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Marassi – Ex-Otago

recensione_exotago-marassi_img_201611Faccio una premessa: per anni ho fatto parte anch’io di quella schiera di polemisti incalliti che, con già alle spalle sofferte esperienze post-grunge, andava in giro a sbandierare la propria perplessità verso il nuovo filone cantautor-indiefono del nostro paese. Mi riferisco a tutti quei gruppi, o solisti, con una spiccata vena cantautorale ed un filo hipster, che, ultimamente, ci ritroviamo ad ascoltare (e a vedere) in tutti i luoghi e in tutti i laghi. La formula è semplice: forma canzone base, tanta melodia, testi così urbani e quotidiani da far breccia in ogni cuore di panna dello Stivale, e qualche guizzo di elettronica qua e là, che, si sa, con gli anni ’80 non si sbaglia mai. Calcutta, The Giornalisti, I Cani, Lo stato Sociale, per citarne alcuni.
Poi, è successo: in una bella mattinata di nebbia padana, mi sono ritrovata a spicciare la cucina canticchiando una canzone degli Ex-Otago. Così, all’improvviso. Probabilmente il bombardamento mediatico era riuscito nel suo intento, o forse, semplicemente, si trattava di un gran pezzo.
Ho approfondito ed il risultato è stato che Marassi, l’ultimo album degli Ex-Otago, io l’ho comprato.
E’ uscito il 21 ottobre anticipato da ben 3 singoli: Cinghiali Incazzati (il pezzo di cui vi blateravo pocanzi), I giovani d’oggi e Quando sono con te. Si tratta di un lavoro prodotto da Matteo Cantaluppi (producer anche dei The Giornalisti, Bugo, M+A), finanziato dai fan su MusicRaiser, scritto, realizzato ed impacchettato (con Garrincha Dischi) dal gruppo genoano che, per la cronaca, è insieme dal 2002.
E’ un album in cui, dichiara la band, si vuole raccontare il presente, partendo dal presente che, nel loro caso è rappresentato dal proprio quartiere, Marassi, appunto.
I testi sono immediati, ricchi di citazioni che portano ad un immedesimazione facile con le storie raccontate. Storie di vita comune, senza giri di parole o grossi filosofeggiamenti. Le melodie cantabili e mnemoniche (caratteristica innata ed immutata della band). Insomma, la formula vincente di cui sopra. Non c’è improvvisazione però: si percepisce misura e 14 anni suonati di sperimentazioni alle spalle.
Ci sono tanti synth, in più, questa volta: una bella aggiunta di elettronica (made in 80s) rispetto ai quattro album precedenti. Ascoltate La Nostra Pelle o Gli occhi della Luna, ad esempio.
Le chitarre non si abbandonano, comunque, in fondo, gli Ex-Otago nascono come un trio semi acustico: Stai Tranquillo, Mare, per fare due esempi.
Per riassumere: un disco che si ascolta piacevolmente, ben realizzato, asciutto ed immediato. Pochi fronzoli, storie semplici e contaminazioni synthetiche non proprio innovative ma comunque ben amalgamate. Un album con un filtro “myfair” per dirla alla instagrammiana maniera.
Comunque, io ho smesso di far polemica ed esser prevenuta: ascoltate “gli Otaghi” e magari ci riuscirete pure voi.

Credits

Label: Garringha Dischi

Line-up: Maurizio Carucci (voce, testi) – Simone Bertuccini (chitarra, cori) – Olmo Martellacci (sax, flauto traverso, tastiera, basso, cori) – Francesco Bacci (charango, chitarra elettrica, harmonium, cori) – Rachid Bouchabla (batteria, percussioni)

Tracklist:

  1. I giovani d’oggi
  2. Cinghiali incazzati
  3. La nostra pelle
  4. Stai tranquillo
  5. Mare
  6. Quando sono con te
  7. Gli occhi della luna
  8. Sognavo di fare l’indiano
  9. Non molto lontano
  10. Ci vuole molto coraggio

Links: facebook

Marassi – streaming

Quando sono con te – video

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