Home / Recensioni / Album / Canzoni da spiaggia deturpata – Le luci della centrale elettrica

Canzoni da spiaggia deturpata – Le luci della centrale elettrica

Le luci della centrale elettrica non è un gruppo come farebbe pensare il nome. Le luci della centrale elettrica è Vasco Brondi, un giovane ventiquattrenne di Ferrara. Nonostante la sua giovane età viene già considerato un cantautore dei giorni nostri, un cantautore che si esprime anche attraverso i blog. Le luci della centrale elettrica sono quelle luci che la sera illuminano le tangenziali, le case, le strade di Ferrara, sono quelle luci che permettono di vedere la gigantesca scritta coop dagli appartamenti sub-affittati. L’album dal titolo Canzoni da spiaggia deturpata si può già trovare ai suoi concerti, ma arriverà nei negozi di dischi il prossimo otto maggio. Il disco racchiude in sé una serie di fusioni. I pensieri di Vasco Brondi si fondono con quelli del disegnatore della copertina, Gipi. Proprio sul blog di Gipi si può leggere un intervento in cui scrive che proprio la tavola realizzata per la copertina dell’album de La luce della centrale elettrica ha dato via ad una serie di disegni: “A Roma, andando in giro in scooter, con il mio autista, vedo i palazzi di notte. Provo a rifarli a memoria. Fallisco. Imparerò. Forse. Questi sono dei palazzi visti vicino a Ponte Milvio. Almeno, questo ne è il ricordo, prima dell’aperitivo. […] E i cieli rosa, arancio e rossi, per lo smog e la luce elettrica, abbondano in questa città grande”.Questo fa capire il modo di vedere che Gipi e Vasco Brondi hanno in comune. Poi ci sono la musica e i testi dei 10 brani che compongono Canzoni da spiaggia deturpata: musica e testi si fondono, si completano fino a diventare inseparabili. Dai 10 brani emerge che Vasco Brondi ci sa fare con le parole. Parole e musica per urlare la realtà, la realtà degli ecomostri, dell’effetto serra, delle mine antiuomo, dei manganelli, dei lacrimogeni.. Ma non solo. Nei suoi testi, come avviene in Fare i camerieri, dai funerali di Berlinguer si arriva a Kabul, da Parigi a New York, da Berlino a Hong Kong. Urla la sua realtà e lo fa con spontaneità. Questo fa venire alla mente un altro ferrarese che pure ci sa fare con le parole, una persona che sa osare, Giorgio Canali che in effetti ha arrangiato i brani. Lo stesso Canali, è anche sua la realizzazione artistica del disco, in passato ha definito fantastico il progetto di Vasco Brondi sostenendo “che La luce della centrale elettrica sia la cosa più interessante che ha ascoltato negli ultimi 10 anni”. Nei suoi testi c’è spazio anche per i CCCP come in La gigantesca scritta coop: “Aprendo la finestra sopra netturbini sopra nottambuli svetta la gigantesca scritta coop e i cccp non ci sono più e i cccp non ci sono più”. Ma non solo i CCCP, infatti nel brano Nei garage a nord di Milano c’è un esplicito riferimento al brano Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano: “Era un deserto al contrario un cielo notturno illuminato a giorno da stelle cianotiche da stelle col tuo nome insegne luminose tifosi violenti arruoliamo brigatisti nei bar deserti sui navigli la curiosità ci divorava e staremo ad abbaiare a questo cielo da rottamare […] chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori chi legge la mano, chi regna sovrano chi suda, chi lotta, chi mangia una volta chi gli manca la casa, chi vive da solo chi prende assai poco, chi gioca col fuoco chi vive in Calabria, chi vive d’amore chi prende i sessanta chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro”. Un altro pezzo sembra prendere spunto dai discorsi tenuti dalle persone che passano nei bar, infatti in La lotta armata al bar Vasco Brondi urla: “Cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero delle nostre giornate che sono state ristrutturate di tutti gli altri libertini che sono stati biodegradati di quando sono arrivati gli artificieri e ci hanno disinnescati”. Poi nel brano Per combattere l’acne sussurra: “A Parigi dici che non volano mosche benedirci in chiese chiuse e in farmacie compiacenti sposarci con i cerotti usati in passeggiate su spiagge deturpate le piazze sono vuote le piazze sono mute”. In totale sono 10 brani, circa 34 minuti di buona musica grazie ad un giovane promettente. Sono 10 brani che dovrebbero essere nello stereo di tutti. Non ascoltare questo disco significa dover riempire delle lacune. Siamo sicuri che la strada de La luce della centrale elettrica sarà lunga.

Credits

Label: La Tempesta – 2008

Line-up: I brani sono di Vasco Brondi; Giorgio Canali ha arrangiato le canzoni e suonato chitarre elettriche, bassi acustici, divagazioni e ultrasuoni; Max Stirner ha suonato l’organo in Per combattere l’acne e nelle Sere Feriali ha diretto e arrangiato le percussioni sinfoniche eseguite dal maestro Guido Querci al conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara; Catturato da Giorgio Canali, Samboela e Vasco Brondi al Natural Headquarter di Ferrara nel settembre 2007; Mischiato e inscatolato da Max Stirner al Natural Headquarter nel dicembre 2007; Realizzazione artistica di Giorgio Canali, Max Stirner e Vasco Brondi; Produzione esecutiva Infecta Suoni&Affini; Il disegno di copertina è di Gipi.

Tracklist:

  1. Lacrimogeni
  2. Per combattere l’acne
  3. Sere feriali
  4. Stagnola
  5. Piromani
  6. La lotta armata al bar
  7. La gigantesca scritta coop
  8. Fare i camerieri
  9. Produzioni seriali di cieli stellati

Links:MySpace

Ti potrebbe interessare...

IMG_5040

Sprecato – James Jonathan Clancy

La notte dell’anima non ha confini. Il castello del nostro Io più profondo non potrà …

3 commenti

  1. Questo album deve avere un fascino colossale.
    Non vedo l’ora di poterlo ascoltare anche dal vivo il giovane Vasco Brondi.
    La sola collaborazione con Gipi penso sia una vera garanzia: certe emozioni suburbane narrate nei suoi romanzi a fumetti sono di epica potenza…

    attendo il live.
    Ci serve il cantautorato: l’Italia ne ha un disperato bisogno.

  2. Ho scoperto Le luci della centrale elettrica da poco. Sono venuta a rileggere la recensione di Rosa, e trovo giusta la scelta di riprendere alcune frasi dei sui testi, che hanno particolarmente colpito anche me.
    Trovo genialità, rabbia e costruzione.
    Luce arancione e buio pesto fuori e dentro.

Leave a Reply