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Tra assurdo e tormento: Bianca Casady & The C.i.A., Arci Bellezza, 23/11/2015

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Milano 23 novembre. C’è parecchia nebbia in via Bellezza 16. Delle poche persone che incontro avviandomi all’Arci Bellezza riconoscerò i volti sotto al palco del concerto di Bianca Casady. In questi ultimi mesi l’artista statunitense è in tour a presentare il nuovo progetto privo della sorella Sierra (insieme nelle Cocorosie): Bianca Casady & the C.i.A. con lo spettacolo Porno Thietor, anteprima del prossimo album che verrà presentato nel 2016.
L’atmosfera all’interno dell’arci Bellezza è particolare, l’attenzione viene catturata dalle proiezioni video che sovrastano gli strumenti, posizionati appena sotto il palco, video in bianco e nero in cui figure strane che paiono personaggi di fiabe, ballano, corrono (o scappano?) come se inseguiti da fantasmi.
Ad aprire lo spettacolo è il ballerino Biño Sauitzvy che girovaga tra le persone con addosso una maschera bianca alimentando la curiosità dei presenti. I musicisti entrano in scena e iniziano a suonare. L’iniziale ritmo lento ci avvolge portandoci in una dimensione surreale. Ci troviamo davanti all’orchestra di un circo “freaks”: il pianista J.M. Rouellan, il musicista Lærke Grøntved, Takuya Nakamura ai sinth e al basso, Doug Wieselman (il sosia di Woody Allen) al violino e clarinetto basso e infine Michal Skoda, troppo troppo alto per la sua batteria.

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Da dietro il sipario Bianca comincia a cantare. Rimane nascosta per i primi brani finchè non concede di lasciarsi ammirare: con lei un violino che suona storto e una bombetta in testa. Un passo dietro Bianca, come se fosse la sua ombra, una ragazza bionda in un elegantissimo completo maschile la accompagna per tutto il concerto cantando e ballando. Insieme a loro in scena c’è Biño che non si lascia togliere gli occhi di dosso: balla, si contorce, assume posizioni fisicamente impossibili sempre più hard e dark. La performance, ben di più di un semplice concerto, è in continuo crescendo.
Bianca con la sua voce acida ma mai graffiante o sovrastante ci mostra scenari fiabeschi dai retroscena cupi e misteriosi, ci racconta la sua personale interpretazione di un racconto tormentato così come lo sono i vestiti di scena di Biño e le performance dell’intero (freak) show.
Dopo un’ora e mezza abbondante di esibizione, prima di salutarci Bianca si unisce in un balletto di congedo insieme a Biño. Le ultime note musicali sono gioiose e ci lasciano stampato in viso un sorriso soddisfatto, tra estasi e stupore.

Gallery fotografica di Teresa Enhiak Nanni

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