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Vesuviana – Marco Zurzolo e Davide Costagliola

VesuvianaLa prima parola che viene in mente ascoltando Vesuviana è serenità. Marco Zurzolo, storico interprete del jazz che non ha bisogno di presentazioni, e Davide Costagliola, più giovane ma dal curriculum ricco e prestigioso (lo abbiamo incontrato su queste pagine negli album di Daniele Sepe e di Flo), forti di un’intesa profonda maturata sui palchi e nei club mettono a segno un album di delicata armonia, che suona come una riunione di amici intimi nel patio tranquillo di una casa in riva al mare, il mare denso e antico del Golfo di Napoli, s’intende. E lì, come riflessi sull’acqua, evocano i ricordi leggeri di musiche vicine e lontane, di parenti e amici scomparsi, come di film e cartoni animati, senza rimpianti, senza retorica, orpelli inutili e stucchevoli, ma solo per il gusto di suonare, assaporare suoni e armonie. A partire dall’iniziale Lazzari felici con la sua morbida cadenza in levare e quella malinconia lieve che omaggia rispettosamente l’originale di Pino Daniele, anche grazie al ritmico inserimento del sax baritono di Gabriella Grossi. Napulitanata si illumina del chiarore di una luna malata e di un motivo che si muove di soppiatto tra i vicoli di napoli incontrando il canto antico di Lina Sastri che emerge dalla penombra come un incantesimo di cui si è perduta memoria, tant’è che il testo originale di Salvatore Di Giacomo si riduce a pochi brandelli ardenti. Il tango soave di Gardel, Por una cabeza, ricrea un’atmosfera di primo ‘900 che è in fondo la stessa, sebbene a differente latitudini, in cui fiorì l’età dell’oro della canzone partenopea, mostrandone il respiro internazionale, non ancora tramontato. Lo stile di Costagliola si fa quasi chitarristico, con un tocco di flanger, per Rino, omaggio spirituale al compianto bassista Rino Zurzolo, fratello di Marco, che prolunga le note in chiusura del fraseggio con sbavature di pianto e singhiozzi. Ma è una serata tra amici e l’allegria ritorna briosa con Segura ele di Pixinguinha, gustosa prova di virtuosismo con gli strumenti che si rincorrono fino a trovare un travolgente unisono che sfocia nella freschezza degli assoli, sostenuti dal ritmo carioca della batteria di Vittorio Riva. La comitiva si reca Segretamente nella Napoli dei primi anni ’60 e non ha bisogno del testo per svelare come lame taglienti che affondano nelle viscere il dramma profondo di un amore negato. Amore che torna nella delicata dichiarazione scritta nel ’62 da Sergio Endrigo Io che amo solo te, con la sua melodia semplice, cristallina, forma perfetta di un legame ideale. Seguendo il volo dei gabbiani si approda sulla spiaggia di Licola, che spogliata della grottesca teatralità di Bennato ritrova l’eleganza di Begin the beguine di Cole Porter, anche grazie alla fisarmonica leggera di Mimmo Matana, con Zurzolo che, da jazzista navigato, ricerca col suo contralto il timbro vibrato e romantico del clarinetto di Artie Shaw. Vesuviana nasce come colonna sonora di una manifestazione e allora ci sta bene giusto al centro della scaletta la dolce melodia di Over the rainbow tratta dal film Il Mago di Oz (1939), che si apre nella seconda parte ad una ritmica digressione jazz, ispirata dalla versione di Keith Jarrett. Restando in ambito cinematografico, Babel reinterpreta del tutto la colonna sonora dell’omonimo film composta dall’argentino Gustavo Santaoalla, recuperando in parte il tema asciutto di Tazarine in una versione di fluido pathos. Ecco, allora, che Costagliola, cultore di fumetti e supereroi, suggerisce un alleggerimento serissimo: Lupin. Già, proprio l’indimenticabile sigla dell’edizione italiana della seconda serie dell’anime Lupin III, composta nel 1982 da Franco Micalizzi, già autore delle colonne sonore di Lo chiamavano Trinità e vari poliziotteschi nel corso del decennio precedente, nota anche come Lupin – Fisarmonica per il celebre inciso che al ritmo dei canonici 3/4 introduce un tipico liscio romagnolo ‘alla parigina’, dal gusto squisitamente retrò. Frutto di una stagione copiosa che ha visto nascere autentiche perle come Lamù, Daitarn III, Jeeg Robot e Ufo Robot / Shooting Star (col mitico Ares Tavolazzi), la sigla di Lupin trova qui una dimensione intimista, carica delle sfumature profumate di un caro ricordo, con una fluidità del solo di sax che guarda al cool jazz della West Coast di Gerry Mulligan. Assaje, scritta nel 1984 da Pino Daniele per Lina Sastri, che la interpretò nella colonna sonora dell’amara commedia Mi manda Picone, viene riletta qui in veste strumentale con fresca influenza ritmica dei Weather Report, in particolare della formazione con Jaco Pastorius al basso, idolo di Costagliola e di ogni bassista che si rispetti. La voce della Sastri si risente in Torna a maggio, con la sua interpretazione da teatro popolare in cui un fraseggio elegante e delicato si contorce in grida sofferte di visceralità ancestrale. Ed è così che si viaggia fino al cuore dell’Africa con il coro tribale dei bambini di Migranti, registrato allo spazio ZTL (Zurzolo Teatro Live), il teatro scuola di Marco Zurzolo, un luogo di accoglienza nel centro di Napoli, che nelle parole del fondatore è “una città che è sempre stata crocevia di passaggi di culture ed etnie diverse e che oggi più che mai deve continuare ad esserlo, respingendo ogni tentativo di innalzare barriere”. Per questo l’album si chiude con ‘O surdato ‘nnammurato, che una volta sottratta alla coralità da stadio recupera il suo autentico significato di storia d’amore in tempi di guerra e il suo messaggio universale di pace e in definitiva, lo avevamo scritto all’inizio di questo articolo, di serenità. Va detto, infine, che il CD, con la bella cover del fotografo Mimmo Jodice, è un’iniziativa editoriale di Rcs, pensata come colonna sonora della manifestazione CasaCorriere, in vendita nelle edicole in abbinamento al Corriere del Mezzogiorno. Del resto con la chiusura dei negozi storici, ma anche di più moderni megastore, i chioschi per i quotidiani restano oggi uno dei sempre meno numerosi luoghi dove è possibile acquistare musica su tradizionale supporto fisico, dal compact disc al vinile, senza ricorrere ad Amazon.

 Credits

Label: RCS – 2019

Line-up: Marco Zurzolo (sassofono contralto) – Davide Costagliola (basso) – Lina Sastri (voce) – Gabriella Grossi (sassofono baritono) – Vittorio Riva (batteria) – Mimmo Matana (fisarmonica)

Tracklist:

  1. Lazzari felici
  2. Napulitanata
  3. Por una cabeza
  4. Rino
  5. Segura ele
  6. Segretamente
  7. Io che amo solo te
  8. Licola
  9. Over the rainbow
  10. Babel
  11. Lupin
  12. Assaje
  13. Torna a maggio
  14. Migranti
  15. ‘O surdato ‘nnammurato

Link: Facebook Zurzolo Facebook Costagliola

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