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Grandmother – Jewels for a caribou

Se potessi mi piacerebbe fare un piccolo esperimento con voi… metterei su questo disco senza farvi sapere da dove viene e vi chiederei di dirmi secondo voi da quale luogo del mondo arriva e che cosa vi fa venire in mente. Pensereste a qualcosa del passato e a luoghi lontani.
Una spiaggia caraibica prima del turismo, sabbia, mare e il calore del sole. Una prateria americana, vasta, smisurata, quasi disabitata. Un deserto africano, le dune e il vento. Una casa di legno in un bosco di montagna, il fuoco che crepita nel camino. In realtà questo disco arriva da molto più vicino, Sant’Arcangelo di Romagna, ma forse proprio con il suo carattere, con le sue contaminazioni riesce a rivelarci quanto le cose possano essere diverse da quello che sembrano, che possono esistere posti dove esiste ancora una dimensione intima, arcaica, quasi fiabesca, magica, senza essere oppressiva. Un’essenza che può esistere in ogni posto del mondo. Sarà per questo che ogni volta che sento queste quattro canzoni la sensazione più forte che provo è un gran calore, come se all’improvviso riuscissi a sentirmi al sicuro, protetta. Sarà indubbio merito di questa voce… quella di Alberto Casadei. Una voce alla Tom Waits per intenderci, profonda, ed è un eufemismo, quasi cupa, graffiante e graffiata in certi momenti. E non c’è niente da fare… ti scioglie, ti ammorbidisce, ti illanguidisce…
E poi c’è lo struggente suono del mandolino che si unisce al banjo ed è una sinfonia ammaliante e morbida.
Sono solo quattro pezzi, quattro piccoli gioielli: Woodcutter House, un pezzo stupendo, malinconico e sensuale, Waiting for me in the trouble, con la voce di Alberto che supera se stessa, Jerusalem, dove invece è la straordinaria melodia a farla da padrona e infine Grandmother, il brano dai tratti più cupi e malinconici, commovente. Li aspettiamo in questo nuovo anno questi ragazzi, mi piacerebbe davvero molto sentir parlare di loro.

Credits

Label: Ribèss records – 2007

Line-up: Alberto Casadei (voce, armonica a bocca, concertina, percussioni, sega) – Marcello Rinaldi (chitarra elettrica e acustica, lap-steel, banjo, mandolino, pianoforte, tastiere, fiddle, sega, backing vocals) – Alessandro Gentili (chitarra acustica, banjo) – Filippo Tosi (basso, pianoforte, tastiere) – Andrea Perugin (batteria, percussioni)

Tracklist:

  1. Woodrcutter house
  2. Waiting for me a trouble
  3. Jerusalem
  4. Grandmother

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Un solo commento

  1. Suggestiva Recensione. Grande Ale!

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