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Un posto dove nasconderci – Krank

recensione_krank-unpostodove_IMG_201901Krank, un nome roboante, come l’onomatopea di una tragica rottura. Una faglia che si staglia sotto ai nostri piedi, uno squarcio verso il profondo.
Il terrore di cadere, di essere inghiottiti da queste rumorose fauci di abisso, ha creato la musica di Krank all’anagrafe Lorenzo Castiglioni, il quale, dopo un’importante esperienza musicale come frontman dei Drunken Butterfly, ha sentito la necessità di esprimersi in libertà.
Nessuna scusa, nessun compromesso, nessun filtro per mettere in musica questa necessaria illusione che lo porta a credere all’esistenza di Un posto dove nasconderci.
Come si può immaginare da questa premessa, l’ascolto del primo album solista di Krank non è una passeggiata. Ci vuole coraggio per sentire l’urlo di dolore, angoscia, inadeguatezza con il lucido disincanto tipico di Castiglioni verso tutte le favole di salvezza assoluta che ci vengono raccontate da millenni.
Non resta altro da fare che amarsi, con le ultime forze (Ho provato ad amarti) ed esortare chi ci sta a fianco dicendo “Vedrai, impareremo a camminare” (Vedrai) per vagare come anime erranti tra le assurdità del mondo (“tecnici e burocrati giocano a Risiko”).
Tra le pieghe di Un posto dove nasconderci ci si lascia andare anche a preghiere pagane (In preghiera) ed ai sogni di carezze e sorrisi (Sogna ancora) prima dell’incubo di cadere nel vuoto (“Senti che aria che c’è, ti esplode in faccia così”).
Ora che non c’è più tempo, cambi in fretta il tuo vestito, cerchi un volto nello specchio” è la perfetta descrizione della crisi che sopraggiunge quando si scopre il grande inganno della nostra società che ci porta a vivere “ossessivamente sempre gli stessi giorni” ma ormai è troppo tardi per riavere indietro quello che ci è stato tolto.
Krank cerca la sua via, il suo modo per difendersi, per resistere. Lo fa con testi misurati e potenti; un canto spesso ineducato e talvolta dissonante. La musica è perfetta per dipingere questo paesaggio: freddi e massacranti suoni elettronici spesso affiancati dalle più immediate vibrazioni delle corde di una chitarra acustica.
Un continuo sali e scendi di tensione che confonde, tra il dolce conforto e l’amaro sapore di sangue in bocca. La forte componente cantautorale in scontro con le sonorità elettroniche quasi industrial di alcuni brani fa sì che Krank prenda le sembianze di un moderno sciamano dei tempi bui.
Il progetto artistico di Krank in futuro muterà ancora ma con Un posto dove nasconderci ha trovato l’identità, quella consapevolezza profonda del proprio essere alla quale potersi aggrappare, magari salvandosi, proprio quando lo squarcio sotto ai piedi sembra aprirsi ancora una volta, ancora più velocemente.

Credits

Label: Autoprodotto – 2018

Line-up: Lorenzo Castiglioni (musiche, parole, produzione); con la collaborazione di Cristiano Santini (coproduzione, registrazione, mixaggio e masterizzazione)

Tracklist:

  1. Le vie del mare
  2. Sogna ancora
  3. La tua adolescenza
  4. In preghiera
  5. Mare nero
  6. Un posto dove nasconderci
  7. Ho provato ad amarti
  8. Vedrai
  9. Ora
  10. Calma intorno
  11. Madre

Link: Facebook

Un posto dove nasconderci – streaming

Madre – video

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