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Il paese è reale – AA.VV.

ilpaeseereale_C’era una volta un paese che era al centro del mondo. C’era una volta un paese che insegnava al mondo la poesia e l’arte. Ed invece cos’è successo? E’ successo che gli intellettuali di questo paese hanno messo le pantofole,  dimenticando. Il grottesco è diventato reale. Il potere della divulgazione dell’arte è caduto nelle mani di chi non ha gusto, non ha stile, non ha cultura. Può una compilation di canzoni cambiare un paese di piume nere? 19 brani rappresentano l’occasione di ascoltare il vero volto innovativo dell’avanguardia musicale del nostro paese. Quel manipolo di artisti che riempie club e piazze nelle varie città della penisola negli ultimi anni, che si esporta all’estero e che però non ha la giusta attenzione dei media per arrivare a tutti perché macchiati dal peccato originale di essere veri e di essere liberi. L’infinità di spunti originali che sono presenti in questa compilation è spaventosa. In primis due grossi rami artistici del mondo indipendente,  quello che ha scelto di esprimersi in lingua italiana e quello che  ha scelto di farlo in quella inglese. Per quanto concerne la parte in italiano vi è presente il meglio degli ultimi dieci anni del  nostro moderno cantautorato che, pur partendo dalle lezioni dei maestri del passato, ha esplorato vie nuove nella scrittura dei testi.  Artisti con un proprio stile ma accomunati da un unico sentire, come testimonia un cut-up dai vari testi… sembrano costituire un uno stesso universo:
“Se non sai più se sei un uomo. Se hai paura di sbagliare. Se hai voglia di pensare. Che fra poco è primavera… L’uomo prega Dio ma preferisce Giuda… La vera poesia mi dice di parlare chiaro solo al cane ma ciò che dico può bruciare… Dai l’acqua alla pianta dei sogni… Tutto l’amore nel pugno e il peso scarso della tua morale… Quanto lucido da scarpe sugli orrori. Adesso raschi i fondi e le miserie…. Mi sono licenziato dall’inferno. Amore dimmi che mi conosci ancora. Amore non so ancora cosa significa uccidere un uomo… Ho levigato le distanze per arrivare a te. Si asciugano i mari e le parole… Siamo carne masticata e dal divino defecata. Siamo solo fango sparso su questa terra. Un tumore per la terra… Per chi vorrà vedere di più avanza nel deserto…. Accetta questi cinque euro tu sei il mio biglietto della lotteria e ti chiedo una morte silenziosa… Ti regalerò un’anima con le mutande di cera che presto incendierò… Se corri nel vento e non ti fermi un attimo a respirare”.
Questo comune sentire si traduce in ricercatezza del suono mai banale dove la melodia è al centro e elude ogni gabbia di genere. La giustapposizione degli stili è geniale. Ecco che il songwriting di Benvegnù, basato su ariose aperture, ha molto in comune con quelle elegiache di Parente o quelle folk di Basile. Gli arrangiamenti seventy della canzone di Dente ha molto in comune con lo stile dei Mariposa. L’asprezza garage-folk degli Zen Circus ben si sposa con le chitarre ruvide del Teatro degli Orrori. Mentre il sound acustico di Angelini non è molto lontano nel mood delle tempeste acustiche dei Marta sui Tubi.
La parte inglese della compilation è rappresentata dal meglio che già esportiamo o che è esportabilissimo all’estero. Con esportabile s’intende artisti che rivisitano in chiave molto personale generi tipicamente anglo-americani.  Il ragtime-rock incredibile di Beatrice Antolini, la poeticità beatlesiana dei A Toys Orchestra, il convulso post-punk degli immensi Settlefish e il fresco sperimentalismo rock dei DiscoDrive che qui tocca vette slow-core come il celebre gruppo texano Calla. La compilation dà spazio anche alla musica che non ha bisogna di cantanto come il brano dei Calibro 35, capaci di ricreare le atmosfere seventy delle colonne sonore dei film polizieschi anni settanta o il fragoroso flusso di jazz-core degli Zu che non hanno nulla da invidiare ai più famosi stranieri Melvins. Infine il brano che avrebbe dovuto vincere San Remo,  Il paese è reale degli Afterhours: con quella cavalcata progressiva di risveglio delle coscienze riesce ben a sintetizzare l’originalità dei testi e la ricercatezza del suono che è presente in tutti i brani della compilation.
Uno spaccato sincero della scena indipendente italiana. Sono tutti potenziali singoli. Sembra che ogni artista abbia voluto dare il meglio di sè. Il prezzo di 9,90 euro è veramente poco rispetto all’elevato contenuto artistico di questo disco, un altro grande messaggio che c’è dietro questa compilation.

Credits

Label: AC Europe records/FNAC/Casasonica – 2009

Tracklist:

  1. Afterhours – Il paese è reale
  2. Paolo Benvegnù – Io e il mio amore
  3. Marco Parente – Da un momento all’altro
  4. Dente – Beato me
  5. Cesare Basile – Le canzoni dei cani
  6. A Toys Orchestra feat. Luca D’Alberto – What you said
  7. Reverendo – California
  8. Calibro 35 – L’uomo dagli occhi di ghiaccio
  9. Il teatro degli orrori – Refusenik
  10. Roberto Angelini – Tempo e pace
  11. Beatrice Antolini –
  12. Zu – Maledetto sedicesimo
  13. Zen Circus – Gente di merda
  14. Marco Iacampo – Che bella carovana
  15. Mariposa – Le cose come stanno
  16. Settlefish – Catastrophy liars
  17. Disco Drive – The giant
  18. Marta sui tubi – Mercoledi
  19. Amerigo Verardi + Marco Ancona – Mano nella mano

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