Home / Recensioni / Album / Perfect Laughter – Sycamore Age

Perfect Laughter – Sycamore Age

SYCAMORE_AGE_PERFECT_LAUGHTER_COVERUomo e divinità. Il grande flusso di un’esistenza, dove tutto è Pánta rêi. Perdersi nel gigno di un folle dio demiurgo e nel bianco del suo occhio Ra. Tra Bacco e Charles Bukowski.  Il terzo lavoro Perfect laughter della band aretina è la conferma del talento creativo che distillavano i precedenti due dischi. Ai Sycamore Age riesce tutto. Hanno la capacità di coniugare il verbo pschedelia in tutte le sue ascendenze folktroniche. L’incpit 7 è il sipario che si apre al crepuscolo degli dei, inizia la drammaturgia gnoseologica che si attenua in quel piano lontano, in quegli archi della memoria di Noise of falls. Arde il fuoco primordiale dell’ES ed inizia la danza mantrica con Dalia, dove fiati e cori scandiscono la pelle screziata del tempo-serpente. Echi di Monadi ci inseguiranno tra le dune di un deserto ipnotico fatto di Drizzling sand e  ritornerà quel piano di note di burro a solcare i nostri incerti passi. La dissonanza acustica di Frowining days, odd nights ci illuminerà con un’attitudine quasi rag-time. La voce di Francesco Chimenti è un prisma di cristallo che, colpito dalla luce, diffonde tutti i colori possibili che le corde vocali possano emanare. In The womb of nowhere emerge la teatralità sinfonica di questa band che traccia ponti invisibili tra i primi Pink Floyd e i Current 93 di David Tibet. Behind the sun è il capolavoro lisergico, dove sembra di essere davanti ad un mistico Thom Yorke. Cheap chores ci suggestiona in chiave neo-folk e ci riporta alla mente certi Death in June. Continua a perseguitarci quel piano quasi subacqueo che si tramuta ancora una volta in una danza di brecthiana memoria che è In the Blink of an eye. Stremati da sorprese soniche, ascenderemo alla Monkey Mountain in un vortice di psichedelia e progressive che celebrerà magnificamente la fine di questo viaggio cosmico che è Perfect laughter.  I Sycamore Age entrano nell’Olimpo delle band della musica indipendente italiana, con tanto fragore e genialità da vendere.

Credits

Label: Santeria – 2015

Line-up: Francesco Chimenti, Davide Andreoni, Stefano Santoni, Franco Pratesi, Samuel Angus McGehee, Nicola Mondani, Luca Cherubini Celli.

Tracklist:

01. 7
02. Noise Of Falls
03. Dalia
04. Drizzling Sand
05. Frowning Days, Odd Nights
06. The Womb Of Nowhere
07. Diorama
08. Behind The Sun
09. Cheap Chores
10. In The Blink Of An Eye
11. Monkey Mountain
Link: Sito ufficiale

Dalia – Video

Suggestions

Ti potrebbe interessare...

cover

Beneath the Looming Blanket – Giobbe

Il nostro Bel Paese è ancora capace di bellezza. Solo che non la vediamo, in …

Leave a Reply