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Sharing Ghosts – Deny

Pochi ascolti ci sono bastati per delineare il nostro punto di vista su questi Deny, band partenopea, campana (Avellino) al loro disco d’esordio, Sharing Ghosts, per l’oramai avidissima Seahorse Recordings di sua maestà Paolo Messere e distribuiti da Goodfellas. Ci prendiamo tutte le nostre responsabilità e qui,oggi, siamo pronti a fare una grossa scommessa: puntiamo tutte le fishes del banco sulla sicurezza che di questi ragazzi ne sentiremo parlare a lungo in giro. La proposta di questa formazione è sicuramente devota ad un rock ibrido e dai contorni incerti, senza colonne portanti ma sorretto da un raffinatissimo gusto per le scelte d’arrangiamento e da un’invidiabile vena sperimentale. Avanguardistici, fluidi e magmatici, personali nella loro cifra stilistica, i Deny fondono con grande preparazione indie rock, blues e psichedelia e si distinguono da tantissime produzioni attuali (anche e soprattutto provenienti da fuori casa nostra) per un gusto del tutto personale ed una compattezza inusuale per una band solo alla sua prima fatica. La psichedelia dilatata di Charles Bonnet Syndrome, ombrata da macchie nell’aria ed inspiegabili allucinazioni, è esattamente quello che ci si aspetta nel momento in cui si entra nella loro dimensione, fatta di melodie acide e offuscate parentesi di rumore, come nel blues allucinato di Leave Me High, che ad un certo punto si fa liquefare da un fraseggio di sinth progressivo, fino a sciogliersi completamente. La voce di Luca Bellavita si fa via via sofferta nelle pastoie postume di Leaves of Gras, che in alcuni momenti riporta alla mente i Radiohead più sperimentali, impantanati in fanghiglie noise. Altre le parentesi puramente avantgarde, come nelle dissonanze minacciose di Your Smell, dove il basso di Federico Preziosi scolpisce nell’aria cellule impazzite tra post rock e blues, e voce e chitarre sfoggiano una melodia geniale. New Song è probabilmente il loro primo capolavoro, un brano degno di girare nelle compilation indie internazionali e che prende per mano la forma-canzone con disinvoltura in un girotondo tra shoegazing e psichedelia, tra bubblegum e noise dilatato, tra gli Yo La Tengo e la new wave, semplicemente geniale! When You Aren’t There è uno scherzo blues che ricorda i White Stripes quanto vecchi sogni di psichedelica memoria: l’elemento di grande innovazione dei Deny, sta nella loro capacità di far godere ogni singolo brano di una sua evoluzione, di diverse fasi organiche distinte e perfettamente collegate, seguendo una prassi molto vicina al progressive. Nei 9 minuti e 30 di c’è spazio persino per una lunga parentesi dub-elettronica, che non fa che darci conferma del grande eclettismo e della grande preparazione di questa formazione. Che dire di più? Tra i dischi italiani del 2007 sarebbe un sacrilegio non far figurare questo Sharing Ghosts e soprattutto non tenere d’occhio questa band che si rivela non solo ai nostri occhi come una delle cose più interessanti di quest’anno.

Credits

Label: Seahorse Recordings / Goodfellas – 2007

Line-up: Luca Bellavita (vocals, guitars, noises, flute, bouzuki, percussions) – Mariano Festa (vocals, guitar, bass, noises, keyboards, glockenspiel, bouzuki) – Federico Preziosi (bass, noises, vocals) – Pasquale Tomasetta (drums, percussions)

Tracklist:

  1. Charles Bonnet Syndrome
  2. Leave Me High
  3. Leaves of Grass
  4. Your Smell
  5. New Song
  6. Only Love to
  7. When You Aren’t there
  8. To Love Melancholy (is sexy)

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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