attitudine è proprio quella del bambino che si rende conto delle emozioni, cerca di seguirle, di capirle e di non dimenticarle. Siamo talmente tanto bombardati da informazioni, vere o false, utili o inutili, che non ci rendiamo nemmeno più conto di cosa ci circonda e tanto meno di ciò che è veramente importante e fondamentale per noi stessi. Per esempio, potremmo iniziare col semplice cercare il proprio posto per dormire all’interno di una stanza, come insegnò Don Juan a Castaneda.

Quando deciderete di portare Bman a conoscere il pubblico italiano? Confesso che muoio dalla curiosità di trovarmi faccia a faccia col nostro amico.
Credo che dipenda solo da BMAN e dall’idea che le persone si faranno di lui. Noi siamo pronti per accompagnarlo in questa avventura, ma è lui che deve sentirsi pronto e ricevere il giusto feedback dalle persone… noi non vediamo l’ora che ciò accada!

namb_inter0110Ultima domanda: il futuro dei N.A.M.B.?
Credo che molto dipenda da cosa succederà in questi mesi: se suoneremo tanto live, come speriamo, se suoneremo tanto in studio… e questo lo speriamo un po’ meno. Ogni volta che proviamo nasce spontaneamente qualche pezzo inedito e credo che, ad un certo punto, registreremo una lunga sessione di improvvisazione ed inizieremo a lavorare al nuovo materiale. Però adesso vorremmo chiudere il cerchio portando BMAN in giro! In fin dei conti, oltre alle contraddizioni e alle disarmonie della società umana, ci sono tante belle cose nel nostro mondo ed è giusto che anche BMAN le veda!

Running – Preview

Radiorace – Videoclip

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