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The Halfduck Mistery – Samuel Katarro

katarro10Ci rimarrà male chi adorava il suo essere one man band, solo sul palco, con chitarra e voce. Il suo album d’esordio, Beach Party, era all’insegna della (quasi) solitudine artistica nella quale si era creato una bella immagine, in stile bluesman disperato. Proprio nella recensione di Beach Party avevamo immaginato il disco successivo, prevedendolo molto differente perchè da Alberto Mariotti (in arte Samuel Katarro) non ci si può aspettare altro: sarebbe stato al fianco di una band “di pazzi scatenati che rincorrono le sue visioni”. E così è stato.
The Halfduck Mystery è una carovana nel deserto lisergico degli anni ’60, con undici convogli colorati e sgangherati, ognuno con suoni e profumi differenti. Il nuovo disco si lega al precedente per il clima “revival” di tempi ormai andati (i “mitici” anni ’60), con un piglio quanto mai autentico e non semplicemente citazionale, e riesce a vincere la nuova sfida musicale all’insegna della collegialità. Katarro oggi ha al fianco una band e molti musicisti giunti come Re Magi ad omaggiare il genio creativo del ragazzo toscano. Certo, la figura di Katarro è al centro del progetto musicale, ma l’avere alle spalle una vera e propria band, paradossalmente, gli consente molte più libertà.
Allontanate le sfuriate chitarristiche che lo caratterizzavano specialmente nei nervosissimi live (dove anche ora non mancano), in questo secondo album Samuel Katarro pensa alla melodia, all’arrangiamento, anche alla dolcezza. Dove in Beach Party c’era la sua voce folle usata come uno strumento musicale, ora ci sono tastiere, violoncello, flicorno, oboe, basso-tuba e banjo, oltre a percussioni e chitarre; per questo mai prima si era sentita la sua voce così gentile ed addomesticata, come in You’re an animal! e in Three minutes in California.
Il disco si apre con tutta la roboante pazzia di Rustling: un bellissimo azzardo musicale per rompere il ghiaccio. Alcuni brani sono autentici capolavori di ritmicità e sregolatezza (Pink clouds over the Semipapero), mentre altri vincono per schiettezza (Pop skull). Delicata e melodiosa 9V anticipa la più solare Three minutes in California, quest’ultima spettacolare negli insoliti richiami alla musica indiana contestualizzati in un brano tipicamente sixties. ‘s Hertogenbosch blues festival è un claustrofobico delirio dal suono ovattato, capace di sfiorare il jazz: sicuramente il brano più intenso ed emozionante.
La fantasia di Katarro però non ha limite, tanto da inserire nel disco un brano realizzato quasi completamente con campionamenti (I am the Musonator); vero e proprio stupefacente viaggio fatto di suoni e note distorte, mozzate e ricucite assieme in modo caleidoscopico.
You’re an animal è una ballata malinconica sostenuta ed enfatizzata dal violoncello e dalle tastiere, ed è probabilmente il brano stilisticamente più “normale”, a dimostrare con la sua bellezza che non necessariamente bisogna inventare di sana pianta qualcosa di nuovo, per realizzare canzoni, a loro modo, geniali.
Questo sembra dire Samuel Katarro con The Halfduck Mystery: so essere (quasi) normale, so fare un album di canzoni, ma se permettete lo faccio a modo mio! E il nuovo Samuel Katarro ci piacemolto, perchè si è messo in gioco. Non avrebbe avuto senso continuare a percorrere avanti ed indietro la strada di Beach Party. L’artista toscano ha deciso di ampliare gli orizzonti e, se riuscirà a portare il suo nome anche fuori dal confine italiano, saranno in tanti ad invidiarcelo.

Credits

Label: Trovarobato/Angle Records – 2010

Line-up: Alberto Mariotti alias Samuel Katarro (voce, chitarra acustica) – Wassilj Kropotkin alis Francesco D’Elia (violino, piano, arrangiamento archi, chitarra elettrica, percussioni, organo, glockenspiel, harmonium, seconde voci) – Simone Vassallo (batteria e percussioni). Con la partecipazione di: Enrico Gabrielli (tastiere) – Mattia Boschi (violoncello) – Enrico Pasini (flicorno) – Mario Frezzato (oboe) – Alberto Danielli (basso-tuba) – Simone Bardazzi (banjo) – Lorenzo Maffucci (“bassa fedeltà e performance concettuali”) – Michelle Davis (voce)

Tracklist:

  1. Rustling
  2. Pink clouds over the Semipapero (includes first english lesson)
  3. Pop skull
  4. The first years of Bobby Bunny
  5. 9V
  6. Three minutes in California
  7. ‘s Hertogenbosch blues festival
  8. I am the Musonator
  9. You’re an animal!
  10. Sudden death (includes last english lesson)

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2 commenti

  1. E’ un grande. Ne sentiremo parlare anche per un successo tra il pubblico. La più bella novità degli ultimi anni. Un album migliore del primo. Un altro resoconto
    http://www.mentinfuga.com/archives/505

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