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L’età più forte – Alessandro Grazian

Grazian_Cover_Letapiuforte_2015I titoli dei dischi sono importanti. Possono essere enigmatici, suggestivi, possono promettere un immaginario affascinante da scoprire traccia dopo traccia, possono avere una tale forza espressiva da suggerire il valore lirico di un cantautore.
L’età più forte è un titolo omaggio a uno dei quattro volumi autobiografici di Simone De Beauvoir. Ed è già un indizio. Grazian è un cantautore colto, lo sappiamo. E ne abbiamo conferma. Colto non perché citi, colto perché attinge e ricostruisce. Ricostruisce una poetica e un linguaggio.
Sceglie di affidare al quarto capitolo discografico della propria carriera il compito di rappresentarlo come un’istantanea sul tempo trascorso lungo dieci anni fatti di inizi acustici e intimi e esplorazioni più rock e new wave. L’età più forte è la sua biografia artistica, il compendio dei suoi suoni, della sua poesia filtrati da una nuova predisposizione alla comunicazione diretta, più lieve, meno criptica. L’età più forte è anche il manifesto della propria svolta personale, emotiva e razionale. Svela un repertorio lessicale indicativo di una nuova visione del mondo, delle persone. Scelta, disincanto, entusiasmo. Intorno a queste parole ruota il senso del disco, che è poi il racconto di una conquista, anche se amara. Satana racconta la disobbedienza alla propria integrità pur di restare a galla. Lasciarti scegliere sottolinea il tema della scelta mettendo in scena un piccolo dramma per opposti: c’è chi vive lasciando che gli altri decidano. Quasi come me e Noi noi noi sono luoghi canzoni in cui striscia la consapevolezza di relazioni complicate e macchiate dalla solitudine dei piccoli universi umani, come rette che si intersecano e fuggono lontane. La meglio volgarità racconta l’uso dei sentimenti e dei corpi, come un’egoistica ricerca di riparo. Anastasia sembra un brano lontanissimo dagli altri, musicalmente e concettualmente. Invece, è come un segreto, una chiave che gira nella serratura giusta. Svelare l’amore a costo di sentirlo respingere è la metafora più dolce e feroce della scelta e della forza. Per chi scrive, questa canzone è il cuore del disco. Sembra prendere vita da un romanzo del primo ‘900, sembra avere il vigore impressionista delle immagini di Proust o la dedizione delle dichiarazioni assolute di Salinas.
La varietà stilistica di questo disco, frutto di tour e collaborazioni, chiama in causa echi lontani delle intuizioni pop del miglior Bianconi e degli Amor Fou oppure dell’attitudine rock dei Verdena. Tali restano, echi. Perchè Grazian ha una fisionomia artistica di gran caratura e di promettente futuro. Ha scritto, arrangiato e suonato il suo disco, come raramente nel mondo delle iperproduzioni moderne capita. Ha avuto dei validi compagni di viaggio in Enrico Grabrielli, Leziero Rescigno, Rodrigo D’Erasmo e Antonio Cuper Cupertino (registrazione e mixaggio).
Un ottimo disco, da attraversare per attraversarsi.

Credits

Label: Lavorarestanca – 2015

Tracklist:

01 L’età più forte
02 Satana
03 Lasciarti scegliere
04 Corso San Gottardo
05 La risposta
06 Anastasia
07 La meglio volgarità
08 Se io fossi una band mi scioglierei
09 Quasi come me
10 Noi noi noi

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L’età più forte – Preview

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