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s/t – Leila

recensione_Leila_IMG_201606Quante cose possono starci in un disco? Tante, lo sappiamo. Suoni, suggestioni, parole, invocazioni, riflessioni, emozioni. Da sempre, però, un buon disco si distingue da un ottimo disco non tanto per i contenuti ma per il modo con il quale esso è assemblato. Non è la nota geniale, ma l’incastro che avviene con la quella precedente e la successiva.
Per questo motivo l’esordio di Leila è un ottimo disco, di quelli che lasciano di stucco per la cura, la dedizione portata in ogni dettaglio.
La giovane artista romana con solo sette brani riesce a fissare la sua impronta con una classe rara, lontana dalla roboante cialtroneria di una buona fetta dell’odierno cantautorato e prendendo il meglio possibile sia dai classici della musica leggera italiana che dalla sperimentazione vocale e dei suoni elettronici.
La composizione di Leila è votata a realizzare dei brani piuttosto orecchiabili ma per niente banali: ad ogni ascolto un piccolo dettaglio fa capolino nell’orecchio dell’ascoltatore e talvolta suscita quel brivido necessario all’innamoramento vero.
Dondolo è il brano di apertura, il biglietto da visita dell’autrice: struttura e particolari innovativi con vocalità dai colori pastello di stampo vintage, il tutto perfettamente amalgamato. La successiva Mondo mio è un sinuoso viaggio tra ritmo e giochi vocali, con venature elettroniche ed arabeggianti che rendono il tutto irresistibile.
S’è fatto tardi è invece una lieve canzone, classicissima nella sua essenzialità, dolcemente femminile, leggera ed ispirata. Con Sara il clima si fa più giocoso ma mantenendo i piedi per terra; con Uh i piedi si staccano e dondolano su un’altalena spinta da un vento di semplici cori, schiocchi di dita ed una chitarra acustica.
Il canto in italiano viene abbandonato nel penultimo brano: Let me get in è una canzone di stampo rock con eleganza jazz, molto coinvolgente ed efficace, perfetta nella sua esecuzione, tanto che ascoltandola suona come un classico, un po’ impersonale. Fortunatamente Leila ha inserito alcuni dettagli (controcanti ed un breve intermezzo) che riescono a confermare la variopinta personalità che abbiamo intuito nell’ascolto dei brani precedenti. Il disco si chiude con il brano Noi. L’intensità vocale si unisce ad un testo immaginifico con un’interpretazione quasi teatrale, sempre sul confine tra classico e sperimentazione, lo stesso arzigogolato limite percorso da grandi artisti come Antonella Ruggero, Mina, Cristina Donà o dagli indipendenti Scisma.
Leila ha scelto un campo d’azione ristretto, dove la qualità è fondamentale. Da questo esordio discografico però sembra che Leila (insiem alla sua squadra di musicisti) abbia una grande padronanza dei mezzi a disposizione. Questa caratteristica rende lo spazio, seppur ristretto, molto malleabile e dilatabile, concedendole di cavalcare i generi e attraversarli in tutte le direzioni possibili. Se non avrà fretta o paura il suo potrebbe diventare un nome sinonimo di qualità, alla pari di quelli citati poc’anzi tra queste righe.

Credits

Label: Lapidarie Incisioni – 2016

Line-up: Leila (voce, chitarra, piano, elettronica) – Francesco Saguto (chitarra elettrica) – Carmine Iuvone (basso, ukulele basso, violoncello) – Federico Leo (batteria, bodhran) – Ynaktera (elettronica)

Tracklist:

  1. Dondolo
  2. Mondo mio
  3. S’è fatto tardi
  4. Sara
  5. Uh
  6. Let me get in
  7. Noi

Link: Sito Ufficiale, Facebook

Leila – streaming

Dondolo – video

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