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Bisognava dirlo… – Paolo Saporiti

recensione_PaoloSaporiti-BisognavaDirlo_IMG_201501Il nuovo disco, o doppio ep se preferite, di Paolo Saporiti ci sorprende per diversi motivi. Il primo è che Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio con uno schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza esce a brevissima distanza dall’ultimo lavoro, il primo totalmente in italiano, pubblicato lo scorso aprile. Ha evidentemente tanto da raccontare il cantautore milanese che stupisce anche per il progetto che sta dietro l’album. Due dischi contenenti gli stessi sei brani, in ordine diverso, con due produzioni diametralmente opposte. La prima è più melodica e tradizionale, realizzata da Raffaele Abbate con la partecipazione di musicisti che già avevano accompagnato Saporiti nelle ultime esibizioni live come Luca Passavini e Roberto Zanasi. L’altra è invece prodotta da un altro musicista con cui Saporiti ha intrapreso una fitta collaborazione, Xabier Iriondo, chitarrista degli Afterhours ma sopratutto un grande sperimentatore.
Da un lato abbiamo quindi una serie di brani che si inseriscono perfettamente lungo la ricerca musicale di Saporiti, che si nutre della tradizione dei grandi songwriter da Nick Drake in poi, ma che, e questo accadeva già negli ultimi lavori del cantante milanese, ha abbandonato la via del minimalismo per arricchirsi di una maggiore varietà melodica.
Dall’altro invece quelle stesse canzoni si trovano a confronto con il noise, con le distorsioni musicali di Iriondo.
Due facce della stessa medaglia. Un disco schizofrenico, come sembra suggerirci il lungo titolo, come spesso lo è il rapporto che ognuno di noi ha con la propria famiglia, con i propri genitori in modo particolare. Se in The Restless Fall, primo e meraviglioso album, era la figura paterna, l’elemento maschile a fare da perno, qui è il femminile, la madre. In entrambi i casi è l’assenza a dominare. “Io che non ho mai capito come stendermi accanto a te, quando non ci sei“. Così canta in A modo mio, uno dei brani più belli del disco. Una affermazione del sé, della ricerca della propria identità che se nel primo disco è carica di energia in un crescendo musicale e cantato, nel secondo è soprattutto rabbia che si nutre di se stessa nella distorsione del suono. Ognuno dei sei brani vive una doppia vita, in un incontro tra la musica e le parole davvero eccezionale. Fare due dischi con le stesse canzoni e lasciare la sensazione di aver ascoltato due album diversi è cosa da pochi.
Saporiti riesce da un lato a dare voce al suo mondo interiore, ricco di sfumature, senza paura e senza alcuna remora, con una sincerità disarmante, e dall’altro le sue parole si lasciano guidare e portare dalla musica verso direzione diverse.

Credits

Label: OrangeHomeRecords- 2015

Line-up: Paolo Saporiti (voce, chitarra, acustica e chitarra classica baritona) – Roberto Zanisi (bouzouki e dobro) – Luca Passavini (basso e contrabasso) – Cristiano Calcagnile (batteria, Fender Rhodes, DrumTableGuitar) – Raffaele Kohler (tromba e filicorno) – Armando Corsi (Chitarra classica) – Xabier Iriondo (chitarra elettrica, basso elettrico, melobar, sahai baaja, waraku, piatti batteria elettronica, field recordings)

Tracklist:

Disco 1

  1. A modo mio
  2. In costante naufragio
  3. Figlio di Madre Incompleta
  4. Io non resisto
  5. Per L’Amore di Una Madre
  6. Hotel Supramontei

Disco 2

  1. Per L’Amore di una madre
  2. Io non resisto
  3. Figlio di Madre Incompleta
  4. A modo mio
  5. In costante naufragio
  6. Hotel Supramonte

Link: Sito Ufficiale, Facebook

 

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