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Personal Train – Fitness Forever

fitnessPensavo che collezionare fotografie fosse un po’ come collezionare sorrisi, per poi indossarli all’occorrenza. Servirsi della luce impressa, mutilata dal tempo per rendere eterno un momento, e innamorarsene quando se ne ha voglia. E poi sfoggiare il benessere. Ma proprio il benessere vibrante, che sosta in un angolo tra il disimpegno ed il chiarore, con quel mood eternamente sornione e stralunato che è tipico di noi italiani. Carlos Valderrama, con il suo combo partenopeo dei Fitness Forever (che annovera anche la tenue e dolce voce femminile di Paster ai cori) mette in mostra la sua personalissima collezione di foto d’epoca da spiagge assolate e ombrelloni, in una galvanizzante e tutt’altro che derivativa sfilata pop, mettendo su un elegantissimo inno al disimpegno e all’ironia, all’umorismo mediterraneo e all’eleganza, all’italianità e persino ad una contagiosa genialità tutta napoletana. Così quest’esordio Personal Train, prodotto dalla spagnola Elefant ed in Italia da Pippola Music, è solarità ed eclettismo, avendo un piglio spudoratamente retrò, ma dal sapore di un’irresistibile spremuta di pompelmi. Un album di indie pop all’italiana, diremmo, che pesca con maestria e perfezionismo da varie fasi della storia del pop, dai classici della musica lounge e dalle grandi colonne sonore, dalle parentesi più succose del twee pop scozzese e da un fascino tutto nostrano per gli anni d’oro del Varietà. Già dalle prime battute della frizzantissima Probabilmente si intuisce il mood dolcemente ironico e scanzonato di questi brani, sempre contornati da ricchissime ma mai ridondanti aurore orchestrali, esercizi corali e frasi di ottoni. Altrettanto contagioso l’andamento della successiva L’Anarchica Pugliese che sembra persino geniale quando giunge il ritornello, con tanto di clapping a canticchiare: “della tua borghesia serbi un certo affetto e un po’ di nostalgia, ma cara mia di uno stato faccio a meno se sei mia… Mariapia. La filastrocca scanzonatissima e immaginifica di Vacanze a Settembre rimanda alla Mina degli esordi, alla melodia facile e distesa che afferra l’orecchio, dandoti quasi l’impressione di un classico ritrovato della canzone italiana. Con una spiazzante poetica da cabaret, sono brani che anziché sembrarti banali, finiscono col fare da parodia di se stessi, come gli Elio e le Storie Tese (o persino gli Squallor), fuori dai confini del demenziale. L’alta classe di Albertone è un omaggio strumentale a Ennio Morricone (ed indirettamente anche all’Alberto nazionale); Se Come Te conserva il battito disco anni ’70, mentre Je je jeox è un breve divertissement bossa-lounge dalle sfumature brasileire. L’irresistibile cavalcata pop ariosa di Monica ha un’anima tutta twee e trasferisce Glasgow a capitale del sud Italia. Il singolo Bacharach, col suo esaltante fraseggio ska-lounge di tromba, è la dichiarazione d’intenti, regalando un evidente tributo ironico ad uno dei più grandi compositori del ‘900 (come anche nello strumentale di Outro). Degna ed esaltante chiusura quella della geniale D’Estate, che nel ritornello soffia vita nuova nel corpo di Lucio Battisti nella sua versione più romantico-balneare. I Fitness Forever sono Alberto Sordi che si diverte a cantare fra gli ombrelloni coi Belle and Sebastian, ovvero l’aggiornamento del mood indipendente ad un estro tutto italico. Ci sbilanceremmo dicendo che questo Personal Train, pur nella sua patologia retrò, è un capolavoro! Qualche piccola pecca forse c’è, proprio a voler trovare il pelo nell’uovo, rintracciabile in una mania di sovrarrangiare i brani, o in una produzione con una pasta sonora che non sempre regge il gioco a dovere (croce di tutte le produzioni digitali del duemila) per esser vintage fino alla fine. Fatto sta che se non ve ne parliamo come di un disco imprescindibile, davvero poco ci manca e questo esordio non possiamo che consigliarvelo con grande entusiasmo nei prossimi acquisti primavera-estate e segnalarvelo come uno dei dischi italiani più importanti dell’anno.

Credits

Label: Elefant/Pippola Music – 2009

Line-up: Paster (vocals) – “Big Tony” Fresa (piano, Fender rhodes, organ, synthesizers, vocals) – Luigi Scialdone (bass, guitar, 12 string guitar, vocals) – Carlos Valderrama (drums, guitar, keyboards, synthesizers, glockenspiel, percussion, vocals)

Tracklist:

  1. Intro
  2. Probabilmente
  3. L’anarchica pugliese
  4. Vacanze a settembre
  5. Albertone
  6. Se come te
  7. Je je jeox
  8. Quando ho tempo
  9. Monica
  10. Bacharach
  11. Outro
  12. D’estate

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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2 commenti

  1. Bellissima recensione che raccoglie tutti miei pensieri su questo favoloso disco!!

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