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Una fonderia aperta alle emozioni: Veronica Marchi @ Fonderia Aperta (VR), 20-11-2016

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Veronica Marchi ritorna a suonare nella sua Verona con il nuovo Io e Veronica tour e come location sceglie un piccolo ma particolare teatro situato nel cuore della città scaligera, ricavato da un’antica fonderia didattica e per questo chiamato FonderiaAperta. Circa centocinquanta posti per un pubblico che aspetta di vedere con curiosità la cantantautrice trentenne che proprio recentemente si è fatta notare anche dal pubblico della televisione per la sua partecipazione ad X-Factor.
Il palco è molto ampio, con una scarna scenografia composta da libri sparsi per terra e qualche lampada a ricreare l’interno di una stanza-studio.
Un pianoforte al centro del palcoscenico, la batteria che percuoterà Nelide Bandello sull’estrema destra, il violino e la viola di Maddalena Fasoli sulla sinistra e una chitarra acustica: sono gli strumenti con i quali il collaudato trio si prepara al concerto previsto per l’inusuale orario delle 18 di una trafficata domenica veronese.
Ad aprire il concerto è la breve ma intensa esibizione di un’allieva di canto di Veronica, Sole è il suo nome d’arte ed allieta il pubblico accompagnando la sua bella voce al pianoforte e presentando alcune sue composizioni, sia in italiano che in inglese, tra le quali alcune cover comprendenti anche una ben riuscita rivisitazione di Fast Car di Tracy Chapman.
Verso le 18:30, alla fine della performance di Sole, salgono sul palco Nelide Bandello e Maddalena Fasoli che introducono delicatamente 27, vecchio brano tratto dal primo e omonimo album Veronica Marchi (2005).
La cantautrice sale sul palco poco dopo, con camicia rossa sgargiante, accompagnata da un caloroso applauso e da una visibile emozione ma quando imbraccia la Takamine dà la sensazione di mettersi a suo agio.
Il secondo brano in scaletta è La guarigione (2012), canzone tratta dall’album con lo stesso titolo, seguita da Silenzi, ancora dall’disco di esordio, e Normale da L’acqua del mare non si può bere (2008).
Alcune canzoni sono riarrangiate magistralmente dal trio che ama modificare i brani nel corso degli anni e dei live; un lampante esempio è Stellanova, eseguita da Veronica al pianoforte in una versione più eterea dell’originale su disco.
Si continua con Passanti distratti, l’opening track da La Guarigione, con la cantante al piano, Maddalena alla viola mentre Nelide abbandona la batteria per accarezzare la chitarra di Veronica.
La prima cover della serata è Hyperballad di Björk, presente anche in CoVer (2014), l’album prodotto con Musicraiser. Particolarmente toccante è la parte centrale della canzone, quando insieme alla voce celestiale della Marchi si fondono alla perfezione anche i cori dei suoi due musicisti fino a creare una sorta di gospel sognante.
Per la successiva La simbiosi ha il passo di un gatto Veronica torna sul fronte palco per suonare la chitarra mentre la canzone viene introdotta da un assolo alla viola di Maddalena Fasoli. L’incedere lento iniziale si sfoga nel finale quando le liriche “la solitudine è una serpe silenziosa, la solitudine è una morsa contagiosa” esplodono dalle corde vocali della Marchi.
Seguono due singoli, le folkeggianti e sempre molto gradite dal pubblico Così come mi vedi (da La guarigione) e Splendida Coerenza (da L’acqua del mare non si può bere).
Anche Resisti ha una veste differente rispetto alla versione contenuta nel secondo album della cantautrice veronese soprattutto grazie al sapiente riarrangiamento con la viola, ma è sempre di una bellezza senza tempo e continua ad essere la mia preferita delle sue canzoni.

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Dopo Resisti è il momento di presentare Walk, il brano con il quale Veronica ha fatto commuovere il pubblico e la giuria di X-Factor; lei spiega che la cosa più bella di quell’esperienza è stata conoscere tante persone e anime vere e non importa come sia finita. Inutile sottolineare che questa cover ti perfora il petto e personalmente la preferisco di gran lunga all’originale (sorry, Foo Fighters). Scrosciano gli applausi dalla platea.
Segue “una canzone allegra“, come la definisce lei, ed è La passeggiata, singolo da La guarigione, accompagnata dal coro del pubblico nell’orecchiabile ritornello.
Ma il momento festoso dura poco e si torna subito all’intimismo quando Veronica, rimasta sola al pianoforte, introduce una sua composizione ancora inedita ma che qualche rara volta ha già suonato in passato live (la prima volta fu al Teatro Romano di Verona nel 2009 per la rassegna United Verona Artists). Il titolo è Lacrime di cielo e lei ci promette che prima o poi uscirà anche su disco: lo speriamo tutti vivamente perché è assolutamente uno dei suoi pezzi migliori.
Dopo questa commovente esibizione, arriva un’altra sorpresa e viene rispolverata Hallelujah, cover di Leonard Cohen (eseguita più con lo stile di Jeff Buckley), brano che Veronica non eseguiva live da qualche anno. Tra l’altro, in passato, Veronica Marchi ha reso più volte tributo ad entrambi questi musicisti con serate a tema intitolate I lost myself (per Buckley) e Un branco di canzoni solitarie (per Cohen).
Si ricompone il trio per eseguire Tempo che sulla sua coda si trasforma in Stayin’ alive dei Bee Gees con un festante “clapping hands” da parte del pubblico.
E ora giunge il momento della prima esecuzione dal vivo del nuovo singolo uscito appena il giorno prima ed intitolato Il tè dei matti, brano dal contagioso fischiettio che ti resta in testa per tutta la serata.
Termina così il primo set, aspettiamo qualche minuto e la Marchi ritorna da sola sul palco: ringraziamenti agli organizzatori e una dedica particolare ai genitori seduti in prima fila. Alla chitarra acustica si esibisce in Bambina, brano intimista scritto a 15 anni ma che non ha mai smesso di suonare dal vivo.
Finale con Maddalena e Nelide che l’accompagnano concludendo in bellezza con la ballata soft Piedi Nudi, sempre dall’ultimo album di inediti La Guarigione.
Una serata da incorniciare per Veronica Marchi, una performance ad alto livello emozionale che ancora una volta dimostra il suo grande talento dal vivo mentre noi di LostHighways aspettiamo l’uscita del suo nuovo album che presumibilmente uscirà a breve.

Gallery fotografica di Enrico Fiorasi

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