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Anime sotto il cappello – Paolo Tocco

Andiamo anche noi in un’alba d’estate per i sentieri del bosco; sia discreto il nostro abbigliamento e silenzioso il passo, cercando di evitare sassi mobili e rami secchi. Fermiamoci ad ascoltare e ci sarà molto da scoprire: un fruscio, un battere d’ali…” (Mario Rigoni Stern). Tra le parole che invitano al cammino, ad assaporare il gusto della fatica richiesta dalle vette e il rischio della caduta, trovo la guida per un cammino diverso, per un percorso da vivere nell’immobilità, nella sola tensione, nell’ascolto…poiché i passi verso e dentro le Anime sotto il cappello sono un viaggio, un sentiero aperto dall’inchiostro da sostenere ad occhi aperti e bocca serrata. Ho respirato l’aria in cui queste strade di canto sono sbocciate, sa di pane e di visciole, di resina e terra bagnata, di rovi e di sorgente, d’uva e poi di neve e dopo ancora di primule gialle. Il medesimo profumo lo si ritrova tra le pagine animate dai segni di Paolo Tocco e dai disegni di Stefano Casella e Cristian Di Clemente (che ha colorato anche con la sua chitarra elettrica), tra le note e le parole, nei respiri. C’è la traccia e il senso delle radici, l’odore pungente dei legami, in questo disco sbocciato per gioco, nato giocando…del resto si sa che l’arte è il più serio dei giochi, e a volte quell’ancora che s’aggrappa al mondo, all’essere, ad un battito per portarci al fondo, al profondo, al centro. Ci riesce ad essere tale la bellezza sognata, quella che nasce dal sogno e di fronte alla quale anche le dita che l’hanno tessuta restano incredule… forse è per questo che nella musica che sussurra la Nenia dei piccoli pensieri i profumi della terra sono mescolati a quelli dello stupore e del candore. Le anime che hanno trovato dimora in una casa blu di china ed acqua, sotto un cappello, tra le montagne sono state infatti generate con meraviglia e sono diventate canzoni e vie. I dieci canti si trovano così ad essere dei percorsi perché incarnano delle storie e il cammino di un desiderio che si è dispiegato attraverso queste storie, dando loro memoria o vita. Al loro principio c’è la cura per il suono, un’avventura e la fiducia rivolta all’altro, l’incontro di mani e sorrisi. Tra i versi e le melodie resta quel trovarsi fatto dei passi che si incrociano, dei sensi protesi, resta l’attenzione e l’amore, anche grazie agli arrangiamenti che sono frutto di un coro di molte carezze…che sotto una falda larga di paglia la musica che si trova è di uno e di molti, è di strette e parole o respiri condivisi come pane. Il giovane cantautore teatino ha profuso cura, con generosità e sapienza, e l’ha moltiplicata facendone l’intenzione di un insieme, intrecciando il suo amore volto alla scrittura e alle note con quello di Giulio Berghella, Viktor Mazzetta, Danilo Di Gianpaolo, Daniela Di Felice, Laura Vinciguerra e Andrea Micarelli. In tal modo ha preso corpo un palpito fatto di gola e legno, di vibrazioni e soffi, di pelle e corde, di gesti sognanti. Mentre tutto questo si faceva carne impalpabile, sangue da udire, ha incantato altre mani, intrecciato altri gesti, quelli di Mimmo Basile e Tony Turco, di Paolo Fiorucci e Stefano “Cisco” Bellotti. Che si condividano mille passi o uno solo, quel che trova forma è un flusso di anime che con-vivono bellezza e da ciò si diffonde un calore che passa alle armonie, che si dona attraverso le armonie… complici un violino, un violoncello e un sax che con un tocco creano varchi, sfiorando i sensi con un vento dolce capace di aprirli come corolle di genziana. Nei calici blu dei fiori di montagna e nelle parole trovano culla fotografie che sono finestre dischiuse su matite colorate e circhi, su carte da gioco e fogli bianchi, su valige custodi di volti, su cuori trat-tenuti dal ricordo, su sorrisi e perdite, su stelle e pensieri, vi trova casa anche un gesto d’amore verso una musica che è stata nutrimento, tale è infatti Lo sposo e la sua spiga di grano, carezza alla poesia di De Gregori. Sulla pelle di carta del booklet le parole che sono la luce e il tratto di queste foto, storie e paesaggi di prati ed occhi, non ci sono…ce ne sono altre, come i versi di Alessio Pelusi, che evocano o rivelano, che conducono a quelle che sono e restano puro suono, lasciando che le canzoni si possano leggere solo nell’aria. A chi si mette in ascolto non resta che intraprendere un passo silenzioso verso una casa di pervinca, lungo i sentieri disegnati nella terra dai gesti e dai sogni, incontro ad uno slancio…un passo che vada e colga, tra il miele e le nocciole, un inizio che è già cammino.

Credits

Label: Artinote – 2008

Line-up: Giulio Berghella (basso) – Viktor Mazzetta (chitarre acustiche, chitarre elettriche) – Danilo Di Gianpaolo (armoniche, cori) – Marco Contento (batteria) – Daniela Di Felice (violoncello) – Laura Vinciguerra (violino) – Andrea Micarelli (sax); Hanno suonato: Tony Turco (armonica, chitarra acustica, mandolino, voce) – Stefano “Cisco” Bellotti (voce) – Paolo Fiorucci (voce e armonica) – Cristian Di Clemente (chitarra elettrica) – Matteo Daniele (batteria) – Mimmo Basile (batteria); Testi e musica di Paolo Tocco

Tracklist:

  1. Parola ad un respiro
  2. Il mercante di sogni
  3. Il fante di bastoni
  4. Se si potesse andare…
  5. Regina Regina
  6. Una finestra chiusa
  7. Per vivere, per respirare
  8. Lo straniero di Via Garibaldi
  9. Lo sposo e la sua spiga di grano
  10. Nenia dei piccoli pensieri

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